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Lotta all'AIDS

Il primo di dicembre in tutto il mondo si riflette sulla lotta all'AIDS, in occasione della giornata mondiale, si affrontano i nodi della ricerca, della cura, delle nuove
prospettive, dell'assistenza. In tutto il mondo si lavora con grande impegno per combattere e prevenire l'AIDS, ma una corretta informazione è alla base di ogni intervento.
L'aids deve essere trattato da tutti come argomento di salute pubblica e non come materia morale. L'informazione deve essere mirata e diretta, servirà per convivere con chi ha la malattia, con chi è sieropositivo, vivendo una sessualità attenta senza paura. Solo una informazione di questo tipo può arrestare il diffondersi di una malattia che, non scordiamolo, si trasmette con specifici atti che sono largamente sotto il controllo individuale di ogni singolo cittadino. La non discriminazione delle persone sieropositive é molto importante, come lo è informare la gente che l'aids non si contrae con i normali rapporti umani, sociali e di relazione.
L'HIV non si trasmette con gli atti della vita quotidiana:

· dal bacio sulle guance e dalle carezze.
· dall'utilizzazione di piatti e posate usati da un portatore di virus
· dall'alimentazione
· dalle strette di mano
· da contatto con gli animali domestici
· dalle punture degli insetti (zanzare)
· nelle toilette pubbliche e nelle docce
· nelle piscine

Una volta ribadita la competenza di ciascuno, giovani in testa, a discutere su queste problematiche, direi che tutti noi, come cittadini, dobbiamo riconoscere che la società sta tentando di esorcizzare con l'AIDS molti dei suoi malesseri più profondi. Forse dovremo ammettere che la nostra società è davvero malata di una "Peste del 2000" che non è l'AIDS ma di cui l'AIDS è solo il sintomo rivelatore e cioè l'indifferenza e l'emarginazione.
Se l'analisi sull'AIDS è vera, e se l'indifferenza è la vera peste del 2000, allora conosciamo anche le strategie per sconfiggerla con la "solidarietà".

FERMARE L'AIDS E' UN COMPITO PER TUTTI. ED INSIEME, UMANAMENTE E' POSSIBILE!

Ai genitori: pensate che i vostri figli non siano sessualmente attivi? Fermare l'aids è possibile, basta solamente incominciare a parlare con i propri figli dell'importanza del preservativo, buttando giù così anche quelle barriere di mentalità. Non discriminate la scelta sessuale dei vostri figli, la sessualità può essere fatta di tante cose. Le donne possono avere un'attività sessuale con altre donne, gli uomini con altri uomini, le donne con gli uomini... e qualche volta il sesso migliore è quello del "fai da te!".
Ai ragazzi: Fare l'amore è bello ma se sicuro è meglio! Fare sesso con "tutti" ma senza contagiare e senza farsi contagiare. Il sesso è divertente soltanto quando tu e il tuo partner siete d'accordo su cosa state per fare, ma usate sempre il preservativo.
Alle ragazze: hai sempre il diritto che il tuo partner smetta immediatamente se durante l'inizio del rapporto d'amore lui non indossa il preservativo. Certi ragazzi pensano che mettersi il preservativo è troppo farraginoso quando si sta cercando il piacere. Invece il preservativo può facilmente far parte del gioco erotico. Sii creativa! Non aspettarti che ci pensi il tuo partner a indossare il preservativo, imponiglielo, e quando lui non ce l'ha con se fai in modo che nella tua borsetta ci sia!

· E' emerso che l'uso del preservativo previene diverse malattie trasmesse sessualmente tra cui anche l'aids e l'epatite
· Che si deve educare i ragazzi ad amare per costruire insieme il loro domani
· Che ci si può proteggere per il tuo futuro amando sempre con il preservativo
· Che bisogna ridurre il numero dei partner
· Bisogna dire ai giovani che devono pensare di essere sì innamorati ma da non rischiare il contagio dell'aids
· Educare i ragazzi che quando la temperatura sale non devono farsi rimorchiare dall'aids
· Riteniamo che fermare l'aids, umanamente è possibile usando sempre il preservativo

Bisogna offrire calore umano alle persone sieropositive, hanno sempre qualcosa da raccontarci. Sieropositività non è diversità. In passato si è parlato di "categorie" a rischio, è utile sapere che non esistono “categorie” di persone esenti dal rischio perché nessuno ne è escluso. Solo chi discrimina è solo! Rimangono da rimuovere le "barriere di mentalità" che alcuni ancora hanno sull'uso del preservativo. Il progetto che il Ministero della Sanità dovrebbe adottare con carattere d'urgenza è quello di dare gratis i profilattici a persone che hanno comportamenti a rischio ad esempio: ai tossicodipendenti che frequentano i Sert, alle prostitute. Urlare e sottintendere: solo un intervento dello Stato può calmierare il costo dei profilattici e a propagandarne il corretto uso riprendendo con successo la latitante campagna pubblicitaria diffondendo la cultura nonché l'uso del preservativo tra la popolazione sessualmente attiva.

RICORDIAMOCI CHE LA LOTTA CONTRO L'AIDS E' UNA QUESTIONE DI TUTTI I GIORNI, NON LIMITIAMOCI, PARLIAMONE TUTTI I GIORNI.


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