Lagrandeai

Notte complice
Fanfiction ispirata alla serie giapponese "Mia"

- Capitolo 1° -

La stanza era illuminata da un debole raggio di luna che filtrava attraverso la tapparella, tutto sembrava continuare inesorabile, un ambiente piuttosto confortante e allo stesso tempo costrittivo. La finestra chiusa batteva vicino al letto, un armadio ampio regnava indomito nella stanza, poster e foto appese sulle pareti a mostrare cose passate e ricordi lontani. Tutto intorno aveva una propria funzione, una sua logica, tranne quella figura appollaiata, quasi agonizzante, su di una poltroncina. Chiusa su se stessa, rimuginava sui propri pensieri. La sua vita le sembrava assurda, niente che la faceva sentire “VIVA”… ormai aveva perso ogni contatto, nulla le interessasse, niente riusciva a sbloccarla da quello stato di torpore… NIENTE!
Il suo animo positivo e ottimista era svanito, lasciando spazio solo ad un umore grigio e triste, i suoi occhi mostravano quel rossore di una nottata di pianto, i segni di dolore erano visibili… la sua vita le sembrava INUTILE!
Cosa le fosse accaduto nessuno poteva immaginarlo, cosa portava dentro non si sapeva! Si era estraniata da tutto, ripiegata su se stessa cercava un modo per finirla, un solo pensiero era ricorrente in quelle notti gelide e solitarie…FARLA FINITA!
Ma forse per vigliaccheria o forse quel briciolo di buon senso rimastole, che la faceva desistere dal commettere quel folle gesto…o forse era solo un altro modo per autopunirsi, di qualcosa che non aveva commesso e s’incolpava per sopravvivere al dolore. Nonostante la sua sofferenza fosse tangibile… simulava un invidiabile benessere la mattina, e struggersi dal senso di colpa la notte! Una vita straziata dai ricordi passati, da disillusioni e rimorsi, cercando di cancellare azioni spregevoli commesse, vivendo mostrando una falsa visione di sé… o forse faceva vedere quello che gli altri si aspettavano di vedere… nulla toglie che era immobilizzata e allo stesso tempo ammaliata da quella maschera da non riuscire a togliersela. Questo le lacerava ancora più il petto, troppe cose da sopportare, troppe cose da nascondere, una sola vita a disposizione!!!
Non riusciva a capire, se il non COMPIERE quel gesto fosse dettato solo dalla paura, l’idea l’allettava, ma farlo era difficile… MORIRE o SOPRAVVIVERE…non si sa cosa precisamente in lei la fermasse, e quella fottuta notte non era di nessuno aiuto, complice si, ma muta e inerme… cattiva consigliera!
La cosa più ovvia invece era il tempo che le restava, doveva fare in fretta, rimostrare la maschera a tutti poiché il giorno stava per arrivare… DECIDERE! Doveva soltanto prendere una decisione: continuare a vivere distruggendosi, o calare il sipario insieme a quella stessa notte, uscendo dalla scena per far proseguire lo spettacolo.
Solo INDECISIONE, si volta, va alla finestra alza la tapparella guarda la luna solitaria anche lei, apre le imposte ed un vento gelido le sfiora il viso, subito dopo, un’improvvisa e inaspettata CERTEZZA… perché continuare a fuggire da tutti, a sfuggire da se stessa? Un solo DESIDERIO, un solo DESTINO, tutto ormai le è CHIARO…il buio è quasi calato, un bagliore di luce è filtrato…la decisione è PRESA!

Quella notte, tutto fu rivissuto, le colpe, le ingiustizie, azioni spregevoli, i rimorsi…TUTTO…Al suo termine, anche la vita di quella figura ebbe finalmente PACE!

Fine

-Lux-