Lkl Skywalka

Soffio

"Maggiore? Maggiore Ukigawa, mi sente?"
"Che diavolo vuole tenente?", il tono della voce della donna sembrava estremamente spazientito.
"Ci sono delle perdite, Signore, anche il sergente Dumas è stato colpito da un phaser ad alta energia e abbiamo anche perso..."
"Accidenti LeSaux, lo so benissimo che abbiamo delle perdite! Non dovremmo nemmeno trovarci, in questo inferno! Che diavolo vuoi che faccia, adesso? Che esca fuori e li ammazzi tutti, quei figli di puttana?"
"No, Signore, mi scusi, Signore, ma..."
"Qui non stiamo giocando alla guerra, tenente, i rapporti non ci aiuteranno a sopravvivere di certo!"
La sfuriata del superiore prese alla sprovvista il giovane ufficiale di quella che una volta era stata la gloriosa Flotta Stellare, ma i gradi non avevano più alcun significato, adesso, e lo sapevano. LeSaux non aveva nessun obbligo di obbedienza con quella donna, né lei aveva alcun diritto di esercitare il comando, ma lui e tutti i componenti di quel manipolo di fuggiaschi avevano trovato nel maggiore Ukigawa l'eredità del Quadrante Alfa del XXIV secolo, prima del grande attacco. "L'Apocalisse", la chiamavano i predicatori da due soldi, quelli che la storia sembrava aver definitivamente sepolto..
Ukigawa sì appoggiò con la schiena a un muro del rifugio di fortuna che si erano scelti per passare la notte durante la loro missione più importante: sopravvivere. O almeno questo era quello che i suoi uomini dovevano sapere. Abbozzò un sorriso sarcastico. Di che gruppo di disperati era a capo! Lei, giovane e abile ufficiale della flotta, con alle spalle un duro periodo di gavetta contro i caccia Jem'Hadar, il tenente LeSaux appena uscito dall'Accademia e mai salito su di una nave stellare, un'androide avanzatissimo che aveva assistito a una buona parte della storia del XXIV secolo e un manipolo di "teste di cuoio" e di occasionali che avevano perso tutto durante l'ultimo attacco e che si erano uniti a lei per fuggire il più in fretta possibile per tornare a casa, nell'eventualità che ancora ci fosse. Terrestri, un'androide, thaliani, addirittura cardassiani e ferengi, con l'unico scopo di uscire vivi da quell'inferno.
Potevano vedere ancora le fiamme che si alzavano dal nucleo residenziale fatto esplodere dai Vicariani. Così li avevano visti per la prima volta, qualche anno prima. Erano arrivati dal lontano Quadrante Gamma, misteriosamente, spazzando tutto sul loro cammino, incutendo terrore come antichi animali mitologici. I primi a cedere furono il Dominio e Cardassia, subito fuori gioco nonostante l' impressionante potenza bellica, i Romulani inviarono prontamente una flotta molto potente per anticipare un eventuale attacco che fu completamente annientata e adesso anche la Terra, la culla della civiltà della Galassia, era sotto assedio. Tutte le navi della Flotta Stellare superstiti, insieme con i Romulani e la flotta Klingoniana erano dirette verso il terzo pianeta del sistema Meridiano; Meridian III, il punto da cui sarebbe partita la riscossa della Federazione. Li chiamavano "I Ribelli", ma altri non erano che le ultime risorse delle vecchie potenze del Quadrante Alfa, ora sull'orlo del collasso.
Beh, non avrebbero risolto molto, pensando a questo, comunque. L'idea di Ukigawa era quella di raggiungere un gruppo di federali che era al sicuro in uno spazioporto di contrabbandieri non ancora scoperto dai Vicariani, poi avrebbero lasciato il pianeta per allontanarsi il più possibile dalla guerra, su Betazed, magari. Intanto erano ancora in una San Francisco resa irriconoscibile dagli orrori della guerra e occupata dai Vicariani.
"Maggiore?"
"Cosa vuole, Data?", la voce di Ukigawa era nuovamente adirata, lo era sempre dopo una battaglia
"Abbiamo perso il sergente Dumas e ci manca..."
"Non abbiamo il tempo di pensare ai morti, Data, cerchiamo di sopravvivere noi, piuttosto! E di dormire, anche..."
"Sì, Signore"
Data montò la guardia per la notte, come al solito, così ebbero modo di dormire tranquilli, per quanto possibile, e senza spiacevoli sorprese. L'androide svegliò come da pattuito gli uomini poco prima dell'alba. Dovevano mettersi in marcia subito: lo spazioporto non era lontano, stando alle informazioni in mano al Maggiore, ma non in quella situazione, con il rischio di trovare pattuglie vicariane ad ogni angolo. Armati dei soliti phaser uscirono cautamente allo scoperto. La strada pedonale di fronte a loro era deserta e libera, apparentemente senza pericoli, sospettosamente troppo tranquilla, ma certo non avevano scelta: quello era un passaggio obbligato. Ukigawa indicò di avanzare coperti, ma alcuni uomini non furono abbastanza cauti, evidentemente. Ne ebbero per poco: si sentì un phaser fischiare l'aria proveniente da un edificio soprastante e Togh, il ferengi, cadde a terra gemendo e generando lo scompiglio nel gruppo che cercava di riguadagnare il rifugio. Almeno un cecchino li teneva sotto tiro, ma non c'era nessuna pattuglia vicariana nelle vicinanze e quei bastardi non andavano mai in giro da soli, era indubbiamente strano. In ogni caso dovevano neutralizzare il tiratore, per poter superare quel passaggio obbligato, e l'unico modo era quello di coglierlo di sorpresa. Ukigawa posizionò gli uomini: Data, accompagnato da alcuni uomini, con l'ordine di generare un'azione diversiva, mentre lei e K'thar, il Cardassiano, avrebbero aggirato l'edificio, coperti da LeSaux e i suoi, e raggiunto il cecchino. Data puntò il phaser e sparò alcuni colpi, prudentemente, mentre il maggiore e K'thar si avviarono verso l'edificio seguiti da LeSaux. Il turbo ascensore li portò subito all'ultimo piano dell'edificio. Il cecchino – un dilettante evidentemente – era ancora impegnato nello scontro a fuoco con gli uomini di Data e non si accorse nemmeno del loro arrivo.
Ma, come pensava Ukigawa, non si trattava di un Vicariano.
"Fermo o sparo!", ordinò il Cardassiano
Il cecchino si voltò improvvisamente preparandosi a far fuoco, ma Ukigawa fu più veloce e lo freddò con un colpo di phaser al petto. Si trattava di un Romulano, un figlio dello scorpione, a giudicare da ciò che aveva appuntato. Sulla divisa, infatti, aveva lo scorpione azzurro, il simbolo del Koh"Tah, in lingua Klingon, i figli dello scorpione, appunto, un gruppo organizzato romulano con lo scopo di conquistare il potere nell'Impero e di riprendere la guerra con la Federazione. Dopo la fine della guerra era stato messo fuori legge e da allora aveva sempre portato avanti un'azione di guerriglia su Romulus. Il maggiore pensò un'attimo agli sviluppi di un possibile tradimento in seno ai Ribelli, nessuno dubitava della fedeltà dei nuovi alleati Romulani e probabilmente gli stessi Romulani ignoravano le macchinazioni del Koh"Tah, ma facilmente infiltrati nella flotta avrebbero potuto raggiungre la base segreta del Sistema Meridiano con conseguenze terribili per la Federazione e per Romulus. Questa era la sua vera missione. I suoi ordini, direttamente dal consigio della F.U.P. poco prima dell'invasione, quelli di raggiungere Meridian III per comunicare ai Ribelli le macchinazioni dello Scorpione, la sua missione di un'importanza vitale per le sorti della guerra. Ma c'era un problema più immediato:
"Maggiore, lei non ha mai avuto intenzione di disertare, vero?"
"Che vuole dire, K'thar?"
"Finiamola con queste idiozie! Sa benissimo cosa voglio dire! Quali sono i suoi ordini, me lo dica!"
Ukigawa si rese conto dell'inutilità di mentire, K'thar sapeva il fatto suo: "Sono stata incaricata di comunicare con il terminal "EarthLab" in modo da raggiungere Meridian III e informare il governo Romulano e i Ribelli che i dissidenti del Koh"Tah hanno tradito Romulus. Ora siamo io e lei gli unici su questo pianeta a conoscere il vero scopo di questa misssione"
"E non ha pensato a quegli smidollati che sono lì sotto? Pensa davvero che vogliano seguirla in questa missione suicida? Cosa pensi che importi loro della guerra? Pensano solo di scappare il più in fretta possibile!", il suo tono era beffardo e irritante, ma era probabile che dicesse il giusto. Di tutta risposta Ukigawa puntò il phaser sul Cardassiano:
"K'thar, lei sta parlando di soldati della Federazione, di Klingon e di molti altri eserciti qualificati, tuttavia in questa situazione non posso permettermi di perdere nessun uomo. Lei non dirà niente agli uomini di tutto questo, mi sono spiegata? Noi abbiamo sorpreso e ucciso un soldato Vicariano, nient'altro"
"Ehi maggiore, io sono con lei! Non mi va di raggiungere Betazed tra i rammolliti, il mio posto è su Cardassia, e non mi piace il fatto che sia stata ridotta in schiavitù!"
"Chissà cosa direbbe un Bajoriano a sentirla parlare" rispose fredda la donna, abbassando l'arma "Spero di potermi fidare di lei. Solo gli ufficiali superiori federali verranno della destinazione. E poi, in fondo, gli altri ci devono un favore, no?."
"Già, sono ancora vivi" rispose K'thar perplesso, "Può fidarsi di me, Maggiore, ma attenta a quel 'ragazzino'!"
"LeSaux è un ufficiale della Flotta Stellare, le devo ricordare cosa questo significhi?"
"Nossignore, non si agiti, era solo una battuta. Ora però è meglio che torniamo dagli altri." si affrettò a concludere K'thar.
Raggiunsero gli altri dopo pochi minuti mentre LeSaux perlustrava la zona con una pattuglia, quindi finalmente si rimisero in marcia in ordine sparso. Le macerie ancora fumanti ricordavano ai fuggiaschi la ferocia dell'attacco precedente: era uno spettacolo orribile! I Vicariani affiancavano alla tecnologica e asettica – ma non per questo meno distruttiva – guerra di flotta l'antica tattica dell'invasione terrestre di massa, e i risultati erano lì davanti ai suoi occhi. Ukigawa guardava quello spettacolo mestamente ritornando con la memoria ai tempi dell'invasione del Dominio su Deep Space Nine, riflettendo. I Barbari, i Saraceni, i Nazisti, i Klingon, i Romulani, i Cardassiani, i Borg e ora i Vicariani...millenni di storia accumunati solo dalla paura. Quanti morti aveva contato tra i suoi abitanti quell'insignificante pianeta della stella Sol? Quale prezzo, per il raggiungimento di un ordinamento federale che sembrava sicuro e che invece era già crollato come un castello di carte?
Raggiunsero un edificio in rovina. Doveva essere stato un ospedale di fortuna, a giudicare dalle strutture che vi trovarono. La medicina evoluta, pensò il maggiore, non serve poi a tanto se con essa si evolvono anche le armi. Riferì agli unici ufficiali della F.U.P. i suoi ordini e il suo cambiamento di programma, senza rivelare del Koh"Tah: Data naturalmente non ebbe nulla da ridire sui nuovi ordini mentre LeSaux non si oppose, anzi fu felice di sapere che il suo superiore non aveva intenzione di disertare, K'thar aveva un'espressione a metà tra una smorfia e un sorriso amaro, forse si aspettava una reazione ben diversa dal suo "ragazzino"!
Si rimisero in viaggio, se tutto fosse filato liscio avrebbero raggiunto lo spazioporto sotterraneo entro la notte, ma potevano incrociare in qualsiasi momento una pattuglia Vicariana e, beh, in quel caso si sarebbe ballato un po'! Si avviarono verso la vecchia V Avenue, ma appena la raggiunsero scorsero un gruppo degli invasori che stava perquisendo le abitazioni, al più rase al suolo. Si accucciarono sotto una barricata di fortuna e armarono due granate. Gli uomini si disposero a ventaglio sulla barricata, preparandosi alla battaglia, quindi lanciarono le granate verso il centro della pattuglia. I Vicariani, colti di sorpresa, non ebbero il tempo di reagire e ripiegarono all'indietro, gli uomini del maggiore uscirono allo scoperto aprendosi la strada a colpi di phaser, quando all'improvviso un carro armato corazzato si disoccultò e cominciò a fare fuoco. Lo scompiglio tra gli uomini fu generale: mentre i phaser mietevano le prime vittime, gli uomini cercavano di riguadagnare un rifugio, caoticamente. Solo alcuni, i più addestrati, arretravano ordinatamente cercando di rispondere al fuoco. LeSaux armò una granata e la lanciò contro il carro, ma non bastò per neutralizzare i suoi scudi. K'thar, con un manipolo di uomini tentò di aggirare l'ostacolo mentre gli uomini della Federazione combattevano per mantenere la posizione, tuttavia fin quando non sarebbero riusciti a neutralizzare il campo di forza del carro non avrebbero certo potuto sperare in una vittoria:
"Maggiore?"
"Cosa c'è Data?"
"Se riusciamo ad individuare gli schemi di modulazione delle bobine di occultamento potremmo costringere il carro ad occultarsi per un qualche secondo..."
"Disattivando quindi gli scudi per quel tanto che basta per fare fuoco! Ottima idea, Data, ma come possiamo fare?"
"Se fossimo su una nave stellare potremmo scaricare del plasma dalle gondole, ma vista l'impossibilità di questo tipo di azione, dobbiamo agire diversamente...bene! Armate una granata, allora!"
Il Maggiore non ebbe neanche il tempo di pensare che Data si lanciò velocemente oltre quell'occasionale barricata dirigendosi verso il carro, mentre i compagni stupiti non poterono far altro che coprirgli le spalle. Giunto a pochi metri dall'obiettivo tastò alcuni controlli sul braccio sinistro e si buttò su di un fianco, mentre il carro cominciava ad occultarsi.
"LeSaux! Faccia fuoco!" urlò l'androide prima di buttarsi a terra. LeSaux non si fece ripetere l'invito e lanciò una granata verso il carro mentre i suoi uomini tenevano a bada il fuoco nemico. Il colpo penetrò negli scudi del carro, i vicariani non ebbero neanche il tempo di farsi agganciare dal teletrasporto che il mezzo corazzato esplose violentemente coinvolgendo essi stessi, in un'unica, violenta deflagrazione. Fu il Maggiore a rompere il silenzio che seguì e che durò più di un minuto rivolgendosi all'androide con aria stupita:
"Ottimo lavoro, comandante, ma mi tolga una curiosità: come faceva a sapere gli schemi di modulazione di quell'affare?"
"Non li sapevo, Maggiore, durante la mia azione ho elaborato un vasto numero tra le combinazioni più probabili per determinare l'esatta modulazione."
"Ehm...quanto vasta?"
"Circa il 5% delle possibili combinazioni, Maggiore."
"Il 5%? Oh, miseria!"
Alcuni del gruppo scoppiarono a ridere alla risposta così emotiva del Maggiore, mentre Data fissava incredulo i presenti:
"Non capisco il vostro umorismo. Non vedo cosa ci sia di...buffo...in un semplice colpo di fortuna."
L'ilarità dei presenti aumentò notevolmente, così come il disagio dell'androide fin quando non intervenne Ukigawa sorridendo:
"Andiamo, grand uomo, abbiamo del lavoro da fare!"
Data si rassegnò a seguire gli uomini, che passando non facevano che riempirlo di congratulazioni e di meriti. Si rimisero in marcia alla ricerca di quello stramaledetto Deck: non avrebbero più fatto in tempo a raggiungere i compagni per la notte, probabilmente, ma avrebbero proseguito col favore dell'oscurità fino all'alba. Ora avevano bisogno di riposo, e una vecchia abitazione come tante nella periferia di San Francisco sembrò fare al caso loro. L'interno era deserto, come prevedibile, sul muro un replicatore di cibo che non accennava a voler funzionare, nonostante i calci di K'thar. Si appoggiarono al pavimento, sfiniti, tanto che Ukigawa stessa dovette ammettere l'utilità di quella sosta. Rimasero lì mentre calavano le tenebre di quel freddo pomeriggio invernale a fissare il soffitto, senza dire una parola, fin quando l'androide si mise a sedere per sistemare il suo phaser di ordinanza, pulendolo neanche fosse un vecchio revolver del XX secolo. Anche il Maggiore si mise a sedere:
"Data?"
"Signore?"
"Che ci fa lei qui?"
"Non capisco cosa vuole dire, Signore"
"Lei è un ufficiale superiore della Flotta Stellare, dovrebbe essere sulla plancia di una nave stellare, non con un manipolo di fuggiaschi!"
"All'inizio del conflitto sono stato assegnato al comando della USS Valiant, ma la nave è stata attaccata su Veridian 4...", si fermò un attimo, "Per colpa mia"
Il Maggiore lo fissò stupita.
"Sapevo dell'arrivo di due fregate Vicariane, ma la seconda Luna di Veridian IV aveva un urgente bisogno di assistenza, così ho volutamente disubbidito agli ordini dell'ammiraglio Montgomery e non ho abbandonato la postazione...", abbassò gli occhi ed esaminò il phaser; "La Flotta fu costretta ad inviare dei rinforzi in quel sistema che già aveva preventivato di abbandonare, ma nel frattempo i Vicariani attaccarono la mia nave." ricominciò a pulire la sua arma "Quando la USS Exodus accorse in nostro aiuto la Valiant sembrava un relitto perso nello spazio. I loro sensori captarono 28 segni vitali e ci teletrasportarono a bordo proprio mentre lo scafo della mia nave cedeva sotto i colpi dei Vicariani" alzò gli occhi verso Ukigawa "28 invece di 97! E io non mi sono nemmeno potuto sincerare della presenza di altri sopravvissuti!" riabbassò gli occhi sul phaser "Veridian ora è teatro di aspri combattimenti, forse la Federazione riuscirà a tenerla almeno per il tempo necessario per organizzare un'evacuazione. Io intanto sono stato condotto qui sulla Terra con l'accusa di insubordinazione e aspettavo di essere giudicato dalla Corte Marziale, almeno fino al giorno dell'attacco" ripose l' arma nella fondina.
"Incredibile! Un androide che non ha rispettato un ordine diretto di un suo superiore! Roba da non credere!"
"Ho ritenuto prioritario raggiungere Veridian per prestare assistenza. Ho valutato attentamente tutte le ipotesi", la sua voce tradiva una certa emozione.
"E ora cosa conta di fare? Se raggiungerà Meridian la metteranno agli arresti!"
"No, la Flotta come noi la conoscevamo non esiste più. Non ci sarebbe motivo di arrestarmi, così, in piena guerra. Su Meridian spero di trovare il Capitano Picard; l'ultima volta che l'ho visto era il comandante in capo della Flotta del settore Klingoniano. Spero che sia ancora vivo, è un amico e mi aiuterà."
"Beh, l'ammiraglio Montgomery sarà già morto in questo momento" disse Ukigawa distrattamente.
"Posso ancora essere d'aiuto alla Flotta Stellare, Signore."
"Non ne dubito" sorrise, poi si alzò in piedi "Lo ha appena dimostrato. Beh, è notte, ormai, è ora di rimetterci in marcia. Svegli gli uomini!"
"Sì, Signore, subito!"
Le strade erano deserte, solo raramente qualche sciacallo, incurante del pericolo, ne approfittava per svaligiare le abitazioni. LeSaux tentava in tutti i modi di comunicare col Terminal – oramai erano in prossimità della meta, almeno a giudicare dalle mappe dei loro Tricorder – ma senza risposta. Non si vedevano mezzi di assalto vicariani in cielo, ma il Tricorder tradiva una emissione di particelle quantiche che poteva significare anche navi occultate, chissà, forse lontanissime o appena sopra di loro, o solo residui di relitti. Non volevano saperlo, comunque.
"Signore, dobbiamo valutare l'ipotesi che il Terminal sia già stato scoperto"
"Non abbiamo scelta, comandante, non possiamo che continuare a sperare"
Il Maggiore azionò il suo comunicatore, sintonizzato sulle frequenze della Federazione:
"Ukigawa a EarthLab, mi sentite?" nessuna risposta "Ukigawa a EarthLab", attimi di silenzio, poi finalmente:
"Qui è il sergente Chan dal Terminal, Maggiore. E' un vero piacere poter sentire un ufficiale della Federazione! Credo che sia il caso di farvi entrare, San Francisco non è molto sicura, ultimamente!", disse una voce serena.
"È previsto un attacco?", intervenne K'thar nella conversazione, con tono per nulla ironico.
"Non abbiamo notizia che abbiano rilevato la nostra posizione, per ora siamo al sicuro. Entrate, forza!"
Una matrice olografica si disttivò pochi metri dinnanzi a loro rivelando il portello di un turbo ascensore. Gli uomini vi entrarono velocemente e il campo si riattivò dietro di loro nascondendo l'entrata segreta mentre il turboascensore li portava verso il basso fino a raggiungere l'hangar sotterraneo . Si trovarono in un ambiente del tutto diverso dalla superficie, più "federale", pensò ironicamente Ukigawa. Ad attenderli c'erano due ufficiali della Flotta dall'uniforme ordinatissima – così diverse dalle loro " che si presentarono:
"Maggiore Ukigawa, io sono il capitano di vascello Marcus Hacking, questo è il sergente Henry Chan. Benvenuti nello spazioporto 'EarthLab' ".
"Grazie Signore" il maggiore si stava guardando intorno: poteva vedere nel grande hangar due navi, un grosso trasporter federale di caccia che portava sullo scafo la dicitura "USS Pauli 47101 – Freedom Class" e una nave appoggio di cui non riusciva a individuarne la provenienza – forse ferengi, a giudicare dagli strani simboli sullo scafo – oltre a una flottiglia di caccia biposto. "C'è voluto un po' per raggiungervi!" si rivolse fredda verso Hacking.
"L'EarthLab era controllato da contrabbandieri, neanche i Federali sono mai stati in grado di scoprirne l'esatta ubicazione. È una vera fortezza! Siamo invisibili dall'esterno e una fitta rete di sensori controllati dal computer controlla tutta la superficie."
"Vedo" intervenne K'thar guardandosi intorno, poi visto che il capitano lo fissava con aria interrogativa "Gul K'thar, dell'Ordine Ossidiano"
"Non sapevo che avesse personalità così importanti nel gruppo, Maggiore" riprese Hacking con tono sarcastico.
"Il capitano K'thar ha partecipato a più battaglie di noi due messi assieme, capitano Hacking" lo ammonì Ukigawa "L'ordine Ossidiano ufficialmente non esiste più, ma continua ad affilare le sue lame nell'ombra e la presenza di K'thar qui ne è la conferma. Non la consiglio di scherzarci sopra, Signore!"
Hacking capì che non era il momento migliore per fare del cinismo e riprese il discorso:
"Abbiamo individuato la presenza di una nave da guerra vicariana in avvicinamento a curvatura 6, ma non è detto che sia diretta qui."
"Non li sottovaluti, capitano" rispose il Maggiore, non pensando di parlare con un suo superiore.
"Oh, non si preoccupi, non sanno dove siamo. Gradite qualcosa da mangiare?" si diressero verso il replicatore della mensa e per la prima volta dopo molti giorni poterono cibarsi di qualcosa di diverso delle razioni di guerra.
"Le faccio visitare l'hangar?"
"Non ce n'è bisogno. Piuttosto, la partenza per quando è fissata?"
"Dobbiamo sistemare ancora i propulsori della nave appoggio, direi per la nottata di domani"
"Bene, prima ce ne andiamo e meglio sarà per tutti. Destinazione?"
"Romulus. Abbiamo un rendez"vous con una piccola flotta romulana per raggiungere la ribellione, da lì chi tra i suoi uomini vorrà andarsene sarà libero di farlo."
"Romulus? Non ne ero al corrente."
"Ci aspettano due Bird of Prey della flotta dell'impero romulano, in questo periodo di crisi non possiamo permetterci di fare gli schizzinosi."
"No, al contrario, i Romulani si riveleranno un validissimo alleato per combattere questi maledetti 'draghi'. La notizia le è arrivata direttamente dal governo Romulano, immagino."
"No, abbiamo perso i contatti con l'Impero Romulano da qualche giorno, abbiamo avuto questa notizia dall'ambasciatore Romulano sulla Terra, che abbiamo scortato qui in gran segreto." Indicò due romulani, di cui il più anziano, riconobbe il Maggiore, era senza dubbio l'ambasciatore, ma, pensò Ukigawa, non poteva esserlo, semplicemente. Guardò K'thar e il cardassiano, capito al volo, si avvicinò all'anziano diplomatico salutandolo con un cenno del capo.
"Vede, capitano, è stato lo stesso ambasciatore Romulano a fornirmi le informazioni necessarie per questa missione, ed è stata l'ultima volta che è stato visto in vita. Sì, perché, capitano, il comando della F.U.P. mi ha in seguito comunicato che l'ambasciatore romulano è stato ucciso nell'attacco!"
Il romulano più giovane fece per prendere il phaser, ma Gul K'thar fu più veloce e lo freddò con un colpo al petto. Poi si rivolse all'anziano:
"Sa, mio caro ambasciatore, noi Cardassiani abbiamo un modo molto particolare di risolvere le cose. La consiglio di gettare a terra quel phaser, a meno che non voglia sperimentare direttamente questo metodo."
Il romulano obbedì agli ordini e alzò le mani farneticando frasi da invasato come "È troppo tardi, sono già qui!" oppure "Il potere agli scorpioni" e via dicendo...
"Credo proprio che sia il caso di andarcene il prima possibile da qui.", K'thar riusciva a essere cinico in qualunque momento.
Hacking era rimasto stupefatto dallo svolgersi degli eventi, ma una cosa era certa: c'era qualcosa che non gli piaceva e non voleva soffermarsi troppo per scoprire cosa fosse!
"A tutto il personale dell'hangar! Ci hanno scoperto. Ripeto, ci hanno scoperto! Prepararsi a una partenza di emergenza, codice di allarme rosso!" Poi si rivolse ad Ukigawa "Spero che potrà darmi una spiegazione di quello che sta succedendo!"
"Sicuro, Signore. Ma forse abbiamo qualcosa di meglio da fare, ora" accese il comunicatore "Ukigawa a Data"
"Sì Signore"
"Sanno dove siamo. Raggruppa gli uomini, dobbiamo partire il prima possibile!" chiuse il contatto.
L'hangar si mobilitò in pochi attimi, con uomini intenti a caricare materiale anche a braccia pur di affrettare la partenza. Il computer aveva già attivato le procedure di allarme rosso, scandagliando l'area soprastante alla ricerca di residui quantici prossimi alla superficie e alzando al massimo gli scudi, ma le navi rimanevano ancorate al suolo. Intanto K'thar continuava a tenere sotto tiro il romulano.
"Ma, io non capisco" disse con aria interrogativa Hacking
"Un sosia davvero perfetto, è vero? Probabilmente anche un'analisi della retina e delle impronte digitali confermerebbe che questo è l'ambasciatore Kash. Ma non lo è!
"Questi Vicariani sono peggio dei Mutaforma!"
"Sappiamo ora con certezza che il vascello da guerra Vicariano si sta dirigendo qui. Spero che questo spazioporto sia veramente solido come lei mi ha descritto! Tra un po' qui farà caldo!"
Le parole di Ukigawa furono profetiche: dopo solo pochi minuti il computer rivelò la presenza della nave vicariana occultata, molto più vicino del previsto, da cui erano appena sbarcati tre mezzi d'attacco terrestre già nel campo visivo e che presto avrebbero cominciato a far fuoco sul Terminal. Ukigawa diede ordine ad alcuni ufficiali di salire sui caccia biposto, in seguito essa stessa si diresse verso il caccia più vicino, al cui posto di navigatore era già seduto l'androide Data. Salì sul sedile di guida della navetta, un antiquato modello della Federazione ancora della guerra contro i Cardassiani e cominciarono le operazioni di rullaggio. Ukigawa guardò con amara ironia il simbolo della Federazione Unita dei Pianeti stampata sulla Plancia di controllo della navetta. K'thar prima di salire sul suo caccia affidò il Figlio dello Scorpione alla Sicurezza, quindi si apprestò a decollare, seguito da LeSaux, Chan e da tutti i piloti dell' EarthLab mentre i tecnici si apprestavano ad azionare i propulsori di manovra e a caricare gli uomini non ancora imbarcati. Si udivano già i primi colpi sulla corazza esterna del Terminal, la voce meccanica del computer ripeteva lo status degli scudi superiori...90%...85%...75%, presto avrebbero potuto assaltare e colpire le navi come facili bersagli. Erano arrivati i draghi...
Hacking si teletrasportò a bordo della Pauli, salì in plancia e cominciò a dare disposizioni per il decollo.
"Allarme Rosso, su gli scudi, propulsori di manovra"
"Gli scudi sono alzati, capitano, ma non resisteranno a lungo. Tutti i banchi phaser sono pronti a far fuoco!"
"Mandi un mayday sulle frequenze della Federazione e dell'impero Klingoniano, anche se dubito che ci sia qualcuno all'ascolto. Maggiore Ukigawa? I caccia sono tutti operativi?
"Pronti al decollo, Capitano" l'immagine sullo schermo era disturbata "Speriamo che questo ferrovecchio tenga. I miei uomini sono tutti a bordo?"
"Non ancora, ma ci siamo quasi. Maggiore...ci porti fuori di qui!"
Si sentì un boato e gli scudi cedettero di schianto, poco male, visto che erano pronti per l'attacco. I caccia della Federazione sciamarono all'esterno mentre i mezzi d'assalto prendevano di mira le due navi sul deck. La flottiglia federale si dispose in formazione e si lanciò verso il mezzo d'assalto più vicino a colpi di phaser, ma furono sorpresi dai caccia vicariani e dovettero rompere la formazione. Ukigawa si trovò con un caccia nemico in coda, ma grazie all'assistenza di LeSaux riuscì a riguadagnare la libertà di manovra, tuttavia la situazione non era certo facile! I mezzi d'assalto bersagliavano quasi indisturbati i cargo mentre i caccia tenevano occupati i federali: bisognava cambiare manovra d'attacco proteggendo i trasporter, se volevano lasciare la Terra. Ukigawa, allora, comunicò a tutte le unità di concentrare il fuoco sui mezzi d'assalto ignorando i caccia, per il momento.
"Come pensa che possiamo difenderci, se non li attacchiamo!" comunicò un suo uomo.
"Come pensa che potremmo andarcene da questo casino, se i cargo venissero distrutti? Le risulta che questi ferri vecchi abbiano capacità curvatura?"
"No, ma..."
"E allora esegua gli ordini, non abbiamo tempo da perdere!"
"Sì, Maggiore" era la prima volta che il maggiore Jane Ukigawa aveva esercitato il comando in maniera così netta.
"Capitano, capitano mi sente?" nonostante avessero lasciato la superficie le cose sui cargo – soprattutto sulla nave ferengi " non erano certo migliori "Capitano Hacking?"
"Sì comandante"
"Qui è il secondo cargo, gli scudi stanno cedendo e abbiamo dei danni al deflettore di prua e al supporto vitale. Due dei quattro banchi phaser sono danneggiati e il nucleo di curvatura non è ancora attivo! Necessitiamo di assistenza immediata!"
"Resista comandante, le mando rinforzi!" poi azionando il comunicatore "Maggiore! Converga in difesa del secondo cargo"
"D'accordo, Signore. Data, imposti una rotta d'attacco per i due mezzi d'assalto e avverti gli altri della disposizione"
"Sì Signore, abbiamo K'thar in coda, ma abbiamo perso Chan"
"Signore, qui è LeSaux! Mi hanno colpito al deflettore di prua, non riesco più a controllare la nave e ho un caccia vicariano in coda!"
Ukigawa immediatamente virò di tribordo per raggiungere il giovane ufficiale; vide il caccia vicariano sulla sua coda e lo abbattè coi phaser, ma la nave di LeSaux era già in caduta libera, senza propulsione.
"LeSaux mi sente?" nessuna risposta "Maledizione! LeSaux mi sente? Deve eiettarsi subito!"
"L'accelerazione è incredibilmente elevata, ha sicuramente perso i sensi" le comunicò Data.
"LeSaux, risponda! Deve eiettarsi! LeSaux!" ma la nave del giovane tenente dopo una lunga caduta andò a schiantarsi al suolo alzando una scia di fumo. Ukigawa guardò per un'istante il relitto del caccia in fiamme. Henry LeSaux, appena uscito dall'accademia, validissimo ufficiale, mai salito su una nave stellare, col sogno – chi non ce l'ha! – di diventare capitano della flotta. Maledetti draghi! Ukigawa non riusciva proprio ad abituarsi a perdere dei sottoposti.
"Signore, dobbiamo prestare assistenza al secondo cargo" la richiamò l'androide.
"Bene Data, reimposti la rotta"
La situazione era ancora incerta: il primo mezzo d'assalto era stato neutralizzato e il secondo era sotto un fitto fuoco incrociato, ma i cargo non potevano certo definirsi al sicuro! Non ancora, almeno.
"Maggiore, il trasporter ferengi ha colpito il secondo mezzo con due siluri, abbattendolo! Convergiamo sui caccia!" la voce di K'thar suonò dal comunicatore.
"La situazione sui cargo è critica, maggiore, non resisteranno ancora a lungo!"
Il capitano Hacking era ancora in plancia per dare le disposizioni per la rotta. Si sentivano continuamente i colpi nemici sullo scafo della nave.
"Rapporto danni!" urlò il capitano.
"Sono stati colpiti i ponti 2 e 7, Signore. Falla nello scafo, compensata con un campo di forza."
"Qui è il secondo cargo, Signore, dobbiamo evacuare subito. Danni al supporto vitale, lo scafo può cedere da un momento all'altro. Abbiamo espulso il nucleo di curvatura."
"D'accordo Comandante" poi rivolgendosi a un suo sottoposto in grado "Guardiamarina, preprararsi al teletrasporto. Dobbiamo tirarli fuori di lì!"
"Ma Signore, dovremo abbassare gli scudi!"
"Esegua gli ordini, guardiamarina. Ci copriranno i caccia!"
Il cargo abbassò gli scudi e si prepararono al teletrasporto sotto il fuoco dell'ultimo mezzo d'assalto.
"Ci hanno colpiti, Signore. Falla sul ponte 11, non riesco a compensare."
"Faccia evacuare e isoli il ponte, presto! Sala macchine? Quando possiamo attivare la velocità curvatura?"
"Quando vuole, Signore. Abbiamo compensato una microfrattura nel nucleo, ora è tutto ok, ma dobbiamo allontanarci dal fuoco, altrimenti rischiamo un surriscaldamento delle gondole."
"Bene! Guardiamarina, teletrasporti gli uomini e apra un canale con le squadriglie di caccia"
"Abbasso gli scudi" azionò alcuni comandi sulla consolle "Teletrasporto effettuato, i 56 superstiti sono in infermeria"
"Convogliare tutta l'energia sul deflettore, lasciare attivo solo il supporto vitale e il sistema di comunicazione, presto!
"Scudi al 45%, stabili"
"Plancia a Ingegneria, quando possiamo sparare i siluri fotonici?
"Stiamo facendo il possibile, capitano, abbiamo dei problemi coi tubi di lancio" la voce femminile non era priva di affanno.
"Coraggio, dobbiamo resistere ancora un po'. Pauli a Squadriglia Caccia 1, eliminate i caccia, noi pensiamo al mezzo corazzato. "
"Sì, Signore" risposero un coro di voci. I caccia rientrarono in formazione a V in manovra d'attacco
"Squadriglia 2, convergere sul mezzo, tentate di neutralizzarne gli scudi!"
Gli uomini di K'thar impostarono una rotta d'attacco verso il mezzo corazzato. I vicariani non riuscivano, con una nave tanto grossa e lenta, a tener testa alle manovre evasive dei caccia e così la Pauli ebbe un attimo di respiro.
"Ingegneria a Plancia, i tubi di lancio 1 e 2 sono operativi."
"Finalmente! Armate due siluri fotonici. Guardiamarina, com'è la situazione sul bersaglio?
"Gli scudi sono scesi al 15%, ma non riusciamo a scandagliarne l'interno, probabilmente è dotata di schermatura magnetica.
"E va bene, vorra dire che ci apriremo la strada a gomitate. Pauli a Squadriglie 1 e 2, allontanarsi subito dal bersagio. Ripeto: allontanarsi subito dal bersaglio!
"Era ora, Hacking, comincia a fare un po' caldo qui fuori!" rispose ironicamente il Cardassiano. Le squadriglie abbatterono gli ultimi caccia Vicariani e si diressero verso la Pauli, verso l'hangar.
"I caccia sono fuori portata dei siluri, guardiamarina Rollins?"
"Sì, signore"
"Punti sui bersagli principali!"
"Siluri puntati sulla propulsione e sul deflettore di navigazione, Signore!"
"Fuoco a volontà!
I quattro banchi phaser della Pauli cominciarono a far fuoco e furono lanciati i due siluri. Il mezzo vicariano si trovò nell'impossibilità di effettuare una manovra evasiva e fu colpita in pieno. Sì udì una forte deflagrazione e il mezzo esplose di schianto. Per un attimo forse tutti si erano fermati a guardare la parabola dei due siluri che colpivano il bersaglio. Stavolta i draghi erano stati sconfitti, si sarebbe potuto dire...
"Confermo distruzione del mezzo, Signore" comunicò Data "E' tutto ok, adesso!"
In plancia scoppiò l'entusiasmo dell'equipaggio, quasi aspettassero una conferma dell'androide. L'avevano scampata bella, questa volta!
"Bene. Squadriglia in formazione, rientriamo" i caccia federali si diressero verso il portello d'attracco della Pauli che solo ora aveva la possibilità di riorganizzare le idee.
"Qui squadriglia 1, capitano. Siamo dentro!"
"Qui squadriglia 2, è tutto ok!" anche K'thar aveva portato già i suoi uomini nell'hangar.
"Bene, raggiungeteci in plancia il prima possibile. Guardiamarina, siamo a tiro della nave da guerra?"
"Non ancora, Signore. Lo saremo esattamente tra...4 minuti e 7 secondi"
"Non facciamoci trovare, allora. Imposti una nuova rotta."
"Destinazione?"
"Romulus"
"Non credo che sia una buona idea, Signore!", Ukigawa, accompagnata da Data e il cardassiano K'thar aveva già raggiunto la plancia.
"Cosa vuol dire, maggiore?"
"Il falso ambasciatore è un Figlio dello Scorpione, signore. Il Koh"Tah è in combutta con i vicariani"
"COSA? I figli dello scorpione?"
"L'ammiraglio Montgomery mi ha ordinato di avvertire i Ribelli delle macchinazioni del Koh"Tah. Era altamente probabile che approfittassero dello sbandamento del Governo Centrale Romulano per riservarci una 'sgradevole accoglienza'. O forse, peggio, per riuscire a penetrare indisturbati tra le difese federali su Meridian III"
Hacking la guardò con aria assorta per un momento.
"E io non ne sapevo niente?"
"Nessuno ne sapeva niente, Signore. Nessuno sulla Terra, almeno. Diciamo che la Flotta stessa ne è venuta a conoscenza con metodi 'non convenzionali'."
"D'accordo, Maggiore" poi rivolgendosi a un sottoposto "Impostare una nuova rotta per il sistema meridiano"
"Nuova rotta: 2695.47"
"Bene, massima curvatura appena pronti"
"Curvatura 8, Signore, pronti!"
"Attivare!"
La nave passò alla velocità curvatura; la Terra, il Sole e la nave da guerra vicariana scomparvero dagli schermi e dai monitor. Hacking si sedette sulla poltrona di capitano, pensoso, forse un po' amareggiato, poi si rivolse a Ukigawa:
"Ha svolto la sua missione egregiamente, maggiore. Le affido la plancia" si avviò verso il turboascensore. Ukigawa sorrise a sua volta scattando sull'attenti, poi uscito il capitano dettò le posizioni "Data, prenda la consolle di navigazione. K'thar alla consolle tattica. Cerchiamo di manovrare bene questo affare!"
Loro, armati di spade e lance, avevano resistito a un nemico molto più grande di loro. I draghi non erano riusciti a fermarli...
Fu così che arrivarono su Meridian III, nel sistema che doveva segnare il punto di inizio della rinascita delle tre grandi potenze del Quadrante Alfa e che per ora era solo un immenso accampamento di navi da ogni provenienza armate fino ai denti. Come da ordini Ukigawa riferì le sue informazioni sul Koh"Tah al comandante in capo delle forze federali, che ora era il Capitano Jean Luc Picard della USS Enterprise. Un vulcaniano avrebbe detto che non sarebbe stato logico un attacco vicariano proprio lì, nella tana del lupo. La flotta Vicariana era sembrata per lungo tempo imbattibile, ma in fin dei conti avevano semplicemente saputo giocare bene le loro carte, su quel sistema disabitato probabilmente era iniziata una nuova guerra. La sua missione era stata un successo, non c'era alcun dubbio. Aveva salvato molti uomini, disperati senza più ordini che senza di lei mai avrebbero potuto lasciare il pianeta, uomini che si reintegrarono perfettamente nei rispettivi eserciti, aveva evitato che una flotta di rinnegati romulani fosse condotta nel cuore della ribellione, aveva scongiurato una sicura disfatta, aveva portato ai ribelli un Figlio dello Scorpione che molte informazioni sull'attività dei rinnegati avrebbe potuto fornire al comando della flotta...niente male! Si trovava al bar di prora dell'Enterprise a osservare il pianeta dall'oblò. Probabilmente anche quel pianeta sarebbe stato teatro di scontri un giorno, come migliaia di altri mondi della Galassia, e sarebbero venuti i Vicariani, e altre navi, e altri morti...
La raggiunsero sulla passeggiata l'androide Data e Gul K'thar; il maggiore abbozzò un sorriso rivolgendosi a loro.
"Allora maggiore, abbiamo salvato la Galassia?" disse ironicamente K'thar citando Kirk e dimostrando di conoscere molto bene la storia della Federazione.
"Beh, diciamo di sì, K'thar" rise alla battuta, poi si ricompose; "Che farà ora, capitano?"
"Sono stato assegnato al comando della nave da guerra cardassiana Aldara. Finalmente cominciamo a fare sul serio!" sorrise "E lei?"
"Sono ancora in attesa di un assegnamento, probabilmente sarò imbarcata su di una nave della flotta come ufficiale superiore" fece finta di sorridere "E lei, Data?"
"Il Capitano Picard mi ha reintegrato e trasferito sulla USS Enterprise, con tutti i miei vecchi amici"
"In molti le devono la vita, maggiore, lo sa?" lo interruppe K'thar.
"E io la devo a voi, signori. Non sono in molti ad aver visto tutto quello che abbiamo visto noi e poterlo raccontare. Siamo ancora vivi ed è questo quello che conta, no?" sorrise.
"Già, è vero" rise il cardassiano "Devo andare ora, maggiore."
"Ci rivedremo, capitano K'thar?"
"Certo che sì, maggiore. La guerra comincia ora!"
"Per Cardassia?"
Le pose una mano sulla spalla "Per i Ribelli!" disse sorridendo, e si allontanò velocemente.
"Maggiore, c'è sempre una cosa che avrei voluto chiederle
"Mi dica, comandante Data
"Ecco...perché lei chiama i Vicariani 'draghi', mi risulta che siano degli animali mitologici frutto della fantasia degli uomini...
Ukigawa guardò fuori dell'oblò l'alba su Meridian III. Il soffio del drago, che sconcerta i cuori nel suo mistero e che incute terrore, che porta solo morte...erano vivi, no? Questo era quello che contava!

FINE DELL'EPISODIO

© TheClue's Galaxy, 1999


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