Lkl Skywalka

La ragazza dei sogni

Mi chiamo Albertino, ma questo è solo il mio nome in codice per il CB, infatti faccio parte di questa particolare banda cittandina di Merano. Vi voglio raccontare un magnifico episodio accaduto diversi anni fa. Se non avessi avuto il CB, forse questa storia non l'avrei mai potuta raccontare, perché tutto è cominciato quando una sera stavo sistemando la mia antenna sulla finestra.

Erano circa le 11 di sera, avevo molto sonno e stavo posizionando l'antenna del mia ricetrasmittente sul davanzale. Ad un certo punto, preso da un colpo di sonno, mi addormentai. Qualche minuto dopo sentii una dolce pressione sulle mie labbra, altre labbra delicate che toccavano dolcemente le mie. Non mi ero reso conto della magni-fica cosa che era appena accaduta, mi sembrava d'aver sognato. Quando mi svegliai mi sembrò di udire una voce che diceva - E' meglio che lascio perdere - . Non capii mai il significato di quelle parole che tutt'ora mi restano impresse nella mente. Poco dopo, senza volerlo, mi riaddormentai, nuovamente vicino alla finestra della mia stanza. Per la seconda volta sentii quelle morbide labbra che si appoggiavano sulle mie. E per la seconda volta, mi svegliai, ma non vidi nessuno. Decisi allora di fingere di dormire per vedere se quella intraprendente ragazza sarebbe tornata. Come avevo previsto, ciò accadde, ma questa volta fui preparato, quando lei mi si avvicinò io la baciai prima che lei potesse pronunciare anche una sola parola. Quel bacio durò molto poco, perché nonostante ciò che pensavo, ella si dimostrò una ragazza piuttosto timida. Stranamente fui proprio io a prendere l'iniziativa questa volta, il bacio che le avevo dato era un bacio appassionato e io, fino ad allora, avevo sempre paura di baciare in quel modo.

Non avevo ancora aperto gli occhi e non avevo visto il suo viso e quando gli aprii ebbi una grande sorpresa. Aveva un viso dolce e delicato, i capelli scuri e uno sguar-do profondo che non avevo mai visto. Non sapevo da dove veniva e per quale motivo era lì, e nemmeno ora che sono passati degli anni, ho la risposta a quelle mie ovvie domande. So invece che me ne innamorai istantaneamente anche se di lei non sapevo nulla; era un vero "colpo di fulmine".

Ci rivedemmo il giorno dopo, io tentai di baciarla, ma lei si fece indietro smentendo tutte le mie aspettative. Non capivo cosa avesse...io avevo 16 anni e lei era già maggiorenne, ma nonostante questo, sembrava che io per lei fossi una persona più adul-ta, un esempio da seguire. In effetti sembrava una ragazza ingenua ed aveva un volto molto giovanile, quasi un volto di bambina innocente. Lo stesso giorno, durante il pomeriggio, scoprii di non essere l'unico a conoscere la sua esistenza, infatti la vidi arrivare con alcune sue amiche. Ad un certo punto, non mi ricordo per quale motivo, lei andò via ed io rimasi per alcuni minuti in compagnia delle sue amiche. Io chiesi a loro qualche informazione su di lei ed esse mi raccontarono che durante la prima parte della sua adolescienza aveva subito un trauma per la perdita dei genitori, avvenuta a causa di un banale incidente stradale a cui lei era scampata per miracolo. Mi spiegarono inoltre che per quasi un anno aveva trascorso le sue giornate con un assistente sociale. Da quel racconto capii alcune cose, come ad esempio il motivo per cui era così dolce, ingenua e timida. Quando lei tornò, io la abbracciai forte e dentro di me provavo un grosso sentimento che sentivo essere ricambiato.

Passammo bene insieme diversi giorni, ma purtroppo un giorno io la dovetti lascia-re sola per un po'. Stavo per partire per il mare, i miei genitori non capivano la situa-zione ed erano totalmente indifferenti alle mie richieste di rimanere a casa. Quando ero al mare, passavo le giornate nella stanza dell'albergo ad ascoltare musica e a leggere. La sera, invece di andare in discoteca come tutti, facevo lunghe passeggiate sulla spiaggia e poi mi fermavo sugli scogli a contemplare il mare con i suoi segreti e i suoi misteri.

Dopo circa una settimana passata nella solitudine, ebbi una sorpresa enorme, nulla mi aveva mai reso così felice. Una sera, mentre me ne stavo pensieroso ad ascoltare l'infrangersi delle onde sulla spiaggia, sentii una strana sensazione, qualcuno si era seduto accanto a me, ma non avevo la forza di alzare il capo per vedere chi era. Solo quando quella persona mi si appoggiò alla spalla, capii che era meglio aprire gli oc-chi, perché lei era lì, vicino a me ed io sentivo il suo calore espandersi all'interno del mio corpo. Avendo l'età di 19 anni, lei poteva viaggiare a suo piacimento e mi spiegò che aveva fatto molta fatica per trovarmi, ma l'importante in quel momento era essere insieme, uniti come non mai. Io la abbracciai, ci sdraiammo a terra e guardammo le stelle. Era una delle notti più belle che avevo mai passato.

Qualche giorno dopo, in un momento di follia, andai in un locale per bere qualche cosa, ma purtroppo mi feci prendere troppo la mano e fu così che dopo molti bicchieri di superalcoolici cominciai a perdere la ragione. Lei aveva visto che stavo bevendo troppo, ma non poteva farci nulla, aveva paura che mi arrabbiassi. Quella volta, però, aveva sbagliato perché io in quello stato non riuscivo più a ragionare, dicevo cose insensate ed esageravo un po' con le pretese, le chiesi infatti di fare l'amore con me. Quando lei mi diede la sua risposta negativa, io andai su tutte le furie e le tirai uno schiaffo, così lei scappò piangendo.

Il giorno dopo mi resi conto di ciò che avevo fatto, così decisi che mi dovevo punire in qualche modo. Il mare era molto agitato quella sera ed io non sapevo nuotare, così, in preda al senso di colpa, mi tuffai in acqua. Stavo per affogare, ma vidi lei che veniva a salvarmi nonostante ciò che le avevo fatto. Quando era ormai a pochi metri da me, non la vidi più. Non so cosa le era accaduto, ma stava andando a fondo. A quel punto io mi immersi coraggiosamente e la portai in salvo anche se non sapevo nuotare...in quella circostanza il mio amore per lei mi aveva permesso di fare cose che non sarei mai riuscito a fare altrimenti. Una volta sulla riva, arrivarono dei soc-corritori che portarono entrambi all'ospedale per sicurezza.

Venimmo dimessi dall'ospedale il giorno seguente e per festeggiare la portai a fare un giro sul lungomare a bordo di un tandem che avevo preso a nolleggio. Ci fermammo vicino al porto, ad un tratto lei mi si avvicinò e mi baciò. Questa volta però si era fatta coraggio e in segno d'amore mi aveva dato il bacio più appassionato che ho mai ricevuto. Era un momento stupendo e non avremmo voluto che finisse mai.

Passammo insieme tutto il resto della mia permanenza lì, poi un giorno i miei geni-tori decisero di tornare in città. Partii tranquillo, tanto sapevo che al mio arrivo lei ci sarebbe stata nuovamente, ma purtoppo non fu così, quando tornai in città non la vidi più. Lei era sparita, le sue amiche non avevano sue notizie e fu così che io caddi in uno stato di profonda depressione. Da quel giorno non l'ho mai più rivista.

Quando tutto sembrava dimenticato, io guardai un film dal titolo "La chiesa" e una dei protagonisti aveva una somiglianza incredibile con la ragazza con cui avevo diviso molti piacevoli momenti. Questa attrice era la figlia del noto regista Dario Argento, si chiamava Asia, Asia Argento. Quando la vidi, scoppiai in lacrime e pen-sai ad una cosa a cui non avevo fatto caso fino ad allora: io, nonostante ne fossi incredibilmente innamorato, non ho mai saputo il suo nome, ma in fondo non ho nem-meno mai capito se ciò che era successo era tutto vero o era solo...un sogno.


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