Lkl Skywalka

Manicomio

E si dice che il manicomio sia il luogo ove vengono ospitati i "pazzi", senza riuscire nella distinzione tra presunto pazzo e presunto savio. Non dovrebbero esserci esitazioni, siamo abituati a riconoscere per default gli "ospiti" come pazzi. La realtà è un’altra, naturalmente molto personali sono i moventi che mi portano a schierarmi dalla parte degli schiavi. Cos’è un pazzo? Qualcuno che ha rotto con la realtà, qualcuno per il quale il quotidiano non ha più valore, l’esterno non conta, la scatola cranica ospita un microcosmo che nessun altro potrà mai raggiungere, giammai nasceranno psichiatri, psicologi o piscoaltro in grado di capire il cervello umano. Capire il cervello umano? Bestemmia, eresia e tutte le conseguenze del caso…. (leggi scomunica da parte della Sacra Inquisizione Cerebrale). E certamente non potrà mai farlo uno studioso. Un tecnico. Un ingegnere, nella mia accezione personale di questo termine. Al limite costoro potranno costruire un ponte, posare il piede su Venere (o sul Sole, preferibilmente), scomparire in un buco nero, misurare il peso di una nana bianca, ambire alla costruzione di un chip per l’intelligenza artificiale, far crescere chicchi d’uva grandi quanto una zucca, progettare una macchina che fa 50 km con un litro, inventare nuove armi NBC, calpestare un insetto… Questo un ingegnere mancato non lo farebbe mai. Come penetrare nel cervello umano? Da un sondaggio emerge che il 62.5% degli intervistati non crede all’esistenza dei draghi semplicemente perché non li ha mai visti. Allora non esiste l’aria, perché non l’ho mai vista; non esiste Giove perché non l’ho mai visto, le foto potrebbero essere fotomontaggi; non esiste alcun dio perché non l’ho mai visto; non esiste la Bugatti EB118 perché non l’ho mai vista; non esiste la figa perché non l’ho mai vista. Il matto adesso non sta più in manicomio, perché i manicomi sono chiusi per ferie a tempo indeterminato. Prima invece stava in quei casermoni dominati dai Bianchi Aguzzini (massimo rispetto per gli infermieri che svolgevano VERAMENTE il loro compito). E solo perché viaggiava su un’altra lunghezza d’onda, il "matto". Umberto Eco partecipò al Maurizio Costanzo Show, sua figlia faceva la traduttrice. Perché Eco e Costanzo viaggiavano su lunghezze d’onda differenti. C’era Costanzo che si accaniva con feroce stupidità sul cappello di Eco, mentre quest’ultimo (uomo invero molto Colto, con la C grande quanto la Torre di Tokyo poggiata a testa in giù, in equilibrio perfetto, sulle Torri Gemelle del Rockerduck Center) discorreva di argomenti che ben volentieri l’ex giornalista, adesso showman fallito, non capiva neanche. Allora anche Eco è un pazzo. Pazzo perché indossa un cappello e in una trasmissione 100% inutilità si mette a parlare seriamente. I pazzi viaggiano allora su altre lunghezze d’onda, siamo noi (voi) che non possiamo riceverle. Non siamo attrezzati di quella radio che si chiama apertura mentale. Non esiste(rebbe) vita migliore del pazzo in un manicomio, se solo il manicomio non fosse un carcere. Non si lavora, si può davvero essere se stessi, quando è l’ora di pranzo, si pranza, quando è l’ora di cena, si cena. Voglio stare ore e ore in equilibrio sulla gamba sinistra? In manicomio potrei farlo, i colleghi non penserebbero mai "quello è un pazzo", avrebbero di molto meglio da pensare. E poi se ci si stupisce di uno che sta in equilibrio sulla gamba sinistra… Provando a farlo per strada, occhiatacce derisorie, sberleffi, e poi il ritiro potrebbe essere imminente. Ma non necessariamente. La mia cittadina è piena di pazzi che vagano liberi per le strade. Pazzi? Come dovrei chiamarli in questa sede, visto che difficilmente (anzi, è impossibile) vi ritroverete sulla mia lunghezza d’onda? Eppure per molti versi sono i migliori cittadini. I comportamenti aberranti sono molto più frequenti nella gente che si ritiene comune. Da perderci la ragione al solo pensiero. Avete bisogno forse di recarvi in visita guidata in un manicomio per vedere qualcosa di strano? Quanti passi vi separano dalla strada? Intendo quanti metri dista la strada dalla vostra casetta, che per piccola che sia, pur vi sembra una badia… Pochi. La vera pazzia si trova a pochi metri da voi. E non c’è bisogno che abitiate vicino ad un manicomio. Qual è il limite tra la pazzia e il senno? E soprattutto chi è che ne definisce i parametri? Un pazzo o un presunto non pazzo? E chi è che presume o no un pazzo? Siamo invidiosi dei pazzi? Io si. In virtù di quanto detto prima. Vorreste entrare nella mente di quelli che voi chiamate pazzi? Vi siete mai chiesti quali possano essere i loro pensieri? "Viaggio in una mente malata", dal regista di Terminator 4 e Maciste contro Lucio Battisti nella valle dei Farmacisti; dai produttori di Titanic e L’Esorciccio; dagli autori di Via col vento e Vacanze di Natale ’94…

Prossimamente, nelle menti più traviate e nei peggiori cinema.


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