Lkl Skywalka

Avventura nel bosco

Erano solo pochi mesi passati in solitudine, ma forse erano i mesi più lunghi della mia vita. Da quando la mia "ragazza dei sogni" se ne era andata, io non pensavo ad altro, avevo in mente soltanto lei: la sua bocca, i suoi capelli, i suoi seni ed ogni parte del suo corpo. In quel periodo di crisi non ho mai pensato che forse una ragazza così non era il mio tipo. Io avevo bisogno di una ragazza sincera, che potesse capirmi e che non volesse troppo da me, ma durante quei mesi, questo era molto difficile da capire, soprattutto visti i fatti accaduti.

Un giorno d'autunno, mentre facevo uno dei miei soliti giri in motorino, ho notato una ragazza molto carina. Mi sono fermato più avanti, mi sono tolto il casco e ho aspettato di vedere se poteva essere interessata a me...non sapevo ancora che quella ragazza mi avrebbe aiutato a superare il momento di crisi che stavo passando. Quan-do la vidi arrivare, il mio battito cardiaco cominciò ad aumentare ed ebbi una gran-de sorpresa quando la vidi assieme ad una mia ex fidanzata. Quest'ultima era una ragazza di Lagundo che io avevo ormai cancellato dalla memoria, si chiamava Astrid e la storia con lei non era stata una grande cosa; avevamo trascorso insieme circa un mese, ma tra di noi non c'erano emozioni. Ora comunque si trovava a girare con un'amica che quel giorno mi colpì molto. Non so cosa avesse di diverso dalle altre, aveva un volto simpatico, che ispirava fiducia, ma nulla di più. Sembrò comunque che di me non le importasse nulla.

Alcuni giorni dopo mi arrivò una lettera anonima. Leggendola capii che era stata una ragazza a scrivermela e decisi di scoprire chi era questa ragazza, accettando l'invito di farmi trovare verso le due del pomeriggio davanti alla biblioteca civica. Fu così che conobbi Claudia. Era una ragazza di lingua tedesca, ma conosceva molto bene l'italiano ed era la stessa ragazza che avevo visto alcuni giorni prima. Subito mi venne da pensare una cosa: lei era amica di Astrid, infatti aveva avuto da lei il mio indirizzo,ma io Astrid non la consideravo molto bene per il mio rapporto avuto con lei, pensai quindi che anche Claudia fosse così. Beh, mi sbagliavo.

Diventammo molto amici ed io ero felice perché durante l'estate, gli amici, li avevo persi quasi tutti. Quando uno di noi due non poteva uscire, l'altro andava a casa sua e non ci si annoiava mai; con lei potevo sfogarmi, potevo raccontarle tutto ciò che mi affliggeva e lei mi capiva e cercava ogni volta di consolarmi. Era veramente la mia migliore amica, ma visto l'andare delle cose, dopo qualche mese io cominciai a volere qualcosa di più che una semplice amicizia. Fortunatamente lei mi confessò che si era innamorata di me e fu che la nostra amicizia divenne fantastica.

Una domenica decidemmo di fare una gita in montagna, così in una tiepida giornata di fine ottobre, prendemmo il pullmann e andammo fino a Falzeben, una piccolissima località al di sopra della conca meranese. Da lì prendemmo la seggiovia e arrivam-mo a Merano 2000. Lì l'aria si faceva più fresca e Claudia cominciò ad avere un po' di freddo, così io le misi la mia giacca sulle spalle. Ci incamminammo verso un pic-colo locale chiamato "Zuegg Hütte", seguendo quella che in inverno è la principale pista da sci di quella zona. Arrivammo alla nostra meta circa mezz'ora dopo, quindi ci sedemmo e prendemmo qualcosa da bere e da mangiare.

Cominciava ad essere tardi e se ci fossimo trattenuti lì ancora un po', avremmo ri-schiato di perdere l'ultimo autobus, così, dopo aver ripreso fiato, ci riincamminammo verso Falzeben dove si trovava la fermata del pullman. Venimmo però sorpresi da un temporale, perché nel frattempo il cielo si era parecchio annuvolato. A quel punto io e Claudia rientrammo nel locale e speravamo che la pioggia, fulmini e tuoni cessas-sero presto. Purtroppo, o forse per fortuna, non fu così e dovemmo passare lì la notte, ospitati dai padroni. Verso sera, cominciai a pensare che i nostri genitori potessero stare in pensiero, ma lì la linea telefonica era interrotta. Fortunatamente il padrone del locale possedeva un apparecchio CB, così gli chiesi gentilmente di farmelo usare. Non ci furono problemi, io andai subito sul canale 23 sul quale ero sicuro che ci fos-se qualcuno. Trovai un mio amico che se ne stava in ascolto aspettando l'arrivo di un altro appartenente alla banda cittadina. Gli chiesi di chiamare i nostri genitori e di avvisarli del fatto accaduto, lui lo fece ed io mi misi il cuore in pace.

I padroni ci avevano dato una camera con letto singolo perché era l'unica disponibi-le. Io allora mi offrii subito di dormire su una poltroncina e avrei lasciato Claudia sul letto, ma lei non voleva e mi disse di dormire con lei sul letto. Essendo io molto timido mi opposi, ma lei insisteva e così, quando ci decidemmo ad andare a dormire, ci sdraiammo insieme su quel piccolo letto. Il cuore mi batteva forte, non sapevo cosa sarebbe potuto succedere, ma ad un certo punto mi accorsi che stando vicino a lei mi sentivo molto a mio agio. Non accadde nulla di speciale, comunque. Io la abbracciai e la baciai diverse volte, dopodiché ci mettemmo a dormire.

Ci svegliarono la mattina molto presto, infatti le persone che vivono in quel tipo di zona sono in genere molto mattiniere. Pensammo che forse saremmo riusciti a scen-dere in tempo con la funivia per tornare a Merano ed andare a scuola, ma poi cambiammo idea e decidemmo di trascorrere in montagna tutta quella giornata. Dopo il temporale del giorno prima, un forte vento aveva spazzato via tutte le nuvole dal cielo che in quel giorno era completamente azzuro; quindi perché andare a scuola e non approfittare della giornata?

Dopo esserci alzati qualche minuto tornammo a letto e passammo una bella ora ab-bracciati, sussurrandoci dolci parole a vicenda, poi ci alzammo e andammo a fare colazione. Più tardi, intorno alle 10, ci preparammo dei panini, ringraziammo i pa-droni del "Zuegg Hütte" e ci incamminammo verso un bel prato dove avremmo potuto fare un picnic. Scegliemmo di fermarci vicino alla stazione della seggiovia usata in inverno per gli sciatori. Ci sedemmo sotto ad un grande albero e passammo lì alcune ore. Quando stavamo per tornare, Claudia si mise appoggiata ad uno steccato lì vici-no e mi confessò che era triste perché quella magnifica giornata stava per finire. Io la abbracciai e le dissi che l'avremmo fatto di nuovo alla prima buona occasione.

Dopo alcuni minuti di dolce conversazione, ci incamminammo verso l'autobus che era già fermo lì ad aspettare che qualcuno salisse. Siccome c'era ancora un po' di tempo, io e Claudia andammo a visitare un piccolo negozietto di minerali che si trovava vicino al parcheggio. A me quelle pietre piacevano molto ed ero particolarmente interessato ai campioni rozzi, non lavorati, ma a Claudia non piaceva molto quel genere di cose. Nonostante questo, mi chiese di comprarle una di quelle pietre in ricordo della giornata. Trovai qualcosa che le sarebbe potuto piacere: una geode di agata con all'interno delle figure in ottone raffiguranti due persone teneramente ab-braccaite. Lei fu contenta di quel regalo e quando arrivò a casa, lo mise vicino ad una nostra foto.

Con Claudia trascorsi circa sei mesi, poi a causa di una serie di litigi, decidemmo entrambi di non vederci più. Dopo il giorno in cui ci siamo lasciati, l'ho vista diverse volte e sono venuto a sapere che nel frattempo si era messa con un altro ragazzo, ma mi ha fatto molto felice il fatto che ha conservato la pietra che le avevo comprato il giorno di quella famosa gita in montagna.


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