Steve75

Misteri Storici Irrisolti

1) Sindone: introduzione
2) Sindone: opera medioevale
3) Sindone: il vero volto di Cristo
4) Sindone: esiste una possibile risposta?
5) I vangeli: incongruenze
6) UFO: una introduzione
7) Paranormale e Tv
8) La data di nascita di Cristo
9) Impianti alieni in corpi umani
10) Il terzo segreto di Fatima
11) Il mistero delle piramidi
12) Il mistero della sfinge e della valle dei templi
13) L'astronomia delle piramidi
14) Fonti di energia sconosciute
15) Il terremoto fisico

1) Sindone: introduzione
La sindone è e rimarrà per molto tempo a venire uno dei più grandi misteri della storia. Sebbene infatti sedicenti scienziati, possessori della Verità, continuino su entrambi i fronti (pro e contro) a dichiarare certa ed assoluta la loro posizione, l'ombra del dubbio continuerà sicuramente a permanere. Sono almeno 30 anni (dal '70 in poi) che si compiono serie analisi sul famosissimo telo di lino e più ci si addentra nella sua analisi più si infittisce il mistero. Iniziamo allora a vedere cos'è questa sindone: E' un telo di lino che misura 4,36 x 1,10 m, che presenta un'immagine frontale ed una dorsale di un uomo pieno di ferite e tumefazioni (vedi foto sopra), che mostra innumerevoli macchie di sangue o presunto tale, che ha delle striature brune verticali dovute a infiltrazioni d'acqua, che ha delle toppe triangolari cucite a seguito dell'incendio di Chambery del 1532. L'immagine del cadavere o presunto tale è un negativo fotografico, mentre il sangue o presunto tale si presenta in positivo. L'immagine è proiettata sul telo in modo ortogonale (e quindi a telo disteso l'immagine non è deformata come ci si aspetterebbe).

2) Sindone: opera medioevale
Ora vediamo di capire perché la sindone potrebbe essere una opera medioevale: I vangeli sinottici e il vangelo di Giovanni non parlano di sindone ma di sudario (telo per coprire il volto) e di bende. Gesù non viene descritto nei vangeli, e al suo tempo il concetto di reliquia non esisteva (di Gesù non è rimasto nulla, ne vesti ne altro), quindi perché tenere un tessuto appartenuto ad un morto considerato impuro? La datazione al C14 (Carbonio 14) effettuata da tre diversi laboratori colloca il telo tra il 1250 e il 1350 circa. I primi documenti che riguardano la sindone sono del 1356 (coincidenza con il C14 molto sospetta). L'immagine della crocifissione di Cristo e le sue ferite coincidono solo con il vangelo di Giovanni, considerato almeno in parte falso. Il laboratorio McCrone Research Institute nei panni del Dr. Walter McCrone ha rilevato tracce di colore vermiglione ed ocra ed inoltre ha rilevato che il sangue è colore e ci sono inoltre tracce di collanti. La sindone potrebbe essere realizzata su un bassorilievo riscaldato o tramite l'utilizzo di aloe e mirra in determinate condizioni ambientali.

3) Sindone: il vero volto di Cristo
Ora vediamo i motivi pro sindone: Le tracce di colore sarebbero contaminazioni di copisti. Ci sono immagini e icone che si rifanno alla sindone antecedenti il 1300. La sindone non può essere un dipinto perché non presenta tracce di colore, l'immagine non ha direzionalità, ha informazioni tridimensionali, le fibrille del telo risultano invecchiate e non colorate, l'immagine è stabile all'acqua al calore e ai reagenti chimici che rimuoverebbero il colore, solo le fibrille superficiali sono "impressionate" (il colore passerebbe da parte a parte). La sindone non è medioevale perché il sangue è disposto seguendo la gravità (non conosciuta nel medioevo), è un negativo (la fotografia è una scoperta di inizio del 1900), presenta ferite e tracce mediche sconosciute ai medioevali. Ci sono tracce di sangue (tipo AB) e siero. L'immagine non si vede da vicino, quindi risulterebbe difficile da dipingere. La datazione dal radiocarbonio sarebbe stata realizzata senza seguire le corrette procedure su un campione contaminato a seguito dell'incendio del 1500 (consiglio di cercare siti a riguardo, poiché la trattazione è molto lunga e complessa). Ci sono pollini e terriccio provenienti dai luoghi indicati nei vangeli.

4) Sindone: esiste una possibile risposta?
Secondo me non esiste una risposta che si possa definire "accettabile" per i seguenti motivi: Nessuno fin'ora ha considerato la possibilità anche remota che la controparte avesse ragione, e questo ha portato ad analisi parziali e spesso tendenziose. Entrambe le parti presentano ragionevoli proposizioni. Le analisi sono distruttive e il telo è già molto rovinato quindi le analisi non sono state e non saranno così accurate. Ogni persona, sia studioso/scienziato che uomo comune non riuscirà mai ad essere obbiettivo parlando di questi argomenti (per via del loro radicamento culturale), e così non potrà essere obbiettivo nemmeno il suo lavoro. Invito chiunque, quindi, a farsi una propria idea ricercando e leggendo da più fonti possibili. Solo così, almeno per voi stessi, potrete giudicare.

5) I vangeli: incongruenze
Per cominciare penso sia necessario precisare che di vangeli ne esistono una quantità spropositata. E questo già da solo come dato dovrebbe indurre il lettore obbiettivo a porsi dei ragionevoli dubbi. Vi sono i 3 sinottici (Luca, Matteo, Marco, hanno una trama generale in comune e presentano dei versi uguali), il vangelo di Giovanni (che si discosta molto di più dai tre) e gli atti degli apostoli (di Paolo di Tarso - Shaul - considerato il 13 apostolo e vero padre fondatore della chiesa) che sono considerati gli unici "Veri" vangeli dalla chiesa. Poi vi sono gli apocrifi, per lo più additati come originati dalle varie eresie, ed infine la cosiddetta fonte Q (Quelle), la fonte ebraica da cui dovrebbero aver attinto i redattori dei vangeli canonici (Atti +sinottici +Giovanni). I 3 sinottici e Giovanni divergono in molti punti e spesso addirittura portano a delle incongruenze molto rilevanti. La data di nascita del cristo che varia dal 11 a.c. al 7 d.c., il luogo (casa a Nazareth o grotta a Betlemme), l'arrivo dei magi (chi sono? non ci è dato a saperlo) i nomi degli apostoli (che secondo la chiesa sono 12 ma che poi a conti fatti, tra ripetizioni e aggettivi usati come nomi sono 7), la morte, la presunta ressurrezione e soprattutto i miracoli e le predicazioni. In Giovanni in particolare si parla della presunta famiglia di Gesù (il cognato Lazzaro, la moglie Maria di Magdala - di Betania - Maddalena e l'amica (?) Marta - Tamara) e del "miracolo" della resurrezione di Lazzaro (che manca totalmente negli altri), dell'unzione dei piedi di cristo da parte della Maddalena (christos, il messia sarebbe l'unto da Dio) e molti altri. Poi vi sono nomi che in realtà nella tradizione ebraica non esistono, come Marta (mar - tha = tha - mar ?) o Barabba (bar - Abba = figlio di Dio ?!) e che in realtà sono degli aggettivi. Ed altro ancora. A questo proposito cito un articolo, di cui non conosco purtroppo l'autore, che ci parla della tesi di David Donnini, noto studioso dei vangeli: Il dr. Donnini fa rilevare alcune interessanti anomalie e differenze presenti tra il Vangelo di Matteo e quello di Marco e relative alle modalità dell'arresto e del processo di Gesù. La tesi di Donnini é che Gesù, arrestato come pericoloso terrorista dai romani, fu processato da questi con l'accusa di essersi dichiarato re dei giudei e di stimolare, attraverso la sua pretesa regalità, una resistenza armata all'impero romano destinata a liberare Israele dalla occupazione. Gli elementi che Donnini porta a sostegno della sua tesi sono ricavati dalla comparazione tra la versione dei fatti fornita da Giovanni, Marco e Matteo. E' proprio da Giovanni che Donnini ricava due informazioni essenziali, sull'arresto di Gesù:
- il numero (600) di soldati romani utilizzati per l'arresto
- il tentativo di resistenza armata che vede nell'azione di Pietro (recise con la spada l' orecchio di una delle guardie) la prova della opportunità dell'adozione di una precauzione (ben 600 soldati) in apparenza eccessiva.
Un'ulteriore deduzione viene avanzata comparando Marco e Matteo, in pratica Donnini mostra l'anomala simmetria tra il processo a Gesù di fronte a Caifa descritto in Matteo e quello di fronte a Pilato descritto in Marco. Questa osservazione si associa alla inattendibilità del processo si fronte a Caifa (motivata attraverso vari anacronismi), della possibilità di una condanna autonoma per lapidazione non decisa da Caifa, dalla inattendibilità dell'atteggiamento conciliante di Pilato e della liberazione di Barabba, che, come fa notare Donnini, veniva denominato nelle antiche versioni dei Vangeli Iesous Barabbas, cioè Gesù Figlio di Dio (Abba = Padre), generando così una evidente anomala coincidenza. In pratica Matteo sembra, sia rispetto a Marco che a Giovanni, preoccupato di mostrare che i romani non sono responsabili della morte di Cristo, gli unici responsabili sono gli ebrei. Con questa finalità, inventa un processo di fronte a Caifa, reinterpetrando quella che era solo una consultazione che in Giovanni si svolge di fronte al suocero di Caifa e non di fronte al sommo sacerdote. Un'ultima interessante osservazione che mostra la scarsa attendibilità di alcuni dei riferimenti in Marco é Matteo é l'attribuzione del termine Nazareno alla città di Nazaret. Donnini mostra come i riferimenti topologici alla città di Nazaret, sulla base dei recenti ritrovamenti archeologici, siano del tutto errati, arrivando a suppore che Nazaret non esistesse quando i due Vangeli venivano scritti e che, invece, la città natia di Gesù fosse Gamla, non a caso sede di disordini fomentati dagli zeloti in anni immediatamente al ridosso di quelli che videro in nascere della prima comunità cristiana. Verifica delle ipotesi avanzate sui Vangeli nei precedenti capitoli Le osservazioni di Donnini mostrano che il Vangelo di Matteo (vedi processo a Caifa) e quello di Marco (vedi problema inerente la città di Nazaret) sono di certo ed entrambe stati rimaneggiati, probabilmente sia a ridosso del periodo che precede il 70 d.c. che successivamente ad esso. In pratica le affermazioni della patristica, che parlano di una versione del Vangelo degli Ebrei (o dei Nazorei) e che segnalano come questo fosse una versione ridotta del Vangelo di Matteo, priva di alcune parti essenziali quali le genealogia, diviene ora più chiara. In pratica, sulla base delle osservazioni ora fatte e su quelle esposte in precedenza ,possiamo avanzare la seguente ricostruzione complessiva. Il primo vero Vangelo fu scritto in ebraico e da questo sono stati tratti la versione greca del Vangelo di Matteo e quello di Marco. Inizialmente i giudeo-cristiani, integrarono il loro Vangelo inserendo la genealogia e lo tradussero in greco per utilizzarlo come contro - vangelo rispetto a quello predicato da Paolo. Ci sembra poco probabile che siano stati essi ad aggiungere (inventandolo) il processo di fronte a Caifa per evitare il sospetto di attività sovversiva ed antiromana. Sulla stessa base fu, inizialmente, stilato il Vangelo di Marco, ispirato dai suggerimenti di Paolo ma approvato anche dalla Chiesa di Gerusalemme e da Sila. In quel Vangelo si omisero le parti inerenti la Legge su consiglio di Paolo, e il testo fu approvato da Gerusalemme che non intendeva appesantire la evangelizzazione dei pagani in linea con le decisioni del Concilio. Con la scomparsa dei giudeo - cristiani seguita alla distruzione del Tempio, il Vangelo degli ebrei originale in ebraico, scomparve, anche grazie anche alla successiva persecuzione contro l'eresia Ebionita. Alla sua traduzione in greco, fatta dai giudeo cristiani con l'aggiunta di parti come la genealogia, vennero aggiunte ancora, in ambito paolino, le sezioni inerenti il processo di fronte a Caifa, con lo scopo di eliminare eventuali messaggi che potessero risultare antiromani. Le modifiche furono sicuramente introdotte dopo il 70 e quindi dopo la stesura del Vangelo di Luca. La presenza della giustificazione Gesù il Nazareno con la sua origine nella città di Nazaret, oltre che giustificare l'attendibilità di questa ipotesi, rientra anche nella risposta al timore di possibili repressioni da parte dei romani. Il Nazareno poteva essere associato (e forse come pensa Donnini, lo era) alla sua appartenenza alle sette con tendenze indipendentiste, messianiche e sostanzialmente zelote. La modifica fu dettata dalla constatazione che quel Vangelo era ormai troppo diffuso e noto per poterlo dichiarare non valido (del resto era stato probabilmente, quello utilizzato dai dodici). Il Vangelo di Marco, non poté essere eliminato, per analoghi motivi e del resto, anche se non abbracciava le tesi di Paolo non le negava neppure. Probabilmente alla versione originarle greca, furono successivamente aggiunte le sezioni inerenti la resurrezione. Il Vangelo di Luca, la cui stesura dovette essere successiva a Matteo e Marco, ma comunque precedente al 70 d.c., fu il primo ad introdurre inventandolo, il processo di fronte a Caifa, ed insieme anche quello di fronte a Pilato. Sulla base del Vangelo di Luca furono, probabilmente non molto dopo il 70 d.c., prodotte le modifiche che abbiamo menzionato alla Versione greca di Matteo. Tra queste modifiche c'è anche stata, probabilmente, la introduzione della funzione primaria di Pietro, che ha sostituito quella di Giacomo, per gli ovvi motivi dovuti ai contrasti tra questi e Paolo. La funzione guida di Giacomo é chiaramente indicata nel Vangelo apocrifo di Tommaso, ma é assente dai canonici. La sequenza delle stesure dei Vangeli ipotizzata, può essere schematizzata come segue:

Vangelo degli Ebrei in ebraico
(autore probabilmente Matteo)

Vangelo degli Ebrei tradotto in greco
(autori i giudeo - cristiani vicini alla chiesa di Gerusalemme) con l'aggiunta della genealogia

Vangelo attribuito a Marco
(non scritto da Marco ma da un discepolo di Paolo non ) in greco estratto dal Vangelo degli Ebrei a meno di parti scomode alla predicazione di Paolo

Vangelo attribuito a Luca
(scritto di Dema lo stesso autore degli Atti) in linea con la Teologia di Paolo con l'aggiunta del processo a Caifa insieme a quello di fronte a Pilato

Vangelo di Giovanni

Versione definitiva del Vangelo di Matteo
ottenuto dalla versione in greco del Vangelo degli Ebrei rimaneggiato sulla base del Vangelo di Luca in linea con la teologia paolina

Versione definitiva del Vangelo di Marco
Ottenuta aggiungendo le sezioni conclusive sulla resurrezione in linea con la teologia paolina

Come si evince dalla ipotesi avanzata, pur nella numerosità delle versioni, é evidente che la fonte primaria ed unica dei Vangeli é il Vangelo di Matteo (o Vangelo degli ebrei) originariamente scritto in ebraico. I rimaneggiamenti (nelle sole versioni greche) e la moltiplicazione dei Vangeli, almeno di quelli cui facciamo riferimento é essenzialmente dovuta alla necessità di giustificare (nel caso di cristianesimo che si rifà a Paolo) o di screditare (nel caso di cristianesimo di origine giudea) la teologia ideata da Paolo di Tarso. Invito a questo proposito di visitare il sito di Donnini. Un'altro problema sollevato dai vangeli è che nelle varie traduzioni e nel corso dei secoli essi sono stati rimaneggiati, modificati e purgati dalla chiesa. Ed esempi ci sono anche oggi! Spesso infatti nelle traduzioni italiane che siamo soliti leggere molti termini e construtti sintattici greci sono "casualmente" (?) travisati. Tutto questo poi si ricollega (e avremo modo di vederlo in altri articoli in modo più approfondito) alle incredibili somiglianze di molti dogmi cristiani con dogmi "pagani". Qual'è dunque la differenza tra cristianesimo e le altre religioni? Perché per la chiesa una E' vera e le altre sono false? E soprattutto, se la parola di Dio sembra essere stata così tanto travisata, come si può continuare a dichiarare l'infallibilità della chiesa?

6) UFO: una introduzione
Dal 1947 in poi, con il presunto caso Roswell, siamo stati inondati da una grande quantità di scritti, documenti, foto sui cosiddetti U.F.O (unidentified flying objects). Molti di essi si sono rilevati dei clamorosi falsi (vedi lampadario volante del contattista Adamski), mentre alcuni sucitano a tutt'oggi molta curiosità e restano inspiegabili. Bisogna innanzitutto rilevare che le persone che vedono i dischi volanti appartengono a tutte le categori e/o razze e/o ideologie. Si va da contadini a politici a scienziati a militari. Bisogna d'altro canto dire che una buona percentuale di questi sono persone che hanno a che fare molto tempo con il cielo e la notte, come ad esempio i piloti di linea e/o militari e gli operatori delle torri di controllo. Bisogna poi rilevare che esistono anche filmati di qualità molto buona e tracciati radar (autentici) che mostrano evoluzioni veramente impossibili per mezzi "terrestri". Ora, considerando che perfino la N.A.S.A., l'ente spaziale americano, ha ammesso in un recente documento, rilasciato grazie al "freedom of information act", che un discreto numero di avvistamenti non è spiegabile verrebbe da pensare che effettivamente gli ufo esistano! Senza dimenticare poi che se molti governi ci hanno investigato sopra in modo sistematico un fondo di verità ci deve pure essere (cito a memoria: Russia, USA, Italia, Belgio, Francia, Germania...). D'altro canto però tutta la scienza ufficiale (o quasi) smentisce. Se da un lato non nega l'esistenza di qualche fenomeno sconosciuto dal'altro continua a ribadire l'estraneità in esso di una interferenza aliena. Come sarebbe possibile spiegare i viaggi intergalattici, il fatto che gli alieni si nascondano alle masse, i problemi relativistico - temporali e la mancata evidenza di prove "reali"?

7) Paranormale e Tv
Il noto ricercatore del paranormale Massimo Polidoro il 17 gennaio del 1992 si presenta, in incognito, a "Istruttoria", il programma di Italia Uno. Con la complicità del presentatore dice di avera poteri paranormali, da' una piccola dimostrazione e poi invita il pubblico a casa a guardare se hanno orologi rotti, cosicché tramite i suoi poteri li possa aggiustare. Poi l'esperimento parte e lui "sposta" con il pensiero indietro di due ore le lancette dell'orologio del presentatore. Da casa giungono così tante telefonate di gente che ha visto ritornare a funzionare i propri orologi e che racconta di altri "fenomeni" strani da intasare i centralini! Negli Stati Uniti poi pratica lo stesso esperimento ad una radio ottenendo risultati simili. Da un frammento di un articolo dello stesso Polidoro ci viene data una possibile spiegazione: (...) Evidentemente, ci troviamo di fronte ad alcuni dei più classici principi di persuasione: lo psicologo Robert B. Cialdini, nel suo libro Le armi della persuasione (Giunti, 1989), ha indicato quali sono e come funzionano in maniera molto chiara. Gli elementi che tali principi hanno in comune sono: il processo quasi automatico col quale si può attivare la loro potenza; il conseguente facile sfruttamento di questa potenza da parte di chiunque sappia metterla in moto; la maniera elegante e parsimoniosa in cui queste armi prestano la loro forza a chi le usa. Sono: il principio della reciprocità; il principio dell'autorità; il principio della motivazione e della coerenza; il principio della scarsità; il principio della simpatia e il principio della riprova sociale. Vediamoli, dunque, applicati alla situazione sopra descritta. Innanzitutto, l'operatore prepara il terreno, vale a dire cerca di presentarsi al pubblico come una persona credibile. Nel mio caso, all'inizio della trasmissione radio il disc-jockey aveva raccontato che alcune università italiane stavano conducendo degli esperimenti sulle mie facoltà; in televisione, potei anche dimostrare praticamente i miei "poteri" piegando e poi spezzando un cucchiaino, indovinando un disegno fatto di nascosto dal presentatore e facendo germogliare in pochi secondi dei semi di ravanello tenuti nella mano. In altre parole, avevo "offerto" qualcosa di concreto ai telespettatori: delle dimostrazioni apparentemente convincenti di fenomeni straordinari. Entrava dunque in gioco il principio della reciprocità, secondo il quale ci sentiamo di contraccambiare quello che un altro ci ha dato; in questo caso, il telespettatore "in cambio" della mia esibizione poteva essere portato ad ascoltare con maggiore disponibilità ciò che avevo da dire. Inoltre, in entrambi i casi le mie dimostrazioni non venivano contestate o messe in dubbio dai "padroni di casa", ovvero i conduttori delle trasmissioni, anzi: tutti e due ne sottolineavano la genuinità ed esprimevano tutto il loro stupore. In questo modo, si attivava il principio dell'autorità: proprio per il senso di deferenza verso l'autorità profondamente radicato negli esseri umani, infatti, chi era tra gli spettatori poteva smettere di pensare, affidarsi al giudizio dei conduttori ed assumere il loro stesso atteggiamento di meraviglia nei confronti delle mie dimostrazioni. A questo punto, il messaggio che si voleva comunicare, e cioè che io possedessi realmente dei poteri paranormali, cominciava ad apparire una possibilità concreta per una parte consistente dei telespettatori. Perché la persuasione avesse effetto, però, gli spettatori dovevano sentirsi motivati a partecipare all'esperimento: e quale migliore motivazione della possibilità di vivere personalmente un'esperienza straordinaria, di trovarsi cioè faccia a faccia con il mistero? Tanto più che, come facevo in modo di sottolineare in maniera evidente, questi fenomeni non si verificano sempre e non si verificano per tutti: solamente pochi "prescelti" avrebbero vissuto quest'esperienza meravigliosa. E' il principio della scarsità: un'opportunità appare tanto più desiderabile quanto più la sua disponibilità appare limitata. Inoltre, il fatto che io apparissi modesto e mi scusassi più volte in caso la dimostrazione fosse fallita, contribuiva a rendermi più simpatico: senza rendersene conto, gli spettatori cominciavano a desiderare che tutto andasse bene ed erano pronti a fare la propria parte perché quanto io affermavo si realizzasse. A questo punto, i telespettatori erano pronti ad interpretare qualsiasi cosa sarebbe successa in casa loro (per quanto banale o prosaica) come una prova della realtà delle mie capacità paranormali . Ma c'era ancora un importantissimo fattore persuasivo che sarebbe entrato in gioco non appena qualcuno avesse cominciato a telefonare per comunicare le proprie esperienze: la riprova sociale. «Se così tanti chiamano per dire che il loro gatto si comporta in modo strano, o che il loro orologio è ripartito», si sarebbero domandati gli spettatori, «forse anch'io dovrei telefonare per dire che per qualche istante la luce è andata via!» L'illusione che si creava, man mano che arrivavano telefonate allo studio televisivo, era che tutti i telespettatori sintonizzati su quella trasmissione erano personalmente coinvolti in una spettacolare dimostrazione di fenomeni paranormali: il che inevitabilmente alimentava altre telefonate ed avrebbe probabilmente stimolato i titoli dei giornali del giorno dopo, se non avessimo rivelato lo scherzo. In realtà, ciò che accadeva, era che una piccola percentuale di telespettatori che telefonava era sufficiente per intasare le linee del centralino della stazione televisiva per alcune ore. Considerata la complessità del mondo in cui viviamo, è naturale che l'uomo nel prendere le sue decisioni non utilizzi tutti i dati disponibili, ma solo alcuni elementi isolati e rappresentativi. Questa modalità "economica" di procedere per scorciatoie ci porta, inevitabilmente, a fare inferenze sulla base di dati incompleti con la conseguenza che si possono prendere decisioni sbagliate. Come ha scritto Cialdini: «Abbiamo bisogno di regole semplificate di condotta il più attendibili ed efficaci possibile. Ma se i trucchi dei profittatori ne minano la funzionalità, perdiamo fiducia in quelle regole, le usiamo di meno e ci troviamo peggio equipaggiati per far fronte al carico di decisioni che la vita oggi ci impone. Non possiamo arrenderci a questo senza lottare. La posta in gioco è diventata troppo alta».

8) La data di nascita di Cristo
Un articolo ad opera di Giuseppe Cosco: Della nascita di Gesù Cristo non venne rivelato il giorno e neppure il mese e l’anno. Il 25 dicembre è una data simbolica. Gli antichi dotti, con astrusi quanto complicati calcoli, hanno assegnato varie date a questo evento. Génébrard, dopo un’infinità di incredibili considerazioni, si convinse che Cristo era nato nel 4090 dopo la creazione del mondo. Scaligero (figlio) si disse certo che Gesù era venuto al mondo nel 3948 dopo la genesi, mentre, secondo l’erudito Pico della Mirandola, nel 3958. E tanti altri, con analoghi calcoli strampalati, trovarono molte altre date. Se, come si è visto, vi è molta incertezza nello stabilire l’anno esatto di nascita di Gesù, la confusione è ancora maggiore quando si vuole ricercarne il giorno e il mese. Non è affatto vero che il Cristo è nato, come moltissimi credono e come si celebra, il 25 di dicembre. Per avere una pallida idea di quanto la questione sia complessa basti pensare che, nel passato, alcune sétte cristiane calcolarono, addirittura, centotrentasei date differenti. Lightfoot stabilisce che la data di nascita di Gesù fu il 15 di settembre; altri parlarono di febbraio e agosto. Due sétte, secondo quanto scrive Epifanio, celebravano la nascita di Gesù in due periodi diversi: una in giugno e l'altra in luglio. Clemente Alessandrino affermò che Gesù Cristo era nato il 25 Pachon, che corrisponde al 20 maggio o il 15 Tybri, cioé il 10 gennaio o l'11 Tybri, il 6 gennaio. Secondo San Cipriano la data esatta era il 28 marzo. Sant'Ippolito si disse convinto che il Cristo era nato il 23 aprile. La controversa e confusa questione fu risolta dal papa Giulio I, nell'Anno Domini 337, infatti, San Giovanni Crisostomo, nel 390, così spiegò quanto il papa aveva deciso: "In questo giorno (25 dicembre) anche la natività di Cristo fu ultimamente fissata in Roma...". Ancora oggi, tuttavia, alcune chiese cristiane, come la copta, l’armena e quella ortodossa, celebrano il Natale in un giorno diverso: il 6 gennaio. I cristiani, tra il III e IV secolo, scelsero il 25 di dicembre come nascita del Salvatore, nell’intento di sovrapporre una festività cristiana alla celebrazione pagana del sole commemorata quasi dappertutto. Stabilirono, così, la data del Redentore il giorno dopo il solstizio d’inverno (24 dicembre), giorno durante il quale si festeggiava solennemente, presso i romani e non solo, la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti (Il giorno natale del Sole Invincibile), che riprendeva il suo cammino. Il sole del solstizio, infatti, ha raggiunto il punto più meridionale della sua orbita, cosicché, alle latitudini del settentrione si registra il giorno più corto dell’anno. Da questo momento inizia, lentamente, a riprendere il suo tragitto in direzione delle latitudini settentrionali e le giornate, a poco a poco, si allungano. Scrive Cattabiani che il Sol Invictus era una: "divinità solare di Emesa introdotta dall’imperatore Aureliano (270-275), che aveva costruito anche un tempio in suo onore nel campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro". Nel culto del Sol Invictus confluirono la Mastruca celtica e il germanico Yule (ruota), con esplicito riferimento al sole. Nigel Pennick spiega: "Lo stesso termine Yule (Anglo-Sassone Geola) significa Giogo dell’Anno, vale a dire il punto d’equilibrio esistente oltre il declino della luce del sole. (...). Il periodo dello Yule inizia quindici giorni prima del solstizio d’inverno con la festa di San Niccolò, che è associato alla figura sciamanica dello stesso Odino". La nascita di Cristo, come si è detto, venne sostituita al giorno dedicato al culto solare perché, come scrive Gibbon in Decadenza e caduta dell’Impero Romano: "I Romani (Cristiani) ignorando... la data reale della sua (di Cristo) nascita, fissarono la festa solenne al 25 Dicembre, il solstizio d’inverno o Brumale, quando i pagani celebravano, ogni anno, la nascita del Sole". (...) Ritornando al 25 di dicembre, ben pochi sanno che quasi tutti i popoli della terra hanno sempre celebrato, intorno a questa data, la nascita di un dio. In Egitto si festeggiava la nascita del dio Oro, all'epoca corrispondente al nostro Natale. Il padre di Oro, Osiride, si credeva fosse nato, pure, nello stesso periodo. In Babilonia si celebrava, il 25 di dicembre, il dio Tammuz, "Unico figlio" della dea Istar, rappresentata col figlio divino tra le braccia e con, intorno al capo, un'aureola di dodici stelle. Sempre al solstizio d'inverno, in Persia, nasceva il dio Mithra, noto anche con l’appellativo di Salvatore. Le più antiche testimonianze di questo dio sono databili, all’incirca, a 1600 anni fa e sono contenute nei Rgveda o Veda della Lode, testi sacri indiani scritti in sanscrito fra il 1600 e il 600 a. C.. A Roma il culto di Mithra fu portato dalle legioni romane e assunse delle caratteristiche proprie, a tal punto che si può, senza tema di errare, parlare di una religione dei Misteri mitriaci romani. Nell'antico Messico, alla stessa data, era nato il dio Quetzalcoatl. Nello Yucatan veniva celebrata la nascita del dio Bacab, che si credeva messo al mondo da una vergine di nome Chiribirias. Pure al solstizio d'inverno nasce il dio atzeco Huitzilopochtli. Gli scandinavi festeggiavano il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya. Sempre un 25 dicembre nascono Bacco in Grecia e Adone in Siria. Williamson, nella "Legge suprema", scrive: "...alcuni dei primi Padri della Chiesa Cristiana asseriscono che la grotta di Betlemme, in cui si celebravano i misteri di Adone, fosse quella in cui era nato Gesù". E' impossibile, a questo punto, non rimanere, quantomeno, sorpresi di come quasi tutti i popoli hanno fatto nascere la loro divinità più importante in questa data. Il 25 di dicembre fu, fin da lontanissimi tempi, celebrato come sacro; basti pensare che la nascita del dio semitico Shamash veniva fatta cadere un 25 dicembre di tremila anni prima di Cristo. C’è ancora da dire che oltre alla nascita è simile la morte e la resurrezione del dio o uomo divino. Scrive Williamson: "…noi troviamo che Krishna, Osiride, Tammuz, Adone, Mitra, Ati, Bacco-Dioniso, Baldur, Quetzalcoatl e Gesù discendono tutti nella tomba (ed alcuni nelle regioni infernali) e che il periodo tra la morte e la risurrezione è generalmente di tre giorni, mentre la risurrezione avviene di regola all’equinozio di primavera, o a pochi giorni di distanza da esso". Qualche esempio. Mitra, nato come Cristo, il 25 di Dicembre, fu pianto nella tomba dai suoi discepoli nel periodo che corrisponde alle festività pasquali. Essi gioiendo affermavano: "Rallegratevi… Iniziati; il vostro dio è risorto dalla morte. Le sue pene e le sue sofferenze saranno la vostra salvezza" (Dupuis, Origine di tutti i culti, vol. V). Il dio Ati, che era celebrato nell’antica Frigia con gli l’appellativi di "Figlio unigenito" e di "Salvatore", era simbolizzato con un agnello. Frazer scrive: "Ati era per la Frigia, quello che Adone era per la Siria. Come per Adone… la sua morte e risurrezione erano, ogni anno in primavera, commemorate con una festa. (…). Le cerimonie celebrate alla festa di Atis non sono perfettamente conosciute… sembra che la celebrazione della sua risurrezione seguisse immediatamente quella della sua morte" (Golde Bough, vol.I). In Irlanda, la religione dei Celti celebrava il dio Samhein di cui si racconta che risorse dalla morte dopo tre giorni. Il dio Bacco, ucciso dai Titani, veniva fatto risorgere da Giove, dopo tre giorni. Analogamente sotto le altre sue sembianze di Dioniso è detto: "…subito dopo la sua sepoltura, egli risuscitò dalla morte e salì al cielo" (Macrobio, Commentarium in Somnium Scipionis. Origine, Contra Celsum). Infine scrive ancora W. Williamson: "Nel Nord abbiamo Baldur il bello, il dio bianco, giusto e benefico, che i missionari cristiani trovano rassomigliare a Gesù. Egli muore ucciso da una freccia scoccata dal cieco Hoerder, dio delle tenebre. Questa freccia era fatta con legno di vischio. Baldur giace morto per 40 giorni, …alla fine di questo periodo si risveglia e regna. (…). La rozza e superficiale allegoria qui è abbastanza chiara: a 68 gradi di latitudine il sole è morto per 40 giorni, ucciso dalle tenebre dell’inverno. La freccia di legno di vischio era il primo indizio di una nuova vita proveniente dalla morte stessa (e attraverso la soglia di essa), poiché il vischio era chiamato del pari ed il Baldur era anche chiamato. (…). …egli risorse, come era stato profetizzato dalla terza Sibilla del Volospa:".

9) Impianti alieni in corpi umani
Il 19 Agosto 1995 furono estratti tre congegni elettronici microscopici, dal dottor Derrel Sims, dai corpi di due persone, che assolutamente non sapevano di averli. Gli oggetti furono scoperti ai raggi X in modo accidentale e si trovavano negli intersizi delle ossa delle dita dei piedi e delle mani delle due persone. Non vi erano segni sulla pelle che testimoniassero l'entrata degli oggetti nella carne. Essi producevano un forte campo elettromagnetico ed erano attaccati alle fibre nervose, tanto che nel momento dell'asportazione, nonostante l'anestesia locale, entrambe le persone saltarono via dal tavolo, per il forte dolore. Questo perché le fibre nervose riportano il dolore direttamente al cervello, al di fuori del campo d'azione dell'anestesia. I tre oggetti metallici erano ricoperti di una membrana grigia resistentissima, ma non avevano i tipici segni di infiammazione che l'organismo produce, in sua difesa, quando un corpo estraneo penetra al suo interno. Essi erano neri, piatti, di forma triangolare e fluorescenti alla luce ultravioletta, il materiale sembra molto simile a quello di una lega di alluminio (la 360). Oggetti simili sono stati ritrovati in altre persone. Caratteristiche simili alle persone vittime di impianti sono che esse non si ammalano mai, neppure se sottoposte a contagio diretto e tutte riportano ricordi, sotto ipnosi o meno, di rapimenti alieni.

10) Il terzo segreto di Fatima
Tutto ha inizio domenica 13 maggio 1917. I pastorelli e fratelli Francesco e Giacinta Marto, assieme alla loro cuginetta Lucia dos Santos, sono a pascolare le pecore in un podere, Cova da Irìa, poco distante da Fatima. Improvvisamente si susseguono dei lampi accecanti e, davanti agli occhi dei tre ragazzi, appare una giovanetta. Ecco la descrizione che ne daranno al parroco del paese: "Era una persona di apparenza femminile, molto bella, circonfusa di una luce abbagliante. Alta circa un metro e dieci, mostrava un'età compresa fra 12 e 15 anni. Indossava una gonna stretta, un corpetto e un manto o cappa. Le vesti erano bianche, ma la gonna ed il manto presentavano una variegatura di fili dorati che, intersecandosi, creavano una sorta di -reticolo-. Il corpetto aveva due o tre strisce ai polsi. Sul capo portava qualcosa che le nascondeva i capelli e gli orecchi. Gli occhi erano neri. Aveva dei cerchietti ai lati del collo e un globo luminoso nella mano sinistra tenuta all'altezza della vita. Arrivava dall'alto e scompariva poco a poco in senso inverso..." Ai giovani vengono affidati dalla madonna 3 messaggi, di cui 2 furono rivelati mentre il terzo rimane ancora oggi un segreto. Il "Neves Europa", in data 15 ottobre 1963, pubblica un presunto estratto del terzo segreto di Fatima. Si asserisce che esso sia stato scoperto grazie ad indiscrezioni diplomatiche, perché Paolo VI aveva fatto pervenire una parte del messaggio ai capi di stato di Washington, Londra e Mosca. Non aver timore, cara piccola. Sono la Madre di Dio, che ti parla e ti domanda di rendere pubblico il presente Messaggio per il mondo intero. Ciò facendo, incontrerai forti resistenze. Ascolta bene e fai attenzione a quello che ti dico: Gli uomini devono correggersi. Con umili suppliche, devono chiedere perdono dei peccati commessi e che potessero commettere. Tu desideri che Io ti dia un segno, affinché‚ ognuno accetti le Mie Parole che dico per mezzo tuo, al genere umano. Hai visto il Prodigio del Sole, e tutti, credenti, miscredenti, contadini, cittadini, sapienti, giornalisti, laici, sacerdoti, tutti lo hanno veduto. Ed ora proclama a Mio nome: Un grande castigo cadrà sull'intero genere umano, non oggi, né‚ domani, ma nella seconda metà del Secolo XX. Lo avevo già rivelato ai bambini Melania e Massimino, a "La Salette", ed oggi lo ripeto a te, perché‚ il genere umano ha peccato e calpestato il Dono che avevo fatto. In nessuna parte del mondo vi è ordine, e satana regna sui più alti posti, determinando l'andamento delle cose. Egli effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa; egli riuscirà a sedurre gli spiriti dei grandi scienziati che inventano le armi, con le quali sarà possibile distruggere in pochi minuti gran parte dell'umanità. Avrà in potere i potenti che governano i popoli, e li aizzerà a fabbricare enormi quantità di quelle armi. E, se l'umanità non dovesse opporvisi, sarò obbligata a lasciar libero il braccio di Mio Figlio. Allora vedrai che Iddio castigherà gli uomini con maggior severità che non abbia fatto con il diluvio. Verrà il tempo dei tempi e la fine di tutte le fini, se l'umanità non si convertirà; e se tutto dovesse restare come ora, o peggio, dovesse maggiormente aggravarsi, i grandi e i potenti periranno insieme ai piccoli e ai deboli. Anche per la Chiesa, verrà il tempo delle sue più grandi prove. Cardinali, si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle loro file, e a Roma vi saranno cambiamenti. Ciò che è putrido cadrà, e ciò che cadrà, più non si alzerà. La Chiesa sarà offuscata, e il mondo sconvolto dal terrore. Tempo verrà che nessun Re, Imperatore, Cardinale o Vescovo, aspetterà Colui che tuttavia verrà, ma per punire secondo i disegni del Padre mio. Una grande guerra si scatenerà nella seconda metà del XX secolo (è il terzo conflitto mondiale, ndA). Fuoco e fumo cadranno dal Cielo, le acque degli oceani diverranno vapori, e la schiuma si innalzerà sconvolgendo e tutto affondando. Milioni e milioni di uomini periranno di ora in ora, coloro che resteranno in vita, invidieranno i morti. Da qualunque parte si volgerà lo sguardo, sarà angoscia, miseria, rovine in tutti i paesi. Vedi? Il tempo si avvicina sempre più, e l'abisso si allarga senza speranza. I buoni periranno assieme ai cattivi, i grandi con i piccoli, i Principi della Chiesa con i loro fedeli, e i regnanti con i loro popoli. Vi sarà morte ovunque a causa degli errori commessi dagli insensati e dai partigiani di satana il quale allora, e solamente allora, regnerà sul mondo, in ultimo, allorquando quelli che sopravviveranno ad ogni evento, saranno ancora in vita, proclameranno nuovamente Iddio e la Sua Gloria, e Lo serviranno come un tempo, quando il mondo non era così pervertito. Va, piccola mia, e proclamalo. Io a tal fine, sarò sempre al tuo fianco per aiutarti La madonna inoltre rivela ai giovani che il 13 ottobre 1917 sarebbe accaduto un prodigio "del sole". Il professore L. Gonzaga Da Fonseca lo racconta nel suo libro "Le meraviglie di Fatima": "La pioggia cessa immediatamente, le nubi si squarciano e appare il disco solare, come una luna d'argento, poi gira vorticosamente su se stesso simile ad una ruota di fuoco, proiettando in ogni direzione fasci di luce gialla, verde, rossa, azzurra, viola... che colorano fantasticamente le nubi del cielo, gli alberi, le rocce, la terra, la folla immensa. Si ferma, poi, alcuni momenti, poi ricomincia di nuovo la sua danza di luce... Si arresta ancora per incominciare una terza volta più svariato, più colorito, più brillante quel fuoco di artificio. La moltitudine estatica, senza fiatare, contempla. Ad un tratto tutti hanno la sensazione che il sole si stacchi dal firmamento e si precipiti su di loro! Un grido unico, immenso erompe da ogni petto; esso traduce il terrore di tutti, e nelle varie esclamazioni esprime i diversi sentimenti: Miracolo! Miracolo! Credo in Dio! Ave Maria! Mio Dio, misericordia!... I più, cadendo ginocchioni nel fango, recitano ad alta voce l'atto di contrizione. E questo spettacolo, chiaramente distinto in tre tempi, dura ben 10 minuti ed è veduto da più di 50mila persone; credenti e miscredenti, semplici contadini e cittadini colti, uomini di scienza e corrispondenti di giornali, i quali tutti senza preparazione di sorta, senza altra suggestione che la voce di una fanciulla che grida: Guardate il sole!, vedono gli stessi fenomeni, con le stesse fasi, nello stesso tempo, nel giorno e nell'ora da mesi promessi e preannunziati". Un evento incredibile e inspiegabile raccontato, anche, da indiscutibili uomini di scienza come il professor Josè Maria Proenca de Almeida Garret, docente all'università di Coimbra. Egli scrive: "Il sole... aveva rotto radioso il denso strato di nubi che lo velava, e tutti gli sguardi furono attratti a lui quasi attirati da calamita. Anch'io provai a fissarlo e lo vidi somigliante a un disco a netti contorni, fulgente ma senza barbaglio. Non mi sembrò esatto il confronto che sentii fare lì stesso a Fatima, di un disco di argento appannato. No, il suo aspetto era di un chiarore nitido e cangiante da sembrare l'oriente di una perla. Non somigliava affatto alla luna in una notte serena: si aveva la sensazione come di un astro vivente. A differenza della luna non era sferico e non ne aveva né il colore né i chiaroscuri. Appariva come un disco piatto e lucido che si sarebbe detto ricavato dalle valve di una conchiglia. Non si poteva nemmeno confondere col sole attraverso la nebbia, di cui non c'era traccia, poiché‚ non era né confuso né velato, bensì aveva il bordo nettissimo. Questo bordo, vivo e sfolgorante, dette a numerosi testimoni l'impressione che l'astro fosse circondato da una scintillante corona... Le nubi che leggere correvano da est verso ovest non nascondevano la luce dell'astro, cosicché‚ si aveva l'impressione che esse passassero dietro il sole e non davanti... E' sorprendente che per un tempo così lungo sia stato possibile fissare l'astro senza il minimo fastidio per gli occhi. Ad eccezione di due brevi interruzioni, durante le quali il sole dardeggiò violentemente dei raggi più brillanti e sfavillanti che costrinsero lo sguardo a voltarsi, il fenomeno si prolungò per circa dieci minuti. Questo disco madreperlaceo aveva la vertigine del movimento. Non era lo scintillio di una stella: girava su se stesso a velocità travolgente... Divenuto rosso sangue, e come staccato dal firmamento, il sole sembrò, come lanciato da una mano invisibile e onnipotente, rimbalzare nel cielo e cadere con una serie di salti verso terra, mentre la temperatura si elevava rapidamente... (dopo) come richiamato da un ordine misterioso, tornò a riprendere il suo posto nel firmamento... Terminato il prodigio solare, la gente che poco prima era letteralmente inzuppata di pioggia, si trovò inaspettatamente asciutta...". Il cardinale di Lisbona, commentando questi prodigi, affermò che: "In questo tempo di ateismo materialista, Fatima dimostra in maniera schiacciante che il mondo del soprannaturale esiste".

11) Il mistero delle piramidi
Secondo l'egittologia ufficiale le 3 grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino (tre faraoni della IV dinastia), nella piana di Giza, in Egitto, furono costruite da loro intorno al 2500 a.C., come enormi tombe. La Sfinge, che si presume raffigurasse il faraone Chefren, e i maestosi templi, sempre nella piana di Giza, sono attribuiti a questo faraone, praticamente da sempre. Tutte queste attribuzioni e datazioni risalgono almeno ai tempi dello storico Erodoto, nel V secolo a.C. e concordano con la storia ufficiale secondo cui le prime civiltà del mondo in grado di lasciare prove scritte, sorsero intorno al 4000 a.C. in Egitto, in Mesopotamia, in America centrale e meridionale. Ma nonostante ad un esame molto superficiale tutto sembri tornare secondo gli egittologi, ad un esame solo poco più attento non si può fare a meno di notare come molte, moltissime cose non possono essere andate come raccontano gli storici.
LE PIRAMIDI: Le tre enormi piramidi presentano delle caratteristiche tali da escludere che siano state costruite da un popolo semi-selvaggio come quello egizio del 2500 a.C.. Il loro progetto richiese una tecnologia talmente raffinata ed evoluta che persino oggi avremo grossissimi problemi nel tentare una simile opera. Le piramidi non sono semplicemente un ammasso di blocchi di granito, ma sono molto di più. La Grande Piramide di Cheope fu costruita con 2.300.000 blocchi di granito del peso variabile da 2 a 15 tonnellate ciascuno; essa ha una base quadrata con i lati di 230,2 metri circa. La differenza tra le lunghezze dei lati è di pochissimi centimetri e tutte e tre le piramidi sono orientate secondo i punti cardinali con un errore piccolissimo (dello 0,015%). La necessità di tanta precisione è inspiegabile, poiché anche un errore dell'1% sarebbe stato troppo piccolo per essere notato ad occhio nudo, d'altro canto la differenza degli sforzi richiesti per raggiungere tale precisione con una costruzione tanto grande sarebbe stata immensa. Gli enormi blocchi che le costituiscono furono estratti da una cava, trasportati a grandi distanze e inseriti con precisione nel complesso ad altezze di 100-150 metri da terra, mantenendo un'accuratezza incredibile dall'inizio alla fine. Anche un errore minimo nell'angolo di inclinazione di uno dei lati avrebbe portato fuori centro l'apice delle piramidi (che invece è millimetricamente centrato in tutte e tre le piramidi). Gli egittologi non sanno in alcun modo dare una spiegazione plausibile di come il popolo egizio abbia potuto costruire una simile opera.Non basta dire che nell'antico Egitto c'era un'abbondanza di schiavi e che probabilmente fecero uso di rampe, poiché anche ammettendo una pendenza di 1:10 nel piano inclinato, sarebbe stata necessaria una rampa lunga un chilometro e mezzo, oltre tre volte più pesante della stessa piramide. Ai 6 milioni di tonnellate dei blocchi, si aggiungeva un rivestimento simile a uno specchio, su tutta la superficie, costituito da 115.000 lastre di pietra lucidissime e levigatissime del peso di dieci tonnellate ciascuna; perfettamente allineate e con giunture così precise (0,2 millimetri), che tra una lastra e l'altra non è possibile inserire la sottile lama di un coltellino. Un'opera talmente accurata non può essere paragonata nemmeno alla precisione ottica con cui è stata costruita la lente di 6 metri dell'osservatorio di monte Palomar. La maggior parte delle lastre è stata rimossa e usata per le costruzioni degli abitanti del Cairo, circa 3000 anni fa. Inoltre tutte le altre piramidi costruite in Egitto, sia precedentemente al 2500 a.C. sia successivamente, sono dei ridicoli mucchietti di pietre a confronto. Come era possibile che appena dopo il 2500 a.C. gli architetti egizi si fossero dimenticate di colpo tutte le conoscenze evolute e la tecnologia raffinatissima con cui furono costruite le tre grandi piramidi. Inoltre in nessuna delle tre piramidi fu mai trovata alcuna iscrizione o mummia di faraone. La camera del Re, all'interno della Grande piramide, dove si ritiene fosse conservato il corpo del faraone, è situata esattamente nel punto in cui l'area della sezione orizzontale era pari alla metà di quella della base, dove la diagonale che univa un angolo all'altro era uguale alla lunghezza della base e dove la larghezza della facciata era pari alla metà della diagonale di base (ad un'altezza di circa 50 metri da terra). Le sue misure ? Ancora più sorprendenti: era un rettangolo perfetto, in cui la somma dell'altezza più la metà di un lato dava con precisione il numero phi (1,618) un numero irrazionale noto come sezione aurea.I muri della camera sono formati da cento blocchi di granito di 70 tonnellate ciascuno, lisci come uno specchio. All'interno vi è sempre stato un sarcofago vuoto (il cui volume esterno è esattamente il doppio del volume interno), di pietra durissima. Per svuotarlo e fare degli angoli così netti avrebbero dovuto possedere degli strumenti a punta di diamante molto sofisticati del tipo che si usano solo da pochi anni. Un altro particolare: il sarcofago è troppo largo per essere passato dall'ingresso principale, quindi doveva essere stato inserito durante la costruzione della piramide, non dopo. In ultimo la forma della piramide è tale che il rapporto tra il perimetro della base e l'altezza è esattamente 3,1415 (il famoso numero di pi-greco. Evito di parlare della Grande Galleria (il passaggio che conduce alla camera del Re), dell'Anticamera, della camera della Regina, per non dilungarmi eccessivamente. Dico soltanto che in ogni minimo particolare le tre piramidi dimostrano chiaramente una tecnologia avanzatissima assolutamente incompatibile con la civiltà egizia del 2500 a.C. Le tre piramidi esistevano già da millenni quando i tre faraoni, Cheope, Chefren e Micerino, le trovarono e decisero di appropriarsene, secondo la diffusissima pratica dei faraoni di appropriarsi degli edifici dei loro predecessori. E allora chi fu a costruirle?

12) Il mistero della sfinge e della valle dei templi
Dalle ricerche condotte da Schwaller negli anni '40 emerse che la Sfinge presentava chiari segni di erosione dalle precipitazioni. L'archeologo John Anthony West andò avanti nella faccenda e fece fare delle analisi approfondite al geologo Robert Schoch specializzato in erosione delle rocce. Questi dimostrò che i segni profondi un metro, sulla Sfinge e sulle rocce del fossato in cui giace, dimostrano evidentissimi segni di erosione di un'enorme quantità di acqua piovana (un classico esempio da manuale). Ma in Egitto non piove quasi per nulla da millenni. Per trovare un tempo in cui vi furono copiose precipitazioni occorre andare indietro fino al 10.000 a.C.. Inoltre West fece delle indagini approfondite sulla somiglianza della Sfinge con la statua del faraone Chefren e dimostrò che i due visi non si somigliano per nulla (addirittura appartengono a due razze diverse), inoltre la testa è piccolissima rispetto al resto del corpo. Questo induce a pensare che fu riscolpita in epoca molto più recente dagli egizi, ma non da Chefren. Lo stesso tipo di erosione si nota nel Tempio della Valle a una sessantina di metri di distanza dalla Sfinge. Questo tempio fu costruito con giganteschi macigni da 200 tonnellate ciascuno e larghi 7-9 metri presi nel fossa in cui giace la Sfinge, come è stato dimostrato. Che senso aveva? Perché non dividere questi giganteschi blocchi in parti più piccole in modo da trasportarle, sollevarle, levigarle e inserirle molto più facilmente? E pensare che il tempio è costruito con centinaia di blocchi.Ai nostri giorni esistono solo due gru in grado di sollevare pesi del genere; il tempo di preparazione per un solo sollevamento è intorno alle 6 settimane. Inoltre, a complicare ancora le cose, i blocchi erano stati tagliati e sistemati in una complessa forma a puzzle. Ma che bisogno c'era di complicare le cose a quel modo? Il tempio risaliva come la Sfinge a prima del 10.000 a.C., e come le piramidi non vi era traccia di iscrizioni. Molto diversamente, i veri monumenti eretti dagli egizi, molto più modesti e scadenti, sotto ogni punto di vista, sono strapieni di iscrizioni, geroglifici, statue e statuette. Questo come ennesima conferma che non furono certo gli egizi a erigere nè le grandi piramidi, né la Sfinge, né i templi.

13) L'astronomia delle piramidi
Nel 1993 l'archeoastronomo Robert Bauval notò che la disposizione delle tre piramidi di Giza ricalcava esattamente quella delle tre stelle centrali della costellazione di Orione sia per angoli che per magnitudine. La domanda secondo cui Micerino, pur essendo ricco e potente quanto i suoi predecessori, avesse costruito una piramide che era meno della metà rispetto alle altre due attribuite a Cheope e Chefren aveva finalmente trovato risposta. Inoltre questa mappa ricomprendeva altre due costruzioni situate a nord e a sud di Giza e poneva il Nilo esattamente ove si trovava la via Lattea rispetto alla costellazione di Orione in cielo. La mappa era molto precisa, però rifletteva come apparivano le stelle in Egitto nel 10.450 a.C., non nel 2500 a.C.. Tra l'altro il 10.450 a.C. non era nemmeno una data casuale, poiché in quella data le tre stelle si trovavano nel punto più basso nel ciclo di precessione. La precessione è un movimento della Terra che compie un ciclo completo ogni 26.000 anni; per effetto di questo movimento noi vediamo le stelle salire e scendere sullo sfondo del cielo lentissimamente (per avere un'idea ci vogliono secoli e secoli prima che le stelle ci appaiano più spostate di due dita). Le stelle di Orione si troveranno nel punto più alto nell'anno 2500 d.C. (cioè a 13.000 anni dalla data del 10.450 a.C.). Era un modo molto ingegnoso e molto preciso per contrassegnare un'epoca in un linguaggio matematico universale. Inoltre per effetto della precessione, la costellazione zodiacale che sorge subito prima del Sole, nel giorno dell'equinozio di Primavera (giorno molto importante per tutte le antiche civiltà) cambia ogni 2200 anni circa. Oggi siamo alla fine dell'Era dei Pesci e stiamo entrando nell'Era dell'Acquario (che durerà per 2200 anni). La Sfinge è in forma di Leone e guarda esattamente ad Est, nel punto in cui il Sole sorge nel giorno dell'equinozio di Primavera. La Sfinge è un enorme indicatore equinoziale e l'unica era in cui tale indicatore in forma di leone sarebbe stato appropriato è appunto l'Era del Leone, tra il 10.970 a.C. e l'8.810 a.C.. Inoltre accanto alle piramidi furono trovate alcune gigantesche navi da 40 metri. La struttura di queste ingegnosissime navi era d'alto mare, con la prua e la poppa molto rialzate. Questi numerosi indizi inducono a pensare seriamente ad una civiltà molto progredita che venne in Egitto molto molto prima del 2500 a.C., e precisamente intorno al 10.500 a.C. Ma chi erano? E da dove venivano?

14) Fonti di energia sconosciute
Il fisico Bruce De Palma, laureato ad Harvard e docente di fisica al Massachusetts Institute of Technology da 15 anni, ha costruito nel 1978 un generatore di energia autosufficiente, inesauribile, economico ed ecologico. Esso funziona in base a dei principi fisici ancora non del tutto chiari, secondo i quali attingerebbe energia dallo spazio circostante. La N-machine ha un rendimento del 500%, cioè produce 5 volte l'energia che consuma, in quanto estrae l'energia da una nuova ricchissima fonte, prima sconosciuta, lo spazio, con un metodo assolutamente rivoluzionario. Nel 1831 Faraday condusse degli esperimenti con i generatori elettrici; uno di essi portò all'invenzione del tradizionale generatore a due pezzi (rotore e statore); in un altro esperimento invece egli costruì un generatore omopolare che è, in sostanza, il prototipo della N-machine di De Palma. Visto con grande scetticismo e ignoranza dagli scienziati di allora, il generatore omopolare fu abbandonato. Anziché avere un rotore e uno statore, come i generatori convenzionali a due pezzi, la N-machine ha solo il primo; ogni metà volano rappresenta un polo, un contatto elettrico è posto sull'asse, l'altro sul bordo del giroscopio, e l'elettricità è presa direttamente sul magnete. Fatto sta che nonostante la N-machine sia stata collaudata da centinaia di scienziati americani, da 19 anni, l'ufficio brevetti si rifiuta di concedere il brevetto per qualsiasi dispositivo che si proponga di produrre più di quanto consuma. De Palma mette in evidenza che la sua invenzione non è una macchina a moto perpetuo, che violerebbe il principio di conservazione dell'energia, ma di una rivoluzionaria invenzione che permette di "estrarre energia dallo spazio". Addirittura il Governo americano ha confiscato le N-machine costruite da altri scienziati; se questa macchina venisse accettata ufficialmente distruggerebbe il monopolio americano sul mercato del petrolio, del gas, del carbone e altri fonti energetiche. In India, l'ingegner Tewari del Dipartimento Indiano di Energia Atomica, sta sperimentando la sua invenzione, la S.P.G., Generatore di Energia dallo Spazio, che ricalca la N-machine; con 5 Kwatt di consumo totale, l'SPG ne produce 30. In Giappone, la Kazama Giken Corporation sta producendo piccole N-machine a scopi educativi e di ricerca. In Finlandia, i ricercatori della Tampere University of Technology, nel corso di esperimenti sulla superconduttività, in modo del tutto accidentale, si trovarono di fronte al misterioso "alleggerimento" di oggetti posti al di sopra di un disco di ceramica rotante sospeso in un campo magnetico all'interno di un cryostat, contenitore isolato a bassa temperatura. Ogni cosa (aria compresa) posta al di sopra del disco veniva come "schermata" dall'effetto della gravità e perdeva peso; l'effetto anti-gravitazionale, ritenuto impossibile (fino ad ora) dagli scienziati, del dispositivo è stato oggetto di numerosissimi test da parte dei più esperti scienziati ed è adesso una realtà. Recentemente la NASA ha stanziato fondi per la ricerca su come sfruttare gli effetti anti-gravitazionali per la propulsione delle navette spaziali, invece del tradizionale e limitato sistema a reazione. I risultati ufficiali delle ricerche sono stati pubblicati sul Journal of Physics-D del Britain's Institute of Physics. Le applicazioni di un dispositivo anti-gravità una volta perfezionato e potenziato sono infinite: viaggiare a velocità incredibili e costi irrisori, risparmi enormi quantità di energia, ecc. L'inventore del floppy disk, Yoshiro Nakamatsu, di origine giapponese, ha costruito una macchina, la Enerex, in grado di estrarre dall'acqua il triplo dell'energia comunemente liberata dalla benzina nei motori a scoppio. La Enerex scinde l'acqua in ossigeno e idrogeno, sfruttando quest'ultimo come combustibile e liberando ossigeno (un pò come le piante); il risultato è quello di un sistema assolutamente ecologico (dai tubi di scappamento uscirebbe ossigeno) che sfrutta l'acqua al posto della benzina, con un rendimento triplo di energia; inoltre la Enerex è molto più economica e più piccola di un motore a benzina ! Invece di avere un motore a benzina da 3000 cc di cilindrata che consuma e inquina in modo barbaro, un'automobile Enerex non consumerebbe che acqua, non inquinerebbe nulla e sarebbe tre volte più potente.

15) Il terremoto fisico
A) In un conduttore costituito da un filo metallico il flusso degli elettroni viaggia molto lentamente da un capo all’altro, alla velocità di mezzo millimetro al secondo. Gli elettroni procedono in catene elicoidali strettissime - di qui la lentezza della traslazione complessiva - e univocamente polarizzate, come è dimostrato dal preciso verso delle linee magnetiche che circondano il conduttore. Ne deriva che, accostando due fili paralleli, se il flusso elettronico va in essi nello stesso verso, le velocità relative tra le catene elettroniche di un conduttore e quelle dell’altro sono bassissime, teoricamente fino a zero: gli elettroni dei due conduttori vanno di conserva, in maniera ordinata. Per la nostra fisica, questa è una condizione basilare (l’altra è la riduzione delle distanze) affinché si abbia la prevalenza dell’attrazione reciproca tra gli elettroni, i quali appunto si attirano fortemente trascinando i due conduttori nel moto di avvicinamento. Che il fenomeno attrattivo riguardi direttamente gli elettroni, è provato dall’ "effetto strizione" (pinch effect) in una stessa corrente elettrica, considerata come un fascio di correnti filiformi equiverse: per esempio, in un plasma. Se invece il flusso elettronico nei due conduttori va in senso opposto, le velocità relative tra gli elettroni in viaggio nell’uno e nell’altro conduttore sono elevate, perché i versi si incontrano, e pertanto prevalgono eventi di fuga verso l’esterno: i due conduttori, trascinati da tali eventi, appaiono respingersi. Qual è la causa per cui due correnti parallele si attraggono, quando hanno lo stesso verso, e si respingono, se hanno verso opposto, quando secondo la fisica dovrebbe essere il contrario?
B) La fisica riesce a spiegare le strutture biologiche a spirale e chiraliche?
C) Nel gennaio 1986, fu dato un annuncio clamoroso: il principio galileiano si era rivelato falso. Un gruppo di ricercatori americani aveva riconsiderato gli esperimenti effettuati dal fisico ungherese Eötvös e pubblicati nel 1922, che sembravano convalidare il principio di equivalenza, scoprendo invece che i risultati veri dicevano il contrario: nel vuoto una piuma toccherebbe il suolo prima di una moneta, ossia la massa minore viene accelerata più di quella maggiore. Come spiegarlo?
D) Nel 1976 veniva comunicato (LE SCIENZE n.98, ottobre 1976, articolo di Gordon A. Thomas) che elettroni intrappolati a bassa temperatura nel reticolo di un cristallo di germanio si erano coagulati, formando delle "goccioline", che furono dette di "elettricità liquida". Nel 1989 protoni intrappolati a bassa temperatura nel reticolo di cristalli di palladio o di titanio si fusero in nuclei di elio o di trizio, creando lo "scandalo" della fusione fredda nella comunità scientifica mondiale. In entrambi i casi, in condizioni perfettamente analoghe, elettroni e protoni mostrano di non accorgersi dell’esistenza di una "barriera elettrostatica". La repulsione che fine aveva fatto?
E) Burst gamma: sprazzi improvvisi di raggi gamma che si accendono occasionalmente in tutte le direzioni dello spazio cosmico. Quasar: "oggetti quasi stellari", distanti miliardi di anni luce, ma dai quali proviene una quantità enorme di energia, troppo grande per la distanza. Sicché sono lontanissimi ma per l'energia che irradiano dovrebbero essere vicinissimi. Essendo così lontani, non possono essere che delle galassie: manifestano tuttavia delle variazioni di luce della durata di qualche anno. Ciò vorrebbe dire due cose: che il loro diametro misura solo qualche anno luce invece che le decine di migliaia di anni luce delle normali galassie, e che quindi sono un inimmaginabile concentrato di masse stellari; in secondo luogo, che nel giro di qualche anno si gonfiano e si sgonfiano come palloncini.
Qual è la spiegazione?