Lkl Skywalka

La Tamar-race

Ore 14.00, è una domenica qualsiasi, il vento è una lieve brezza, l’umidità atmosferica è nella norma. Luogo:un qualsiasi campo incolto, brullo e desolato in periferia. E’ ora di pranzo per gli esseri umani, non per l’homo demens. Il tamarrone si nutre di gloria, solo la fama può soddisfare le sue brame di popolarità (che, a rigor di cronaca, restano circuite nell’ambito tamarro). E’ l’ora delle gare di velocità per l’homo demens, non per gli esseri umani. Gli esseri umani si nutrono di cibo, alla facciaccia del tamarrone. Giungono i primi contendenti. Ecco Speedy-Peppe, vestito di tutto punto, come si conviene per un tamarro al passo con la moda. Faccia abbronzata, occhiali da sole (che celano il solito sguardo idiota); giacca grigia a 6 bottoni (rigorosamente aperta) stile Grande Marcia di Mao Tse-Tung;; camicia bianca (anzi abbacinante, per evidenziarne il contrasto con la pelle scura) con colletto lungo 2 decimetri abbondanti; pantalone a sigaretta blu con sobri (fucsia a pois gialli catarifrangenti) rinforzi di amianto all’altezza del ginocchio, per dare il massimo nelle pieghe estreme; scarpe rigorosamente dotate di zeppa, della misura bastante a permettere al tamarro di effettuare una schiacciata giocando a basket, senza però effettuare alcun salto. Nel frattempo è giunto un altro losco figuro, il leggendario Totore HP (leggi Salvatore Horse Power, un gaurro che in una vita precedente era un asino da soma), avvolto nella sua tuta Dainose (una lurida e psichedelica imitazione della famosa marca), tarlata e cadente. Ai piedi, comodi anfibi da corsa termo-isolanti. Giungono poi gli altri contendenti (le sciagure non vengono mai sole…). Tanuccio Mach-3, J.J. Carmine, Ayrton Scognamiglio, Gennaro ‘o Protossido, Pasquale detto Thunderbolt, Nicola Silver Wing, e Arturo o’ kamikaze, reduce da molte gare (purtroppo non ha ancora onorato il suo sopranome…). Seguono altre oscenità urlanti di cui non si conosce il nome. Gli atipici dragsters (parlare di vespe e motorini sarebbe improprio) sono schierati l’uno a fianco dell’altro in una tacita sfida di design e prestazioni. Ecco Nannina 3, l’alter-ego meccanico di Speedy-Peppe. Immaginatevi una comune vespa special, spogliatela della carrozzeria e sarete vicini. In pratica un sellino montato su uno spaventoso motore di derivazione ferroviaria. Il trionfo del rapporto design-prestazioni, col tecnologico telaio in carbonio messo a nudo, anche l’occhio vuole la sua parte. Unica concessione al lusso è il pedale del freno cromato e sagomato in modo da offrire all’orrida zeppa un’aderenza pressochè totale. Agli antipodi di Nannina 3, troviamo il bolide di Totore HP, il meraviglioso Titanic: "ho urtato ma non ho affondato" (NB: non ho sbagliato gli ausiliari, è questo il nome esatto della ex-vespa!). E’ l’estremizzazione della tamarraggine, il punto di non ritorno del kitsch, la materializzazione della pacchianeria più pura. La fiancata purpurea e lucente è costellata di led psichedelici che cambiano colore e intensità al variare della velocità, dell’inclinazione e del tasso di ubriachezza del tamarro. Le due manopole sono cromate, con impugnatura ergonomica e, soprattutto, sono dotate delle indispensabili frange di pelle, necessarie a frangere il flusso aerodinamico in corrispondenza delle mani. Triplo faro anteriore, luci di stop multiple e, innovazione geniale, un faretto bluastro dedito all’illuminazione esclusiva del cerchione posteriore (ndLkl: ci crediate o no, esiste davvero dalle mie parti!). E’ una festa di colori, nonché un generatore di figure di cacca mobile. Potrebbe sembrare in svantaggio rispetto alla più leggera Nannina 3, ma il "Titanic e vecchi merletti" sopperisce allo svantaggio dato dal maggior peso con un motore dalle prestazioni pressochè incredili. Ecco le schede tecniche dei due veicoli: Modello:Nannina 3Titanic Motore/i:1 turbina Heidelberg2 Rolls Royce – Boeing Potenza massima (in kw):150620 Peso a secco (in kg):55340 N° marce6Cambio automatico Accelerazione da 0 a 100 kmh:2" (dato dichiarato dal proprietario)2.8" (come a sinistra) Velocità massima (in kmh):210 (come sopra)300 (come sopra e come a sinistra) Gli altri veicoli sono accomunati da prestazioni simili (mi sembra inutile aggiungere che tali dati sono il frutto di una stima arrotondata per eccesso dagli sciagurati) e da simile squallore estetico. Abbiamo Garelli ultra-elaborati con serbatoio aggiuntivo per creme solari e gel; Lambrette rimodernate e anabolizzate con pedale del freno a zeppa incorporata (il proprietario calza infatti una sola scarpa, la sinitra); un Apecar con due sole ruote, col gigantesco motore diesel stipato nel cassone (lo strambo veicolo procede perennemente impennato sulle due ruote posteriori); bighe che, al posto della classica pariglia di cavalli, montano un motore applicato sulla ruota di una carriola; vespe con propulsione a uranio decaduto; gigantesche zeppe monoposto sospese su cuscini d’aria a mo’ di hovercraft; anfibi monoposto sospesi anch’essi dal suolo grazie a un fenomeno di magnetismo che i normali umani ancora non conoscono (è stato inventato da Tonino Fornacella, noto preparatore nonché inventore di fama rionale); altro, altro ancora… Il calendario di oggi era particolarmente ricco, ma quando in campo ci sono uomini (?) come Speedy-Peppe e Totore HP, l’attenzione generale non può che essere focalizzata su di loro. Come si dice, quando la gara si fa tamarra, i tamarri iniziano a gareggiare… e gli altri a guardare. Messi da parte i vari trabiccoli, gli astanti si accomodano sui piccoli rilievi, quasi colline, di immondizia e putridume sparsi un po’ ovunque, trovandosi perfettamente a loro agio, come se fossero a casa loro. Una specie di sabba tamarronico in piena luce del giorno, che farebbe impallidire la più truce delle messe nere. L’orda grida, si dimena freneticamente, il terreno già polveroso diventa un pantano, inzuppandosi del sudore dei fetentissimi astanti, ormai in preda all’eccitazione più assoluta. I due contendenti si fanno avanti, il loro pubblico impazzisce, cerca di sottrar loro parti del corpo da conservare come reliquia. Gli acerrimi nemici giungono quasi del tutto incolumi alle loro moto. Salgono in sella, in un tacito e discreto amplesso (i tamarroni amano le loro moto più delle cozze, che amano a loro volta accoppiarsi con altri tamarri, rendendo l’homo demens homo molto ma molto cornuto). Ecco una sgasata di Totore HP, seguita da uno sguardo rapido con la coda dell’occhio all’antagonista: vorrebbe vedere l’espressione del terrore dipinta sul suo volto. Ma quest’ultimo, purtroppo per lui (e fortunatamente per noi!), è nascosto da una specie di casco di chiara fabbricazione artigianale, rigorosamente nero e "abbellito" da alcuni raffinatissimi tribal argentei, nonché da un adesivo dell’asso di bastone e un altro di Bruce Lee che impugna i nunchacu . Speedy-Peppe non ha paura, non ne ha mai provata alcuna (i tamarri sono capaci di provare sentimenti come un Nexus-4 rottamato). E risponde. Risponde alla sfida sgasando come un imbecille assoluto, quindi facendo fede alla sua natura. In un vortice di accelerazioni e tamarrate, lo spiazzato si riempie di esalazioni nocive e gas di scarico colorati, mentre i due idioti esauriscono il loro primo pieno di benzina. Effettuato il rifornimento al volo, i due si apprestano alla sfida vera e propria. E’ uno scontro tra due mezzi agli antipodi, due filosofie di guida, due generazioni (Totore HP potrebbe essere il padre di Speedy-Peppe), due dementi. Ed ecco che dagli improvvisati spalti si alza una cozza, anche se il termine più appropriato sarebbe "vrenzola" (chiara l’origine campana del termine, traducibile pressappoco con "donna o ragazza sporca, brutta, volgare ignorante e di facilissimi costumi). E’ orrida fasciata in quegli orribili abiti con sfumature che spaziano dal giallo urina al blu elettrico, passando per l’arancione di una zucca putrescente. Sì leggera, sembra che voli: così goffa, sembra che stia per precipitare dall’alto delle sue zeppe (scegliete voi la frase che ritenete appropriata, cioè la seconda). Si pone tra le due moto, con in mano un fazzoletto sporco di muco. Poche chiacchiere: alza la mano, il fazzoletto inizia a dispensare muco senza parsimonia. Poi, con un sinuoso movimento del polso, dà il via alla tenzone. Un boato terribile sovrasta qualsiasi suono nel raggio di 3 chilometri. La nube tossica stile "Chernobil ‘86" inizia a dissolversi rapidamente, lasciando intravedere una prima, agghiacciante scena: la cozza che ha dato il via ha pagato con la vita. Travolta dai due bolidi, è ormai un groviglio di viscere, zeppe, frattaglie e calzoni elasticizzati blu. Molte altre cozze avrebbero voluto essere al suo posto. Pazienza, sarà per la prossima volta… Intanto i due sono già lontanissimi. Speedy-Peppe è avanti di due misure, ma Totore sta rimontando: i 620 cavalli dei suoi due motori iniziano a scatenarsi, sono al punto di massimo rendimento, la coppia motrice sta per raggiungere il suo culmine. Ed eccone i risultati: i due si affiancano. Ancora una volta, Speedy-Peppe sfrutta la maggiore agilità della sua Nannina nel tratto curvilineo del tracciato, Totore HP accusa uno svantaggio consistente. Passa all’azione. I suoi sporchi trucchi stanno per essere messi in atto. Ed ecco un sputazzata rotante: colpito alla visiere del casco, Speedy-Peppe brancola nel buio. Totore si fa sotto, infierisce sul nemico con una serie di insulti a ricerca calorica, seguita da una scarica di randellate a carica esplosiva. Peppe tenta il tutto per tutto sfruttando il suo asso nella manica: il protossido d’azoto. Sta per premere un anonimo bottoncino mimetizzato sul pianale. Qualcosa lo trattiene. Non ha mai usato una simile scorta d’energia. I tamarri continuano ad urlare, offrendo uno spettacolo simile a quello di una bolgia infernale. Urla blasfeme si levano dalle disgraziate corde vocali degli sciagurati. Peppe indugia. Temerebbe le conseguenze, se solo sapesse cosa significa conseguenza. I demoni urlanti continuano la loro opera di sgretolamento dei timpani, Peppe è sotto pressione, sta sudando come un cotechino in una pentola piena d’acqua bollente. Il dito inizia a tremare, la vespa sobbalza, e perde aderenza, a differenza del dito, che va ad aderire alla perfezione sul pulsante. I post-bruciatori si attivano, la spinta è impressionante, la vespa schizza sul lato sinistro della strada, investendo il Titanic, che si accingeva a portarsi in prima posizione. I due vengono sbalzati dalla sella, anzi, in teoria dovrebbero esserlo: in pratica Peppe rimane impigliato nel pedale del gas sagomato, mentre Totore è in pratica avviluppato nella carenatura del Titanic. Il risultato finale è che i quattro (piloti e mezzi) sorvolano il campo librandosi in volo, procedendo poi per forza d’inerzia fino alla discarica comunale, ove rimarranno sepolti per 10 giorni. Le loro condizioni sono critiche: polsi spezzati, frattura dell’osso sacro e dell’osso profano (l’homo demens possiede un osso in più rispetto all’homo civilis: interessante notare che anche a livello fisico ci sono differenze tra i due ceppi). Intanto nella lurida arena, è scoppiata una rissa: le due fazioni di tamarri (i fans di Speedy-Peppe e quelli di Totore HP) iniziano a lottare barbaramente tra di loro per decidere il vincitore. Perché questa mischia? Semplice. Oltre a motivi affettivi (?), ci sono ovvi motivi economici. Perché un tamarro dovrebbe assistere ad una simile gara ritardando il pranzo domenicale? Semplice, perché va a scommettere sulle vincite! Ora, essendo oltremodo dubbio e fumoso il responso, i tamarri iniziano a comunicare tra loro servendosi del loro unico metodo di comunicazione: le mani. E’ un orgia di calci, pugni, insulti improponibili, ginocchiate, capatoni (ossia testate in pieno volto), calci volanti e altri colpi proibiti. E’ l’evoluzione naturale, il più forte sopravvive. Il numero degli spettatori si riduce di un buon 50% (l’altra metà ha perso la vita). Il mondo ha perso (fortunatamente!) una 20 di individui inutili che non fanno altro che affollare la superficie terrestre senza contribuire minimamente ad alcunchè di utile. Sono le 14:04 (ebbene si, in genere il tutto si svolge in tempi rapidissi), inizia la diaspora. Alcuni gaurri si ritirano a casa distrutti per rifocillarsi. Gli altri, gli sportivi più accaniti (il Tamar-Racing condivide col calcio il titolo di sport ufficiale dei tamarri). Un'altra domenica sta per finire. Dopo pranzo e pennichella, il tamarro dà il meglio di se praticando l’antica arte dell’acchiappanza (traduco: tacchinaggio), inseguendo per le strade cittadine le cozze più appetibili e ricercate. Ma, come direbbe Conan il Barbaro (che, al cospetto di un qualsiasi tamarro, verrebbe scambiato per un Lord inglese tra i più raffinati e nobili ), questa è un’altra storia… Un momento, non è finita ancora! Peppe e Totore che fine anno fatto? Sono semplicemente diventati due leggende metropolitane viventi: i tamarri che sopravvissero dieci giorni sommersi da tonnellate di rifiuti putridi cibandosi di scarti rancidi e bevendo il succo appiccicoso prodotto dalla fermentazione dell’immondizia… Furono ritrovati dagli studiosi dell’Università di Bologna alla ricerca delle forme di vita che trascorrono l’intera esistenza nei sopravanzi della civiltà modena.


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