Lkl Skywalka

Al Cinema

Il cinema è il peggior luogo ove assistere, in tranquillità, ad un film. Potrà sembrar blasfema osservazione agli amanti del grande schermo... Se davvero volete godervi un film, comprate il dvd e lasciatelo girare in un sistema adeguato.
Vi siete mai soffermati sulla fauna che popola la sala? Credo che vi sarete stati costretti... Riassumiamo, quindi. Entri al cinema, fai il biglietto e già ti rovini la successiva visione, considerando il prezzo estremo dei biglietti in Italia, specie se rapportato alle strutture, in parecchi casi,disastrate almeno quanto Berlino alla fine della seconda guerra mondiale. Se non di più.
Ti siedi in sala, corri per occupare il posto al CENTRO ESATTO della sala, onde usufruire di eventuali effetti di suono avvolgente (dalle mie parti lo standard che va per la maggiore è il mono con l'emulazione stereo: per ricreare il surround, il gestore del cinema si pone alle spalle degli spettatori producendosi in rumorosi peti, così forti da giungere sino alle prime file, ovvero quelle che costringono gli occupanti alla paralisi cervicale nei casi di film abbastanza lunghi). Invece di esser circondato dal suono, sei circondato da una massa di individui accorsi per motivi ben diversi dalla visione del film che, per quanto gli riguarda, potrebbe essere indifferentemente "Non aprite quel cancello sul vialetto che porta alla casa di Mary" oppure "Le venticinque dita della mano sinistra della violenza nell'ultimo combattimento di Cheng". Abbiamo i tamarri e gli ironici. Urlano, rumoreggiano e spetazzano, se non con il deretano, almeno con la bocca, scambiando fischi per fiaschi e facce per cu...riose imitazioni del sederino. Del tamarro al cinema, ne ho già discorso in separata sede, quindi non mi sembra il caso di rievocarli, in quanto non son poi così masochista quanto mi si crederebbe.
A destra, siedono gli amanti irriducibili. Ovvero le coppiette così unite tra loro (ma sarà poi vero?) che non possono restare più di un secondo senza dire "Cicci ti amo"e "Poppi, sei la mia maschera da saldatore in un giorno di piena eclissi solare". Alle suddette frasi sceme, seguono i rumori dello sbaciucchiamento. "Pchu", "Pcha". Ti volti e nell'oscurità vedi lei che guarda il suo amato (pensando all'amante e a ciò che combineranno quando lui non ci sarà...) totalmente dimentica del film, gli occhi persi nelle sue orecchie (in genere lui, che sborsa i quattrini, è costretto guardare, onde evitare che il salasso pecuniario si risolva senza produrre alcun fine). E tu, che vuoi DAVVERO guardare il film, che scagli l'anatema: "Possano codeste due metà dello stesso paio di co@@@oni ritrovarsi in un albero a ore dopo la visione del film. Possa lui scoprirla frigida e possa lei scoprirlo impotente. E che possano far la fine degli amanti di Verona, ovvero giacere nella comunione della morte."
Gli affamati. Vanno al cinema armati di patatine, crackers, popcorn e qualsiasi altra cosa faccia rumore. Nel film il dialogo è soltanto sussurrato. Al momento della rivelazione fatale, la solita patatina che fa crick o che fa crock. E tu che scagli l'anatema: "Possa il suono dello schianto della tua sciagurata spina dorsale giungere al mio orecchio, in una mortale imitazione della stessa patatina che, per voler del fato avverso, non ti è andata di traverso, conficcandosi nella tua gola all'inizio della trachea, tappandoti le respiratorie vie. Quella stessa patatina che, per suprema disgrazia, non ti ha lacerato l'esofago lasciando il tuo stomaco a empirsi di sangue, lo stesso sangue che poi avrebbe continuato la sua corsa fuoriuscendo dal buco gemello della tua bocca, agli antipodi della stessa posto."
Il cinemagico (figura in genere assimilabile al saputone o tuttologo, come oggi si suol dire). Colui che di cinema sa tutto, almeno crede e vuol far credere. "Questa scena me ne ricorda un altro a cui assistei in una retrospettiva-introspettiva in quel di Budapest, era il 1983... Che bel momento fu, per la settima musa..." E continua... "Hai visto l'inquadratura dinamica, l'anastomosi delle sottotrame che si ramificano per poi incontrarsi, gli occhi della madre, le orecchie del padre, le narici dello zio, la fi...stola della figlia...". E voi, come di solito, a scagliar l'anatema: "Possa codesta musa, che tu tanto acclami, funger da te come Parca, recidendo il malnato filo che ancor ti lega alla terrena dimora. Possa tu perire, in questo stesso istante e in questa stessa sala, offrendo agli spettatori sì macabro spettacolo, si godibile scena!".
I perspicaci. State seguendo un thriller, un horror, o meglio ancora, un thriller-horror. A fianco è seduto un perspicace. Quasi un preveggente... E' lui l'assassino, dice. Ed è il primo personaggio a comparire nel film... Ne compare un secondo. E' lui questa volta, ne sono certo... E così via: indica TUTTI i protagonisti e le comparse come assassini. Quando alla fine il mistero viene risolto, lui, raggiante esclama: "LO AVEVO DETTO, LO SAPEVO SOLO IO!!!!". E voi a lanciar l'anatema: "Possa tu, all'uscita del locale, esser vittima di uno scambio di persona da parte di una calca intenta ad un linciaggio. Possa tu esser smembrato in minuscole parti, possa la moltitudine esser così numerosa che irriconoscibile possa apparire ai miei occhi colui che ti ha assestato il corpo mortale".
Poi c'è un ultima categoria. Quello che va al cinema per guardare il film in santa pace, senza fiatare e, nel baccano e nella confusione generale, si rodono il fegato per le mille e più distrazioni. E voi, a scagliare l'anatema: "Possa tu andare sempre al cinema, se tanto il cinema ti piace. E possa tu trovarvi sempre le stesse tipologie umane".
Io faccio parte dell'ultima categoria.


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