E. by T.A.

E. by T.A. Story

E. by T.A. Story. Per la prima volta dopo più di 15 anni di ricerca sull’espressione artistica provo a tracciare un curriculum della mia attività o meglio artività. Mi incuriosisce vedere cosa può risultare, all’interno di un curriculum, di un arte che in oltre tre lustri non ha quasi mai prodotto oggetti o comunque mai manifestato valore di scambio al loro interno. Io sono Cristiano Mario Sabbatini e questa è la mia storia, il mio curriculum.1986-1990: Sono gli anni che vanno dagli Studies of Visual Philosophy al mio primo libro Carlo Mancini (abbozzo di un protoavatar come si potrebbe definire oggi). Questi due lavori sono conservati on-line presso rispettivamente: http://groups.msn.com/arteecomputer/ebyta.msnw e su http://www.neteditor.it/ (facendo una ricerca in questo sito sul titolo del lavoro o sul mio nome). Negli Studi di filosofia visuale con i primi software di grafica disponibili tento di dare forma al sistema di simboli e immagini del mio linguaggio interno quando in maniera contaminata elabora concetti. Raffiguro per dirla con Deleuze i miei piani di immanenza e il loro intersecarsi. Mi pongo in questi lavori i primi quesiti relativi al percorso che seguirò negli anni successivi: il rapporto tra conoscenza ed espressione artistica, i limite che a questa impone una società basata sulla divisione del lavoro, una domanda mi pongo in continuazione: è possibile realizzare qualcosa di veramente innovativo, rivoluzionario a livello artistico senza dare il benché minimo peso all’aspetto formale-oggettuale con cui questo processo si concretizza? 1990-1993: AM3000 ovvero il Distretto Industriale di Pensiero! E’ agli inizi degli anni novanta che ho l’occasione per mettere in pratica quanto andavo elucubrando: grazie ad una coppia di giovani mecenati interessati alle mie idee creo AM3000 apparentemente una società a tutti gli effetti per la promozione di artisti emergenti e quant’altro. Il numero 3000 dopo la stringa AM sta a significare il salto temporale con cui vogliamo affrontare l’avventura: non è lo studio delle tendenze del millennio prossimo futuro che ci interessa ma saltiamo direttamente ad immaginare quello successivo ancora. Invece di impiegare i mezzi raccolti grazie all’iniziativa per promuovermi mostre, eventi ecc. ecc. decido di operare la mia arte nei consigli di amministrazione di questa società appena costituita e di provare a nidificare le mie riflessioni estetiche all’interno degli artisti che decido di promuovere con l’attività di AM3000. E’ un Distretto Industriale di Pensiero quello che voglio far diventare realtà. Una realtà anche economica immediatamente percepibile fuori dalla divisione del lavoro imperante in questo ultimo decennio di XX° secolo. Delle tante iniziative promosse in tre anni da AM3000 mi piace ricordare quella realizzata con Enrico Manera nel corso del 1993 ‘Sunset Boulevard’ presentata e sponsorizzata dalla Galleria D’Arte Moderna di Roma ‘La Gradiva’. A tutte le iniziative promosse da AM3000, nei miei tre anni al suo interno, aderiranno sempre la Galleria d’Arte Moderna ‘Margutta 9’ di Roberto Alessandri (storica galleria dei cosiddetti artisti della scuola di Piazza del Popolo) e la Galleria ‘Il Labirinto’ di Roma diretta dal Prof. Franco Valente editore tra l’altro della rivista ‘Il Bimestre’ fondata da Giovanni Sinisgalli il maggiore poeta romano del dopoguerra. Una crew di tutto rispetto per le mie iniziative da IV° millennio. 1994-1996 Prosegue senza soste la mia esperienza di nidificazione nell’espressione artistica degli artisti che vengo a conoscere e con le realtà economiche che coinvolgo in questo processo: con Enrico Manera sottoponiamo a revisione estetica tutta la pittura dal ‘300 in poi utilizzando per gli studi preparatori i primi software di un certo livello a disposizione (relativi a questo progetto sono i miei studi ‘Techno Eteronimies’ e ‘Acid Portrait’ realizzati in maniera interamente digitale); insieme allo staff di Margutta 9 imponiamo all’attenzione del mercato e della critica numerosi artisti primo fra tutti Emilio Leofreddi. Da parte mia verso la fine del 1996 sento che è ora di sottoporre a revisione la mia conoscenza rispetto alle possibilità che già comincio ad intravedere riguardo l’uso della tecnologia nell’espressione artistica.1997-1999 Internetwork la Rete entra nel mio Distretto Industriale di Pensiero_Insieme a due giovani laureandi in informatica do vita ad uno dei primi Internet Service Provider del Centro Italia, credo che esisteva già solo Flash Net in questo mercato allora. Sentivo forte nonostante le mie buone basi di logica matematica ed informatica la mia inadeguatezza rispetto alle potenzialità che questo nuovo media offriva alla mia sperimentazione. Insomma volevo sapere in dettaglio la differenza tra un modem e un gateway, a parte gli scherzi, volevo appropriarmi interamente delle conoscenze attraverso le quali far vivere dentro questo nuovo media il mio Distretto Industriale di Pensiero.Internetwork fu il mio master di studio ed approfondimento riguardo ad Internet. L’impressione che ho appena visitato il cyberspazio è simile a quella di Joe Pesci quando nel film Casinò vide Las Vegas per la prima volta. Visto il film? Mentre mi approprio di questo nuovo linguaggio attraverso Internetwork scrivo il mio secondo libro ‘Voglio Essere Una Fabbrica’ (V:E:U:F: per gli amici) pubblicato on-line sul portale letterario torinese Crofiz http://194.243.76.23/crofiz/2-narrativa/voglioessereunafabbrica.html e la galleria Margutta 9 presenta i miei primi CD-rom modificabili. Fino ad allora avevamo utilizzato supporti digitali solo per l’autentica delle opere, in questo caso, per la prima volta, i CD-rom sono l’opera stessa e il plotter relativo realizzato su canvas l’autentica. Nasce E. by T.A. 1999-Marzo 2002: E. by T.A. ovvero Essere BY Tanto Arrabbiato_E. by T.A. la sigla con la quale dal 1999 firmo tutti i miei eventi di arte partecipata non si discosta dalle altre realtà rizomatiche nate più o meno contestualmente nella rete in questi anni. Si intreccia con esse, fuori e dentro la rete, fa parte di un network orizzontale che in rete e nel territorio non perde occasione mai di dare vita a momenti di artività partecipata. BY il mio avatar, nik affibbiatomi mentre gironzolavo in Hyde Park e in alcuni canali Irc in cerca di stimoli creativi, non potrebbe meglio definire il mio ruolo al suo interno: così come sta per attraversamento nella lingua inglese così io attraverso, penetro, nidifico tutte le mie ricerche all’interno di questa sigla e delle realtà con le quali entra a contatto. Il mio dissolvimento al suo interno è totale, antinarcisistico per eccellenza, contro ogni stile. Se dovessi rimarcare appena una peculiarità di E. by T.A. rispetto alle altre realtà presenti in rete posso dire che E. by T.A. è sempre e solo lavoro, espressione artistica ricomposta, non assoggettata alla divisione del lavoro oltre che autogestione e tutto il resto.Contro chi è arrabbiato BY? BY è contro il copyright che limita la diffusione della conoscenza e la circolazione delle idee (che ovvietà ormai); BY è arrabbiato contro tutte le ipotesi di maggioranza che in qualche modo estromettono la partecipazione al vivere sociale del diverso pensare.E. by T.A. è una palestra, un laboratorio dove si tende ad abolire le classi e predilige pescare nei Bronx net-territoriali piuttosto che nelle accademie, dove la conoscenza si organizza immediatamente come un differente modo di produzione di valore d’uso.Cosa abbiamo prodotto in questi anni:CINESTASI (1999-2000) un fotoromanzo virtuale che ha coinvolto nella sua realizzazione più di mille persone in rete e fuori; Virtual Tattoo (2001) un processo di decorazione virtuale dei nostri corpi avvenuto mediante lo scambio di storyboard reciproci attraverso la rete; American Heroes Random Potatoland (2001) costruzione di avatar attraverso la cattura random di particolari vari del cybercorpo e riliofilizzati in rete; Amazonia (2001): frattalizzazioni di immagini recuperate e scambiate attraverso la rete riguardanti gli indios dell’Amazonia; http://groups.msn.com/arteecomputer/ebyta.msnw A maggio 2001 aderiamo a Utopia un portale internazionale di cultura underground che dà luogo a una collaborazione, con una giovane artista anche lei parte del progetto, denominata BY from Skorpi una serie di elaborazioni digitali realizzate a mano dell’avatar BY e ivi pubblicate http://members.xoom.it/_XOOM/UtoRec/code/members-008.htm 4 album di musica partecipata autoprodotta e distribuita gratis su http://stage.Vitaminic.it/e._by_t.a..To Marry the Gang (1999)_Isomorfina Base (2000)_Anymore Sends Mail (2001)_H.C.E. (2002) rielaborazione in musica dell’omonimo testo di Joyce;Videoclip e mediometraggi: Viaggio in India (1999) reportage sugli emarginati delle metropoli indiane e con la loro partecipazione diretta al momento creativo riconvertito anche in formato AVI e pubblicato on-line su Utopia; Sinfonia delle acque ed Equivalenze Estetiche (1999) clip in formato MPEG elaborazione e ricontestualizzazione applicata ai nuovi media della cinematografia di Sergej Eisenstein; Sciuscià è falso (2000) : intervista realizzata con videocam digitale e piano macchina a 16noni ad un testimone vivente della realtà dei carceri minorili subito dopo il dopoguerra; Arresti domiciliari di un tifoso: videoclip di 3 minuti sulla giornata di un tifoso costretto a rimanere a casa prodotto per la partecipazione al festival Videorome 2001 promosso dalla Ass. Culturale Arcipelago; Pubblicazione de ‘I Corpi Artista’ (2001) testo collettivo in cui si fa il punto di tutta la nostra sperimentazione effettuata in questi anni, pubblicato in tutti i siti anche esteri che ci ospitano http://www.the-void.ws/display.php?id=707 Ultime: pubblicazione su Crofiz del saggio collettivo ‘Considerazioni inattuali post Nietzsche’ ; Realizzazione di ‘netspace’ studio estetico di scenari e corpi virtuali in forma statica e video, insieme al videomaker argentino Gabriel Rapetti ed edito nelle sue pagine web http://www.mediagab.it/ _Il nostro prossimo obiettivo rendere più integrata la nostra artività in rete attraverso E. by T.A. network!


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