E. by T.A.

The Network Structure

1_Artisti-spettatori: di che e di che cosa?(Punto di vista su un dibattito in corso in rete sulla fase attuale di definizione della net-art ).Sono preoccupato..per modo di dire. E’ quasi scontato ormai sostenere tesi relative all’interattività dell’opera d’arte o dir si voglia oppure richiami relativi all’uso della tecnologia e della rete in particolare, ai fini di una espressione artisticadall’aspetto formale innovativo. E’ talmente intuibile che, ormai da tempo. da parte delle strutture accademiche, della critica e da tutto il resto dell’establishment corrente si nota una affannata rincorsa al tentativo di storicizzazione di questo nuovo modo di fare arte. Scopriamo ad esempio che all’università di Bologna ci tengono molto a sottolineare la differenza tra net e web-art e che non poche sono state nel corso di questo seminario tenuto li dalla prof. Manuela Corti le tesi a favore di una catalogazione precisa dei net-artisti ed in generali della necessità di porre a formattazione questa che è ormai una tendenza innegabile dell’artedi questo inizio di nuovo millennium. Altresì DeKerckovhe ci spiegada anni come il fare arte si sia spostato indefessamente dalla partedel fruitore dell’opera e di come questo sia stato possibile solograzie alla rivoluzione informatica e alla diffusione della suatecnologia. Veniamo a sapere della grande performance degli o1.orgche per primi hanno scardinato con i fatti un sistema di locazionedell’opera d’arte nella rete ingiustamente coatto ancora sottol’egida del copyright: ragazzi verrete ricordati dalla storiaindubbiamente…per avere fatto quello che ogni bravo script kiddieche si rispetti fa + o meno da dieci anni nella rete in ogni partedel mondo e per gli stessi motivi..a voi la medaglia d’oro ve lameritate comunque. C’è solo un particolare però da ricordare e cioèche nonostante tutti questi affannosi tentativi di tracciare unalinea di demarcazione che faccia dell’uso della tecnologia in arteil confine tra un modo nuovo di concepire l’espressione artistica oartivistica ed uno vecchio e vetusto, il problema non è cosiriassumibile: l’uso o meno della tecnologia non demarca il vecchio eil nuovo nemmeno per un po’. Ci sono forme di ‘artivismo’ipertecnologicizzate che fanno e faranno sempre riferimento ad unavecchia logica schiava del profitto e dell’establishment e che daquesta verranno sempre sussunte nonostante le eventuali medaglied’oro assegnate e forse proprio in funzione di questo canto dellesirene.Non mi fraintendete eh…voglio approfondire quanto ho affermatopremettendo che nella mia prima comparsa in una galleria ho fattodei plotter le autentiche dei cd-rom modificabili da chiunque in cuierano contenuti i file dei plotter realizzati; che di tutti iprogrammi di grafica ho sempre preferito The Gimp che èpersonalizzabile dalla sorgente; che non ho mai per scelta impostonessuna forma di restrizione alla diffusione e alla modificazionedei miei lavori partecipati, ‘artivistici’ se volete; per nonparlare del copyright alla cui demolizione ho perfino applicato imiei studi di logica matematica e che dulcis in fundo liofilizzotutti i miei lavori nella rete. Detto questo…preme riprendere ildiscorso. L’uso della tecnologia non comporta di per sé nessun saltoqualitativo nel fare arte per un semplice motivo: poiché per quantopossa costituire di per sé novità se installata all’interno di unaconcezione dell’espressione e del suo venire alla luce ancoracatechizzata dalla vecchia logica della storicizzazioneindividualizzata, del profitto, delle strutture accademiche,dell’assegnazione di meritocrazie falsamente anonime tutt’alpiù puòcostituire solamente mera novità formale e non prefigura solo perquesto un nuovo modi di sentire le cose. Seppure ne può esserepremessa come sussunta e tentata di storicizzare viene meno alla suanovità sostanziale che oggi al di là di ogni aspetto formale chel’opera d’arte assume non può prescindere dal suo contenutoemancipativo, partecipativo, abolitore delle differenze sociali etraduzione istantanea di una qualità di pensiero che non ha bisognodi trafile accademiche per autoreferenziarsi, per essere cioèqualcosa di immediatamente diverso dalla parola, dall’immagine,dall’aspetto formale che di volta in volta può assumere, noninglobabile anche nella forma più tecnologizzata della old economy .In una società che è completamente impermeabile alla parola, che ècostituita da un nocciolo cosi radicato ed efficace di sussunzionedi ogni istanza un’arte che si rivolga solo all’aspetto formale perquanto innovativo e tecnologicizzato possa essere è destinataautomaticamente ad essere riassorbita e anodinizzata all’internodella old economy travestita da new: è improbabile parlare dirizomie estetiche con alle spalle la Fondazione Rockfeller. Inquesto senso oggi l’uso della tecnologia in arte e dellainterattività solo formale rischia di essere il vestitino buono conla quale la old economy vuole ricomporre e sussumere al suo internotutte le istanze di vero rinascimento che in questi anni in manieraveramente rizomatica anche rispetto alla tecnologia sono venute inmaniera cosi diffusa prepotentemente alla luce. La domanda correttaall’interno della quale semmai collocare l’essenzialità dell’usodella tecnologia e delle rizomie applicate all’espressione‘artivistica’ è questa: è possibile praticare un’arte che senzadestinare all’innovazione solo formale il benché minimo interessepossa veramente definirsi preludio e ricerca costante di un nuovomodo di sentire le cose, di progettarsi, di ricomporsi comeindividui e collettività dalle atroci parcellizzazioni prodottedalla divisione del lavoro? Bene, vi dico che nei veri Bronxrizomatici, net-territoriali siamo pronti e sperimentiamo da anniun’arte di questo tipo e che possiamo continuare a farlo anche se cispegnessero di colpo tutte le work station di cui disponiamo!Abbiamo museizzato e assimilato fortemente dentro di noi lapossibilità di un’arte del genere che fa del senso di partecipazionee rimozione dei patterns culturali impostici il metro con cuivalutare il reale valore estetico di ciò che facciamo. Il nostro +brutto evento dal punto di vista formale ha + contenuti estetici,sociali e per di + economici del vostro + bel carosello 3d: èautogestione, pratica artistica che diventa immediatamente distrettoindustriale di pensiero, è new economy perché è pratica istantaneadi un modello di relazionarsi che può fare già da adesso a menodella divisione del lavoro, del ricorso allo stile individuale eall’assegnazione di medaglie. Non siamo ne artisti ne spettatoriperché stiamo costruendo delle realtà tangibili in cui questi duetermini non hanno + senso di esistere. Non vogliamo ne assistere nepartecipare alle vostre storicizzazioni e alla vostra vecchia realtàtravestita: sappiamo che è inutile!, salita sul carro dellatecnologia solo per cercare di riciclarsi e imporre di nuovo lestesse gerarchie e lo stesso modello di società, vecchio e soloapparentemente afflitto da dromologia in effetti non può maidefinirsi veloce un sistema in cui la qualità di pensiero per essereevidente deve prima tradursi nei vostri patterns, checcè ne dicaPaul Virilio! Aspiriamo a qualcosa di + che alla assegnazione diqualche medaglia o all’invito di qualcuno di noi in qualche museodelle multinazionali! Ci interessa rinominare tutto da capo.Aspiriamo ad una umanità diversa, da costruire immediatamente neinostri network e Bronx, dove ci avete cacciato e dove per quanto miriguarda sono felice di stare! Sono fiero di essere un der arbaiter,di vivere e fare arte nel mio distretto industriale di pensiero, inmezzo alla mia gente, di aver distrutto ogni legame con la vostracultura anodina, seminatrice di ogni servilismo, individualismo eguerra.Felice tuttavia sono anche quando vedo i vostri tentativi di correredietro alle visitine che ogni tanto qualche script kiddie vi fa: èdivertente seguire come cercate di rincorrere la qualità di pensieronel tentativo utopistico di dargli un nome, una storia ed unbavaglio! Ma vedete come è la dinamica? Voi cercate di storicizzarel’uso della tecnologia nell’espressione artistica noi ci stiamo giàprogettando per farne anche a meno!2_ Errata Corridge or Push and JobIn uno dei poscritti del mio lavoro I Corpi Artista dal titoloCromo Veri Somi mettevo in evidenza una strana e per me affascinanteforma di analogia tra la Tmesi (una figura retorica classicaestremamente in disuso nel linguaggio corrente) e il Push and Job.La Tmesi consiste nella cesura centrale della parola che rappresentail soggetto di una preposizione semplice che viene completata dellaparte di sillabe mancanti subito dopo l’aggettivo della preposizionestessa; proprio come nel caso di Cromosomi Veri che per mezzo dellaTmesi diventa Cromo Veri Somi: il titolo del poscritto in questione.E’ una figura retorica che può essere applicata anche a preposizionicontenenti predicato verbale e avverbio o cadere sull’aggettivoinvece che sul soggetto (nel caso precedesse qust’ultimo), insommaoperando una forzatura sull’uso che di questa figura retoricafacevano i Latini ho ragionato sulle possibilità estetiche di questafigura oltre che sulle analogie con il Push and Job. Tanto è veroche titolavo il poscritto con Cromo Veri Somi e lo chiudevo conInnanzi Prendo Tutto ovvero la Tmesi di Innanzitutto prendo.Per chi non ha familiarità con la Logica e i sistemi formali[l’inciso sulla Tmesi invece è dedicato a chi invece possiede basidi Logica ma non ha familiarità con le figure retoriche classiche] equindi non può scorgere la chiara assonanza tra Tmesi e Push and Jobchiarirò brevemente il significato di quest’ultimo.Sia Push che Job sono due comandi che si usavano nell’ILP unlinguaggio di programmazione in voga negli anni ’50 tra iricercatori che sondavano le possibilità di realizzazione su baseformale dell’Intelligenza Artificiale. Quando il linguaggio trovavala riga Push significava che doveva interrompere le operazioni chestava eseguendo mettendole in una memoria chiamata Pila e cominciavaa svolgere un'altra serie di operazioni fino a che incontrava laRiga Job che indicava che doveva ritornare al punto delle operazioniprecedente la riga Push e terminare la loro esecuzione. Per rendereancora più chiaro il concetto si può semplificare che, memoriastorica dell’ILP e del Push and Job in particolare, sono tutte leoperazioni che facciamo quotidianamente con il nostro Pc ogniqualvolta salviamo un file poi lo modifichiamo senza che ciò cipiaccia e ritorniamo di nuovo all’ultima versione salvata oppurequando modificata una immagine o un testo con le modalità Undo (cioèannulla) facciamo ritornare indietro l’elaborazione fino allaversione del testo o dell’immagine a cui volevamo risalire: tuttequeste operazioni formalmente non sono nient’altro che dei Push andJob.A questo punto veniamo all’assonanza che mi appassionava e per laquale scrissi il poscritto. Dopo quanto detto dovrebbe essere giàchiara eppure proviamo a visualizzarla:CROMOpushVERIJobSOMI oppureINNANZIpushPRENDOJobTUTTOCioè se cromosomi o innanzitutto o tutte e due insieme invece diessere parole di due preposizioni fossero state stringhe comandodell’ILP si sarebbe potuto produrre la TMESI o le due con i Push andJob. Eppure non mi risulta che i Latini avessero particolareconfidenza con i sistemi formali e vieppiù con i linguaggi diprogrammazione dei calcolatori.Usavano da quanto si sa questa figura retorica solo in funzione diparticolari gradevolezze metriche del verso o della prosa ma chissàseppur inconsapevolmente quanto il loro sistema di simboli presentinel loro apparato neuronico, che di certo non differiva dal nostro,abbia influito in quella che per loro fu soltanto una sceltaestetica di stile delle parole. E’ un peccato che i Romani nonabbiano sviluppato una società tecnologica ed era questa la stranacoincidenza che volevo mettere in evidenza nel poscritto.Ma non è tutto. In tutto quello che ho finora esposto c’è un erroredi sintassi molto evidente. Probabilmente i miei lavori girano pocooppure nessuna persona con una certa confidenza di sistemi formaliin voga negli anni ’50 ha letto il mio lavoro o ne è giunto allafine. Eppure in cuor mio avevo fortemente desiderato che ciòavvenisse proprio per avere la possibilità di esporre il fatto chedietro un errore di ortografia apparente può nascondersi untentativo di rinominazione delle parole e una visualizzazione delnostro linguaggio interno e del sistema dei simboli che lo soggiace.Visto che nessuno mi ha chiesto spiegazione di questo errore diortografia farò finta che un mio ortonimo mi contesti ora questainfrazione ortografica e me ne chieda conto in modo che io possaspiegare a tutti cosa in effetti è accaduto.Nell’ILP il Job non veniva nominato così ma con la parola pop. Nellaprima stesura di Cromo Veri Somi io lo sostituii con moltaevanescenza e distrazione con Job. Rimasi sorpreso quando me neaccorsi durante una delle revisioni di scrittura grazie ad un mioamico matematico al quale stavo facendo rilevare la ‘stranaassonanza’ che mi chiese il motivo di questa sostituzione di parola.Non gli passava neanche per il cervello a lui che la mia potesseessere un incuria o una sconsiderata fede nella mia memoria. Beneguardai perplesso e divertito per la gaffe fatta il monitor dovec’erano tutti i Job che avevo messo al posto dei pop canonici e poiscanzonato diedi al mio amico la seguente spiegazione:JobFacciamo fare un giro completo alla J e diventa più o meno una pstilizzata.Capovolgiamo la b e diventa una p anch’essa.Quindi Job=pop.Ah vero disse l’amico sorridendo, carino. Il problema gli risposi ioè che mi ero sbagliato veramente, la mia memoria superficiale avevascritto sul serio Job al posto di pop per una questione di scarsaconcentrazione? Dimenticanza? Sconfinata prosopopea nei suoi mezzi?O per tutte le tre cose messe insieme senz’altro.Ma dopo la spiegazione ne io ne il mio amico matematico fummo menosorpresi e stupiti della cosa. E’ veramente insolito e meravigliosoallo stesso tempo pensare che alla scarsa concentrazione di unamemoria superficiale si attivi un livello di memoria sottostantecomposto di simboli e blocchi che ancora bene non conosciamo deltutto, il quale non solo, del tutto inconsapevolmente da noi,sopperisce ai nostri errori di distrazione ma lo fa inserendo deisimboli che oltre ad essere speculari a quelli che non ricordavamoce li restituisce perfino stilizzati, morfologicamente esatti macambiati esteticamente, rinominati.E’ possibile che quello che si definisce creatività possa risiederein questo sistema di blocchi a simboli, in questo kernel dellamemoria che è alimentato da una struttura logica come il nostrosistema neuronico? Chissà…resta il fatto che in virtù di questapossibilità e in onore del mio caro linguaggio interno e del suosistema di simboli rinominante e ricorsivo ho pubblicato Job alposto di pop con la speranza appunto disattesa che qualcuno siaccorgesse della sostituzione e me ne chiedesse il motivo. Altro chescrittura automatica o errata corridge. Passiamo accanto…Teorema diTesler: ‘L’Intelligenza Artificiale è tutto quello che ancora lamacchina non sa fare’.3_ L'odorePosso capire che uno non possa pretendere di essere felice, la vitaè fatta di malintesi, di sovrapposizioni casuali riguardo a questo edi instabilità ovvie perfino alla felicità. Con cìò non significache uno non si deve alzare la mattina pieno dei buoni propositi chela mente sgombra facilita e tiene in considerazione di sè. Tuttoqui, ne ho fatto un principio di questo modo di cominciare lagiornata nonostante i problemi, ce la metto tutta per evitaremalumori di prima mattina e rodimenti vari fosse solo per non darlavinta al mio senso di autodistruzione. I problemi ci sono lo so enon voglio che questi la facciano da padrone già all'inizio dellagiornata, voglio ridere, essere allegro e pieno di spirito almenoappena svegliato. Non vanno mica via i guai tanto solo perchè ti faivenire il cattivo umore o l'ansia di non risolverli. Ho semprepensato cosi eh...non è che lo dico per farmi coraggio e bene o maleha sempre funzionato la cosa, cioè è stato raro che un problema perquanto grave mi abbia impedito di alzarmi contento dal letto. Soloche oggi sto per essere sopraffatto. Non è possibile una cosa così.C'è da diventare pazzi. E' qui da quando mi sono svegliato. Intornoa me. Mi deprime. E non c'è spiegazione a questo. L'ho percepitoquasi appena alzato, non avevo nemmeno finito di poggiare il primopiede per terra. Ho sentito subito che c'era ma quasi non volessiammetterlo ho fatto finta di niente e mi sono alzato. Che scemo,credere che fosse una cosa così, passeggera. Non vengono mai percaso cose cosi indefinite. Non si materializzano per nulla. Hocontinuato come se niente fosse a vestirmi, a lavarmi, a farecolazione, come se tutto fosse uguale agli altri giorni. Mi sonoreso di nuovo conto della sua presenza verso la fine delcaffellatte. Una sensazione strana ho provato. Rendersi conto diqualcosa di diverso dal solito, di imbarazzante ma non riuscire aconnotarlo. Sono riuscito a superare il momento pensando che fosseil luogo non io la sua dimora. Con questa convinzione ho finito disistemarmi e sono uscito di casa lasciandomi la sua presenza allespalle. Ho messo in moto la macchina con la solita non curanza,quasi rasserenato e fiducioso che al mio rientro non lo avreiritrovato, ho pensato: le case come lasciano entrare, ospitano, cosìlasciano uscire, danno il benservito, per favorire il quale holasciato le finestre aperte. In giro nessuno come sempre, tuttouguale, preciso e identico a tutti i giorni, anche il tempo non hasegni particolari, bella giornata, ne caldo ne freddo. Le ruotedella mia macchina in queste condizioni atmosferiche danno ilmassimo di rendimento e io mi sento a mio agio dentro di lei, èsempre in ordine pulita, precisa davvero, mi porta ovunque senzatanti giri di parole, posso contare su di lei, è garbata mi sembradi stare a casa dentro di lei, nella mia camera da lettoprecisamente, sempre areata, spaziosa, confortevole, inodore. Nonhai la sensazione dentro la mia macchina di essere all'esterno, tisembra di vedere tutto da una vetrina in movimento, sei fuori matutto ti passa davanti come uno schermo in cinerama, senza suoni, èsilenziosa. A volte mi dispiace essere arrivato dove devo essere, èdifficile separarsi dalla sua calma in movimento. Scendo come adessoe la mano mi indugia sempre una frazione in più di secondo sullamaniglia della sua portiera di sinistra, mi sembra come distringerle la mano e non vorrei lasciarla, oggi poi, dopo quellapresenza che ho sentito in casa, è ancora più difficile. Mi attardoancora un pò con la sua mano nella mia, la guardo ancoranell'abitacolo, non ce la faccio a non sospirare, c'è qualcosa chevorrei dirle, respiro più profondamente...o c'è qualcosa che non va!Sento qualcosa di strano che non avevo notato prima, sembra veniredal pannello di comando del climatizzatore o dal cruscottoall'altezza del display del contachilometri. Non è possibile, forsemi sto suggestionando, per tutto il percorso non avevo sentitonulla...come è possibile che ora sento di nuovo quella presenzaindistinta? Come ha fatto a seguirmi, a sapere la strada. Eppure èqui ora ne sono sicuro. Mi rimetto seduto al posto di guida, cercodi sforzarmi almeno di capirne l'essenza, il sapore, di immaginareper quanto sia, qualcosa che gli assomigli di a me già noto maniente è terribile non saprei paragonarla nemmeno a una sillaba diqualcosa di conosciuto questa nuova presenza della mia vita. Milascia una senzazione forte di indecidibilità, assoluta, è qui lasento, costante ora, eppure non riesco a darle un nome, a saperecos'è. Provo in questa posizione una chiara e definitiva sensazionedi impotenza, sono sicuro che potrei stare duemila anni sedutodentro la mia macchina con il volante in mano e con la presenzatutta intorno senza riuscire a raccogliere nessuna informazione sudi lei: è li ormai ha preso possesso della mia auto ed io non possofarci niente, la sento più che mai ma non so nulla di lei, il suocontatto non mi dice ne mi evoca nulla. Eppure non è cosi che lepercezioni cosi forti, che io sappia, sono descritte in letteratura.Come è falsa la letteratura. A quella merda di Proust un pezzetto diMadeleine intinto, un biscottino del cazzo, gli ha fatto risalirealla mente paesi, infanzie, parenti, amici, ogni genere di bestiarioe percezione umana, a me qui, questa presenza non riesce nemmeno adirmi chi è, di cosa è fatta, perchè è venuta, che cosa vuole da me,quanto ha intenzione di rimanere oppure soltanto se sono solo io apercepirla. Mi viene da piangere per il nervoso. Non posso stareduemila anni dentro l'abitacolo della mia macchina anche se in fondonon è che abbia molto altro di meglio da fare. Tanto vale uscireall'esterno d'altronde (xyzy_yxx3xx1yk4ky_w41_w'4qkhyzw3) eroarrivato dove dovevo essere, tanto vale esserci, romperel'isolamento, qualcuno forse può aiutarmi, chiarirmi almeno qualcosadi questa presenza ingombrante o se almeno è possibile condividerlacon qualcuno.x ah ciao come stai...come mai cosi in ritardo?BY niente, niente solo un pò di pigrizia in più nelle normaliopere di manutenzione della mia persona stamattina...nemmeno tantotraffico c'era..scusatemi..voi tutto ok?y si abbiamo già iniziato..BY: ah bene..x si, stavamo ripassando i punti del programma...BY funziona no?z si, sembra di si credo che possiamo sviluppare l'applicazione apartire da qui..non ci dovrebbero essere grossi intoppi..o cose chenon abbiamo considerato..y possiamo al limite lasciare posto nel kernel alle eventualiricorsività che potrebbero rendersi necessarie nel corsodell'applicazione...BY certo...semmai la società deciderà mai di portare avanti illavoroz a noi quello che interessa per ora è consegnare lo studio in unamaniera che renda inequivocabile la sua possibilità direalizzazione..siamo pagati per giungere fino a quiBY si certo ma..x apro la finestray si fai cambiare un pò l'aria..dicevi scusa?BY ehm..niente volevo dire che..si è un peccato fermarsi a questopunto visti i risultati..ma era solo cosi per dire..y si è inutile fare questo discorso..non siamo pagati per questo..x allora pensi tu alla stesura definitiva dello studio?z si ok mi servono solo i dati che avete ancora voi, il databasedi BY specialmente, per relazionare il tutto..BY te lo invio completo staseray gliela fai a presentare la relazione per settimana prossima?z si non dovrebbero esserci problemiy allora possiamo aggiornarci?BY quando ci pagano?y come gli consegniamo la relazione ci saldano..quindi semercoledì è pronta..giovedì abbiamo i soldi..x yuuu...y c'è altro?x chiudo la finestra eh?z si io vado..BY ehm scusate...ma non sentite niente di strano?z eh?x ma dove?BY qui..dico non sentite qualcosa come un odore strano? quasiimpercettibile?x no, non mi sembra..ma un odore di cosa?z beh vado..state comodi..y anch'io devo andare..beh quando esci lascia una finestra apertacosi l'odore di chiuso non rimane..BY allora tu lo senti?y no ma nel caso...ok vi salutox BY di che odore parli?BY mah un odore come dirti...aiutami dai..come..x ma io non lo sento ahahahaBY ma si dai è evidente un odore di come posso dirti..hai presentequegli odori a metà tra un odore di medicinale ed una cosaammuffita, tipo un animale morto?x ahahaha ma che stai dicendo io non sento niente..BY sei raffreddata?x no che raffreddata..ahahaha..sei sempre il solito..BY guarda che non sto scherzando lo sento davvero da stamattina emi ha seguito fino a qui..son sicurox ahahaha no dai mi fai morire così...BY per colpa sua ho fatto tardi..x dell'odore?BY si!x ahahaha..dai su a parte gli scherzi che fai stasera ci vediamo?BY uhmx uhm che?BY dici di vederci con questo odore che mi perseguita?x chissenefrega dell'odore..si mischierà insieme aglialtri..ahahahaBY vabbè..Phew che giornataccia.4_Cyrano Project.Non è il solito software. Salvo il Teorema di Tesler Cyrano èquanto di meglio finora sia stato possibile concepire a livello disimulazione del pensiero umano. Anzi ritengo ne sia un viatico perla comprensione profonda di cose che vanno sotto il nome di amore,relazione, comunicazione tra esseri umani e cosi via. Solo come ènata l'idea di realizzarlo rende giustizia a quanto di buono c'è inlui. Insieme alla mia crew stavo lavorando, per conto di una societàdi cui non posso fare il nome (tanto valeva evitare tutta lapreposizione), ad uno studio sul valore della parola e dei linguaggiumani in genere nella rete cioè, per meglio dire, al peso attualedel linguaggio nella comunicazione multimediale tra individui alfine di determinare cambiamenti sociali e per meglio semplificare, aquanto un messaggio qualsiasi oggi è capace di determinare uncambiamento nella struttura sociale ed economica dell'individuo odella comunità che ne recepisce l'informazione. Da ricercatoriemarginati che siamo senza farci troppe domande sul perchè e sul percome di questa commissione ci siamo messi subito al lavoro,alacremente. La domanda era semplice a messaggio x corrispondecambiamento di tipo y quanto?La prima cosa da fare, era chiaro, di dare una serie di classiprecise al valore x(messaggio) per stabilire a seconda della classequale cambiamento fosse possibile determinare nel valore di tipo y.Quindi (solo per fare un esempio eh) messaggio x = messaggio di tipopersonalemessaggio x1= messaggio di tiposociale o politicomessaggio x2= messaggio di tipoeconomico senza implicazionicosì fino ad una serie di messaggi xn per quante classi abbiamoinfine individuato. A loro volta queste classi sonostate divise insottogruppi quindi il messaggio x = messaggio di tipo personale èstato diviso in messaggio relativo ai rapporti sentimentali,messaggio relativo alla famiglia, alla amicizia e via dicendo ancheper le classi di messaggio x1 e x2.Fatto questo lavoro di classificazione si trattava di cogliere undato sperimentale relativo ai vari messaggi in modo di poterdeterminare il valore di tipo y quanto? di ognuno di essi. Perraccogliere più dati eterogenei possibili ma allo stesso tempo menoviziati dai somatismi tipici dei normali sondaggi di opinione cherichiedono contatto fisico,si è deciso, visto pure che lo studiorichiestoci era finalizzato all'analisi delle dinamiche comunicativedi rete e al valore della parola all'interno di queste dinamiche, diutilizzare come bacino cui attingere dati sperimentali il fiume diparole che scorre quotidianamente nei server che ospitano chat ecanali interattivi vari in tempo reale. Alcuni componenti dellacrew, tra cui io, ci siamo fatti veicoli dei vari messaggi x, x1,x2...ed abbiamo cominciato a raccogliere dati, parole, conversazionidi tutti i tipi, di tutte le aree geografiche e mano a mano aindividuare una serie precisa di individui su cui valutare l'impattodi questi messaggi. Il database si gonfiava giorno dopo giorno didati su dati, di conversazioni, di profili comnciavamo ad avere unbell'oceano di caratteri alfanumerici su cui cominciare le nostrevalutazioni quando senza che io me lo aspettassi minimamente micercò un mio amico di studi che non vedevo da oltre 15 anni. Eracosi cambiayto che quando mi si presentò davanti ebbi l'impressionechissà perchè che fosse un poliziotto. Mi disse che aveva studiatoper 18 anni di seguito, senza divulgare i suoi studi a chicchessia,le caratteristiche della struttura economica nella nostra società eche era arrivato alla dimostrazione matematica (che naturalmente nonrivelerò al suo posto) che questa base strutturale della società ècomposta di uno zoccolo dure (scusate il termine) completamenteimpermeabile alla parola e che quindi al fine del cambiamento diquesta struttura nessun tipo di messaggio è in grado di alterarne imeccanismi di riproduzione. In poche parole la sua dimostrazionestava a dire che attualmente anche libri come la Bibbia o ilCapitale non hanno assolutamente alcuna capacità di determinarealcunchè in termini di cambiamento della struttura economica e delmodo di pensare necessario a cambiarla. Mi disse non divulgo questadimostrazione perchè come è ovvio è perfettamente inutile non puòdeterminare nulla in termini di cambiamento delle coscienze. Laparola non è più veicolo di cambiamento economico, politico esociale o meglio tramite essa non è più possibile veicolare messaggidi profondo cambiamento delle coscienze tra individui èperfettamente inutile, restano lettera morta: questo era il suoteorema.Lui aveva studiato 18 anni per arrivare a una dimostrazione che eraperfettamente inutile pubblicare ed io in questi anni avevo scrittofiumi di parole perfettamente inutili, c'era di che suicidarsi.Datemi del cianuro, liquido se possibile, mi piace di più da bere.Gli studi del matematico (mi disse te li regalo) fecero prendere unapiega diversa anche al nostro studio per conto della società(irrivelabile): tutti i messaggi di classe x1, x2 fino a xn davanoin base alla dimostrazione valore di tipo y quanto? = 0. Avevamofatto una bella fatica per niente ma almeno ci rimanevano tuti imessaggi di classe x = messaggi di tipo personale e le lorosottoclassi. Dovevamo stabilire il valore di tipo y quanto? solo aquesti. L'indagine si era ristretta. Quindi anche i profiliindividuati si erano conseguentemente limitati. C'era solo da capireche valore avesse la parola nei rapporti personali tra individui.Meglio che niente. Qualcosa di non uguale a valore y quanto? diversada 0 ci sembrava il caso di continuare a cercarla, almeno per farbella figura con la società che ci pagava e per non passare per isoliti estremisti catastrofici.Il database fu scremato di tutti i dati non assimilabili a x eproseguimmo, avevamo sei mesi di tempo per consegnare il lavoro e neerano passati solo due.Secondo voi due o più individui, maschi, femmina o altro che sianononostante siano agli antipodi per quanto riguarda estrazioneculturale, geografica, età possono innamorarsi profondamente dellemedesime parole, frasi, dello stesso schema mentale predisposto inmaniera cosi profonda da dire: non ho mai amato nessuno come teoppure in maniera tale da non conoscere nemmeno la persona di cui sisono innamorate?Vi pare possibile?Ebbene i risultati del nostro studio hanno dato un valore y quanto?di questo tipo per i messaggi di tipo x = messaggi personali. Laparola sebbene non capace più nemmeno di scalfire la strutturaeconomica della società in cui operiamo per contralto mai è statacosi potente nei confronti della sfera affettiva dell'individuo. Leparole nel campione analizzato hanno determinato un tale radicamentonella sfera affettiva del campione stesso che taluni individui diquesto campione hanno vissuto un tale coinvolgimento che li portavaad essere innamorati profondamente anche di una persona chefisicamente non aveva nessun tipo d'impatto con loro in situazionidifferenti dove il somatismo ha la sua parte nel resistere allaparola.Abbiamo per dimostrare questo incontrato qualche campione ed abbiamonotato che la parola una volta fatto il suo lavoro a livelloneuronico sull'individuo in questione faceva superare al massimo inun paio d'ore l'impatto con il somatismo niente affatto particolaredi ognuno di noi e che sicuramente non poteva giustificare il gradodi innamoramento cosi profondo dell'individuo campionato.Così ci siamo ritorvati in mano Cyrano. Il più grande assistentealla comunicazione interpersonale mai conosciuto dalla storia, ladimostrazione che l'amore è solo una serie di parole messe in unadeterminata maniera in grado di arrivare al circuito neuronico dinoi tutti ad un livello di intensità mai provato prima dallapersona, che il famoso 'duende' di Garcia Lorca non era nient'altroche una stringa di caratteri complessa e ricorsiva talmente forte dafar pensare alla persona che ci rifletteva o che vi si trovavadentro di avere a che fare con cosa oscura e inesprimibile.In che maniera potrà essere utile a qualcuno questo lavoro, Cyrano epotrà riscattarci così, almeno in parte, di alcune violazioni dellasensibilità subite dalle persone campionate nel corso di questostudio sul valore della parole nella nostra societàipertecnologizzata?Beh Cyrano potrà essere il coadiuvatore di tutti gli sfigati esfigate della terra che non riescono a far innamorare nessuno o chenon riescono a portarsi a letto nessuna bella persona se nonpagandola, riuscirà a ristabilire una redistribuzione delle coseinteressanti del mondo tra brutti e belli, tra quelle persone chehanno chi vogliono e quelli che no, una forma insomma di comunismosessuale in cui anche gli storpi potranno far innamorare una bellafica oppure una sfigata potrà trascinare nell'oblio dell'amore ilragazzo che ha sempre sognato. Non so più come metterla per indorarela pillola ma Cyrano credo andrà a ruba nel mondo come la societàche ne possiede il sorgente deciderà di metterlo in commercio. Ciservirà a scegliere le parole giuste e capire cosa l'altro siaspetta di sentire, ci aiuterà a rendere migliore questa vita in cuila parola non ha altro da fare che questo, cercare di far innamorarequalcuno, cercare di dargli l'impressione che sta vivendo la cosapiù misteriosa e oscura della vita: l'amore, per qualcuno chenemmeno è bello, che quasi non sappiamo perchè ci andiamo a letto.Davvero più che un videogioco di nuova generazione Cyrano sarà ilnostro assistente sociale in release sempre aggiornate nel caso dasubito che so? ci fossimo dimenticati di inserie al suo interno lestringhe giuste per far innamorare una cinese di una regionemeridionale oppure un indiano di una casta superiore a quella delladonna che lo vuole far suo.Che dire infine...speriamo che tutta questa serie di vantaggisociali elencati a favore della possibile commercializzazione diCyrano ben ci faccia convivere con il fatto di aver fattoinnamorare persone per cui non potevamo provare niente, mai, dalbuco nero della nostra crew...altrimenti se cosi non sarà vorra direancora: cianuro per tutti.Ogni fatto a persona o a situazione reale è puramente casuale efrutto della fantasia dei coautori. (Questo c'è da dirlo=)5_ Sulla Conoscenza di Retroguardia ovvero sulla mancata conquista di una conoscenza non parzialeC'e poco da essere entusiasti di questa levata di scudi.C'è ilrischio di scambiare un'azione ininfluente e conservatrice in unagiusta battaglia di contrapposizione all'establishment tecnologico.Proprio quello che il potere in genere vuole: far muovere i suoiantagonisti su terreni che a loro sembrano destabilizzarlo ma cheinvece neppure lo scalfiscono. Questa è una sottile dinamica che ilpotere nelle democrazie tecnologicamente avanzate predilige permantenere le sue posizioni e conservarsi immutato. Costringere isuoi antagonisti a giocare di retroguardia facendoli credere distare a combattere per qualcosa invece di effettivo e fortementeauspicabile. Analizziamo un caso concreto di questa dinamica. Damolte persone in Rete ho sentito affermare che bisogna opporsi intutte le maniere al tentativo di Microsoft di soppiantare Java.Motivazioni del tipo: non imparerò un altro di linguaggio diprogrammazione solo perchè a Bill Gates fà piacere oppure è untentativo per buttarci fuori dalla Rete e marginalizzare da Internetparte delle istanze di comunicazione tecnologica veramente libera eautogestita che di Java hanno fatto il loro protocollo dicomunicazione. Una vera e propria levata di scudi. Bene premesso chetutte queste motivazioni sono abbastanza fondate per quanto riguardale intenzioni da parte di Microsoft e che effettivamente attraversoquesto tentativo di soppiantare Java con altri active serverlanguages si cerca di imporre di fatto il proprio modello disviluppo nella Rete c'è tuttavia da precisare che effettivamenteJava è un linguaggio viziato da una serie di inadeguatezze rispettoalle esigenze di sviluppo della rete che vanno sempre piùspingendosi verso una maggiore potenza delle connessioni finalizzataalla massima compenetrazione tra dati audio, video e alla velocitàcon cui questi dati devono arrivare infine fruibili all'utente.Orbene c'è da precisare che Java a parte il merito della suaportabilità non si può certo dire che sia il massimo perrappresentare adeguatamente in termini di applicazioni le linee disviluppo tendenziale della Rete che abbiamo appena evidenziato. Aquesto fine non mi sembra ci siano dubbi circa il fatto chelinguaggi tipo il Perl o l'Asp siano più adatti, flessibili eveloci. Il fatto stesso che non abbiano bisogno di Virtual Machineper girare su piattaforma mi pare un dato incontrovertibile circa illoro sempre maggiore utilizzo per realizzare applicazioni suiserver. Detto ciò in questa strenua difesa del Java chi èconsevatore e non al passo con i tempi noi o Microsoft? Senz'altronoi. E' inutile difendere qualsiasi posizione che si sà superata. Sirischia di fare la fine degli esuli russi che dopo la Rivoluzioned'Ottobre si riunivano nei clubs letterari di mezza europarivangando il bel tempo che fu (vedere Nabokov 'il Dono'). Proprioquello che vuole il potere. Farci combattere delle battaglie chehanno come tema del conflitto qualcosa di completamente inoffensivoper esso. Scusatemi se mi ripeto quasi ossessivamente. Tra l'altrola questione del Java si Java no, di per sè, non sarebbe neanche damenzionare, tanto è anodina, se non ci desse l'occasione perriflettere sullo stato delle cose e su come si può affrontare conmaggiore potere di critica e conoscenza un problema, questo siveramente cruciale, per il futuro della Rete e della libertà diespressione e cioè: invece di combattere guerre di retroguardia comecontrapporsi efficacemente allo strapotere esercitato da Microsoft edal potere tecnologico in generale che giocando sottilmentesull'obsolescenza di una conoscenza parziale fa si che la maggiorparte delle istanze di autogestione in rete venga rimarginalizzataogni qual volta raggiunge un certo grado di coesione epartecipazione attiva nella diffusione e costruzione di conoscenza?Bella domanda eh? Anche perchè quello che sta avvenendo con Java sipotrebbe ripetere ogni qual volta l'establishment lo riterrebbefunzionale ai suoi scopi e noi lì ogni volta a ricominciare daccapooppure a levare scudi inutilmente. Senbra che non ci siano vied'uscita e che i poteri forti specialmente riguardo alla gestionedella conoscenza debbano sempre avere la meglio. Abbiano sempre lafacoltà di dire l'ultima parola e di farci giocare di retroguardianonostante i facili entusiasmi che ci prendono come ci parepossibile che non sia così. Cosa sbagliamo da parte nostra perritrovarci sempre più o meno allo stesso punto di partenza? E'possibile intravedere una possibile via d'uscita da questo circolovizioso? Dobbiamo rassegnarci? Cosa c'è che non va in tutti glisforzi che abbiamo fatto per stare al passo con i tempi el'evoluzione tecnologica?Mi pare ora il caso di dire qualche parola su cosa c'è alla base diquesto fenomeno di riappropriazione e esercizio libero dellaconoscenza che ci ha visti tutti più o meno partecipi, nella Retesoprattutto, in questi anni. Un movimento spontaneo che ha lasciatosperare a milioni di persone che forse c'era una possibilità dicambiamento vero nell'assegnazione dei ruoli all'interno dellasocietà e nella circolazione delle idee. Qualcuno ha parlato diNuovo Rinascimento tecnologico e di quant'altro. Dunque alla base ditutto questo c'è da una parte il lavoro duro applicativo di personeche faticosamente si sono appropriate di almeno un linguaggio diprogrammazione al di fuori di ogni accademismo e confidando soltantosulla loro curiosità e tenacia alimentata dalla voglia di capire,partecipare a quanto di nuovo si capiva stava nascendo: questa èveramente una pietra miliare di questa storia, la parte sicuramentepiù bella e entusiasmante. Dall'altra il rovescio della medaglia c'èparte delle stesse persone che una volta capito il meccanismo eimpossessatesi in qualche maniera di ciò che gli occorreva hapensato che questa acquisizione di conoscenza fosse, diciamo cosi dicarattere assoluto, non una conoscenza di transito ma quasi unostatus da difendere, a denti stretti, un pò come in grande scala fail potere; hanno perso per così dire tutta la bontà della premessacoltivando l'utopia di possedere qualcosa di non parziale, didefinitivo qualcosa che, magari soltanto nel loro microcosmo, gliavrebbe garantito il pregio e il rispetto sociale della piccola crewdi cui facevano parte. In parole povere hanno interrotto gli studi,per narcisismo hanno creduto che la loro conoscenza fosserivendicabile comunque, dimenticando che la conoscenza non può maiessere acquisita definitivamente, che va alimentata, lasciatacrescere giorno per giorno e che non c'è spazio nella sualievitazione effettiva per nessun tipo di narcisismo, neppure quellotecnologico. Mi rendo conto di questo ogni qual volta che parlandocon un individuo appartenente a questa crew sento una certasupponenza nel suo discorso. magari solo per aver conosciuto unlinguaggio o peggio ancora solo per aver trovato la maniera diaggirare un sistema di limitazioni su qualche server o su un canalechat. E' veramente brutto sentirli quando capita, sono le stessepersone che faticosamente hanno appresso quel poco che sanno, sonogli stessi che hanno reso possibile tutto questo: eppure oggi unaparte di loro sta li a smanettare o a levare scudi conformisticiinvece di domandarsi come proseguire in quel duro lavoro che comegli ha permesso di sapere quel poco può ancora alimentare le loro,le nostre speranze di continuare a pensare che sia possibilecontrapporsi in maniera autonoma allo strapotere dei potenti e diquanti vogliono fare della rete un mercatino o un mercatone globaledi merci e non di democrazia. C'è da deporre gli scudi e continuarea studiare e ad acquisire conoscenza sempre meno parziale pertentare di riuscire a far giocare l'establishment di retroguardia,per riuscire cioè a vanificare in un batter d'occhio ogni tentativodi sussunzione e/o di rimarginalizzazione tecnologica che opera aidanni di chi non vuole smettere di parlare di tecnologia e libertàdi espressione. Bisogna raggiungere un grado di conoscenzacollettivo capace di vanificare in poco tempo ogni attacco di questotipo, ogni cambiamento di linguaggio fatto apposta perrimarginalizzare chi non vuole sottostare alle leggi di mercato: semettono al bando Java noi impareremo in poco tempo il suo sostitutoe il sostituto del sostituto e cosi discorrendo. Anzi organizzandociin network planetari cercheremo di anticiparli...ma non corriamotroppo cerchiamo da buoni e umili scolaretti di capire almeno di chetipo di studio e di basi abbiamo bisogno per operare collettivamentequesto salto di qualità capace di non farci più combattere diretroguardia cioè per l'obsolescenza tecnologica. Vediamo se èpossibile per il momento almeno mettere in evidenza alcune linee ditendenza su cui basare uno studio che possa farci acquisire inmaniera duratura quel tipo di flessibilità mentale che occorre pernon essere legati ad un solo linguaggio di programmazione e a unsolo modo di concepire applicazioni informatiche. E' ovvio che lastrada che passa per l'acquisizione di più linguaggi diprogrammazione possibili oltre che scontatamente percorribile èimportante per farci conoscere diversi ambienti logici e altrettantimodi per eseguire in maniera simbolica diversa una funzione o unaapplicazione. Ma c'è una strada pure alquanto differente da questa,la quale, se ci porta un pò fuori mano rispetto alla base empiricadi imparare linguaggi formali direttamente sul campo applicativo,altresì ci rende possibile quel tipo di conoscenza strettamentelegata al fatto di imparare un linguaggio di programmazione indavvero poco tempo. Azz se c'è da studiare ragazzi...ma ne vale lapena, è l'unico passaporto in grado di farci proseguire questoviaggio nel mondo che volevamo costruire, un mondo dove la nostraparola e la nostra proposta vale davvero quanto quella di Bill Gatese dove a tutti quindi è data la possibilità di fare o dire qualcosadi più o meno intelligente.Ai quanti di noi sono rimasti al sudore della fronte, al duro eisolato lavoro di studio non sarà difficile capire la necessità dioperare ancora su questo fronte per andare avanti. A coloro cheinvece si sono lasciati un pò andare lungo questa strada mi sipermetta umilmente di provare a spiegare che ad esempio capire laDiagonale di Cantor (nulla a che vedere con le diagonali del giocodel calcio eh) e il Teorema n.5 di Godel alla lunga da più risultatiche riuscire a crearsi una backdoor nella workstation del rivale inamore di turno; che impossessarsi del sistema di notazione dellaTipogenetica, (che simula il processo con il quale un filamento diDNA costituito di amminoacidi riesce attraverso gli enzimi a marcaretutti i processi cellulari presenti nel nostro corpo), oltre a farcicapire infine il significato del titolo del film GATTACA, riescemolto più decisivo, ai fini di ottenere una certa familiarità con isistemi formali complessi, ad esempio di una applicazione tesa adottenere una navigazione anonima oppure quella sviluppabile percrashare qualcuno come lo si incontra su un canale; oppure, che sò,invece di fare a gara a chi è più svelto a sniffare la postaelettronica dello/a spasimante o dell'antipatico/a della situazione(sto menzionando i peccati più venali eh) provate a (o trovate ancheil tempo per) conoscere attraverso la AT (aritmetica tipografica)come riuscire a rappresentare tipograficamente (attraverso valorisimbolici) quasiasi teorema, enunciato o funzione della matematicapropriamente detta e viceversa: è il migliore esercizio per aprirela propria mente alla scelta del miglior linguaggio diprogrammazione per una qualsiasi applicazione complessa che vipotrebbe capitare di dover realizzare e soprattutto per imparare intempi brevissimi a familiarizzare anche con i linguaggi che nonconoscete; e ancora non disdegnate a priori lo studio dellamatematica Zen ovverossia dei Cicli Ulteriori e qualche bellapartita a scacchi oppure l'analisi delle sue regole tra unasniffatina e l'altra di conversazioni e posta elettronica, non è uncaso che tutti i maggiori studiosi del Mit (quali Marvin Minsky eDouglas Hofstadter per tutti) abbiano affrontato anche da questipunti di vista argomenti come l'autorefenza e la ricorsivitànecessaria a sviluppare linguaggi informatici finalizzati allaricerca sull'IA (vedere la struttura e la simbologia di linguaggicome lo SHRDLU o dell'ILP) oppure argomenti come la struttura e ilfunzionamento della mente umana (date un occhiata alla Società dellaMente di Minsky). Insomma c'è da riconfigurare un pò lo spettro deinostri interessi di ricerca per ottenere un tipo di conoscenza chenon sia più talmente parziale da metterci fuori gioco ad ogni saltotecnologico. E' meno difficile di quanto possa ritenersi realizzarequesta wannabezzazione del mondo. E' una linea di tendenza che(insieme a quella, da non tradire mai, di GPLellare tutto quanto innostro sapere) una volta innescata si muove direttamente verso laricomposizione tra la lavoro intellettuale e lavoro manuale, èl'unica conquista che può dare un senso alla scolarizzazione dimassa che ormai non può essere contenuta nel modello di mansioniparcellizzato che questa società ci propone. Il mio sogno, la miautopia è immaginare almeno un miliardo di persone su questo pianetache nonostante la licenza media o il diploma abbiano il tipo diconoscenza di cui abbiamo appena parlato. Allora ci sarebbe dadivertirsi, vorrei vedere i vari Bill Gates & company chi mettonotutto il giorno a fare i siti web per i commercianti, voglio vederea chi le affibbiano le vari patenti per i computer, si sarebbedivertente davvero vedere tutto questo. Non so se una conoscenza diquesto tipo, non parcellizzata, così diffusa e che non ha bisogno diavalli accademici, possa realizzarsi e in che tempi ma di una cosasono sicuro, è sulla conquista di questo tipo di conoscenza che sigiocherà la partita tra noi e loro, tra chi vuole attraverso ladetenzione esclusiva della conoscenza tenere per sè tutto il resto etra chi attraverso la sua massificazione vuole ridistuibire diconcerto anche tutti gli altri tipi di risorse disponibili sulpianeta, tra chi vuole un mondo globalizzato solo per le merci e chilo vuole globalizzato soprattutto per la pari partecipazione ditutti alla sua evoluzione.La lotta sarà dura per affermare il nostro diritto alla conoscenzaricomposta, in bocca al lupo a tutti noi...e crepi il lupoovviamente... tutta Microsoft.. e sistemi affini.


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