E. by T.A.

Considerazioni Inattuali Post Nietzsche

Prologo
ZONE TEMPORANEAMENTE AUTONOME
Se ti chiedono di sommare i nr da 1 a 100 quanto tempo impieghi a capire che ti stai imbattendo in 50 coppie di valore 101? Se ti occorrono + di 5-10 sec o sei un MaMMa GiaLLa nn andare oltre nella lettura di questa TaZ!
Sarebbe pressochè inutile per te decifrarla!
{
ho ricevuto dalla cina meridionale la seguente poesia logica
{
DEF PROCEDURA ' ' ENIUQ ' ' [DIMA, PAR-SIN, VIRG-TTA, DIMA, VIRG-TTA, PAR-DES, PUNTO].

ENIUQ
['DEF PROCEDURA ' 'ENIUQ' ' [DIMA]: STAMPA [DIMA, PAR-SIN, VIRG-TTA, DIMA, VIRG-TTA, PAR-DES, PUNTO].
ENIUQ' ].
}
}

AT
MU è un teorema del sistema MIU?
Simbolo Codone Gustificazione mnemonica
0 666 Numero della bestia per il Misterioso Zero
S 123 la relazione di successore: 1,2,3,..
= 111 somiglianza visiva, girata di fianco
+ 112 1 + 1 = 2
. 236 2 x 3 = 6
( 362 finisce con 2
) 323 finisce con 3
< 212 finisce con 2
> 213 finisce con 3
[ 312 finisce con 2
] 313 finisce con 3
a 262 opposto di "
' 163 163 è primo, e l'apice lo si legge 'primo'
Ù 161 ' Ù ' è un "grafico" della successione 1-6-1
Ú 616 ' Ú ' è un "grafico" della successione 6-1-6
É 633 6 "implica" 3 e 3, in un certo senso…
Ø 223 2 + 2 nn fa 3
$ 333 ' $ ' somiglia a ' 3 '
" 626 opposto di a; inoltre, " è un "grafico" di 6-2-6
: 636 due punti, due sei
interpunzione 613 numero speciale, chiaro solo a determinate condizioni

Regola: Se sia x sia 212x633y213 sono teoremi, allora lo è anche y.

Esprimendoci a parole: una stringa dell'AT possiede una interpretazione in A; ed un enunciato di A può avere un secondo significato come enunciato a proposito dell'AT.

G: una stringa che parla di se stessa in codice
"G non è un teorema dell'AT".
G è un teorema dell'AT o no?
…dalla Taz ….."è stata trovata una stringa dell'AT che esprime, senza ambiguità, un enunciato su certe proprietà aritmetiche dei numeri naturali; inoltre, ragionando fuori dal sistema, possiamo appurare nn solo che quell'enunciato è vero, ma anche che la stringa in questione nn è un teorema dell'AT. Se perciò chiediamo all'AT se l'enunciato è vero, l'AT nn dice ne si ne no."

ATTENZIONE SEI DI FRONTE AD UN'OPERA D'ARTE CoEVOLUTIVA aLL'interno di UNA TaZ!

"Dove finisce il significato delle parole inizia la poesia…"
(MaRTiN H3i03663r)

"Se conosci l'ambiente logico o ne hai familiarità puoi imparare un linguaggio informatico a settimana…farai meno fatica no?"
(geekio)

1_Artisti-spettatori: di che e di che cosa?
(Punto di vista su un dibattito in corso in rete sulla fase attuale di definizione della net-art )
.Sono preoccupato..per modo di dire. E' quasi scontato ormai sostenere tesi relative all'interattività dell'opera d'arte o dir si voglia oppure richiami relativi all'uso della tecnologia e della rete in particolare, ai fini di una espressione artistica dall'aspetto formale innovativo. E' talmente intuibile che, ormai da tempo. da parte delle strutture accademiche, della critica e da tutto il resto dell'establishment corrente si nota una affannata rincorsa al tentativo di storicizzazione di questo nuovo modo di fare arte. Scopriamo ad esempio che all'università di Bologna ci tengono molto a sottolineare la differenza tra net e web-art e che non poche sono state nel corso di questo seminario tenuto dalla prof. Manuela Corti le tesi a favore di una catalogazione precisa dei net-artisti ed in generali della necessità di porre a formattazione questa che è ormai una tendenza innegabile dell'arte di questo inizio di nuovo millennium. Altresì DeKerckovhe ci spiega da anni come il fare arte si sia spostato indefessamente dalla parte del fruitore dell'opera e di come questo sia stato possibile solo grazie alla rivoluzione informatica e alla diffusione della sua tecnologia. Veniamo a sapere della grande performance degli o1.org che per primi hanno scardinato con i fatti un sistema di locazione dell'opera d'arte nella rete ingiustamente coatto ancora sotto l'egida del copyright: ragazzi verrete ricordati dalla storia indubbiamente…per avere fatto quello che ogni bravo script kiddie che si rispetti fa + o meno da dieci anni nella rete in ogni parte del mondo e per gli stessi motivi..a voi la medaglia d'oro ve la meritate comunque. C'è solo un particolare però da ricordare e cioè che nonostante tutti questi affannosi tentativi di tracciare una linea di demarcazione che faccia dell'uso della tecnologia in arte il confine tra un modo nuovo di concepire l'espressione artistica o artivistica ed uno vecchio e vetusto, il problema non è cosi riassumibile: l'uso o meno della tecnologia non demarca il vecchio e il nuovo nemmeno per un po'. Ci sono forme di 'artivismo' ipertecnologicizzate che fanno e faranno sempre riferimento ad una vecchia logica schiava del profitto e dell'establishment e che da questa verranno sempre sussunte nonostante le eventuali medaglie d'oro assegnate e forse proprio in funzione di questo canto delle sirene.
Non mi fraintendete eh…voglio approfondire quanto ho affermato premettendo che nella mia prima comparsa in una galleria ho fatto dei plotter le autentiche dei cd-rom modificabili da chiunque in cui erano contenuti i file dei plotter realizzati; che di tutti i programmi di grafica ho sempre preferito The Gimp che è personalizzabile dalla sorgente; che non ho mai per scelta imposto nessuna forma di restrizione alla diffusione e alla modificazione dei miei lavori partecipati, 'artivistici' se volete; per non parlare del copyright alla cui demolizione ho perfino applicato i miei studi di logica matematica e che dulcis in fundo liofilizzo tutti i miei lavori nella rete. Detto questo…preme riprendere il discorso. L'uso della tecnologia non comporta di per sé nessun salto qualitativo nel fare arte per un semplice motivo: poiché per quanto possa costituire di per sé novità se installata all'interno di una concezione dell'espressione e del suo venire alla luce ancora catechizzata dalla vecchia logica della storicizzazione individualizzata, del profitto, delle strutture accademiche, dell'assegnazione di meritocrazie falsamente anonime tutt'alpiù può costituire solamente mera novità formale e non prefigura solo per questo un nuovo modi di sentire le cose. Seppure ne può essere premessa come sussunta e tentata di storicizzare viene meno alla sua novità sostanziale che oggi al di là di ogni aspetto formale che l'opera d'arte assume non può prescindere dal suo contenuto emancipativo, partecipativo, abolitore delle differenze sociali e traduzione istantanea di una qualità di pensiero che non ha bisogno di trafile accademiche per autoreferenziarsi, per essere cioè qualcosa di immediatamente diverso dalla parola, dall'immagine, dall'aspetto formale che di volta in volta può assumere, non inglobabile anche nella forma più tecnologizzata della old economy. In una società che è completamente impermeabile alla parola, che è costituita da un nocciolo cosi radicato ed efficace di sussunzione di ogni istanza un'arte che si rivolga solo all'aspetto formale per quanto innovativo e tecnologicizzato possa essere è destinata automaticamente ad essere riassorbita e anodinizzata all'interno della old economy travestita da new: è improbabile parlare di rizomie estetiche con alle spalle la Fondazione Rockfeller. In questo senso oggi l'uso della tecnologia in arte e della interattività solo formale rischia di essere il vestitino buono con la quale la old economy vuole ricomporre e sussumere al suo interno tutte le istanze di vero rinascimento che in questi anni in maniera veramente rizomatica anche rispetto alla tecnologia sono venute in maniera cosi diffusa prepotentemente alla luce. La domanda corretta all'interno della quale semmai collocare l'essenzialità dell'uso della tecnologia e delle rizomie applicate all'espressione 'artivistica' è questa: è possibile praticare un'arte che senza destinare all'innovazione solo formale il benché minimo interesse possa veramente definirsi preludio e ricerca costante di un nuovo modo di sentire le cose, di progettarsi, di ricomporsi come individui e collettività dalle atroci parcellizzazioni prodotte dalla divisione del lavoro? Bene, vi dico che nei veri Bronx rizomatici, net-territoriali siamo pronti e sperimentiamo da anni un'arte di questo tipo e che possiamo continuare a farlo anche se ci spegnessero di colpo tutte le work station di cui disponiamo! Abbiamo museizzato e assimilato fortemente dentro di noi la possibilità di un'arte del genere che fa del senso di partecipazione e rimozione dei patterns culturali impostici il metro con cui valutare il reale valore estetico di ciò che facciamo. Il nostro + brutto evento dal punto di vista formale ha + contenuti estetici, sociali e per di + economici del vostro + bel carosello 3d: è autogestione, pratica artistica che diventa immediatamente distretto industriale di pensiero, è new economy perché è pratica istantanea di un modello di relazionarsi che può fare già da adesso a meno della divisione del lavoro, del ricorso allo stile individuale e all'assegnazione di medaglie. Non siamo ne artisti ne spettatori perché stiamo costruendo delle realtà tangibili in cui questi due termini non hanno + senso di esistere. Non vogliamo ne assistere ne partecipare alle vostre storicizzazioni e alla vostra vecchia realtà travestita: sappiamo che è inutile!, salita sul carro della tecnologia solo per cercare di riciclarsi e imporre di nuovo le stesse gerarchie e lo stesso modello di società, vecchio e solo apparentemente afflitto da dromologia in effetti non può mai definirsi veloce un sistema in cui la qualità di pensiero per essere evidente deve prima tradursi nei vostri patterns, checcè ne dica Paul Virilio! Aspiriamo a qualcosa di + che alla assegnazione di qualche medaglia o all'invito di qualcuno di noi in qualche museo delle multinazionali! Ci interessa rinominare tutto da capo. Aspiriamo ad una umanità diversa, da costruire immediatamente nei nostri network e Bronx, dove ci avete cacciato e dove per quanto mi riguarda sono felice di stare! Sono fiero di essere un der arbaiter, di vivere e fare arte nel mio distretto industriale di pensiero, in mezzo alla mia gente, di aver distrutto ogni legame con la vostra cultura anodina, seminatrice di ogni servilismo, individualismo e guerra.
Felice tuttavia sono anche quando vedo i vostri tentativi di correre dietro alle visitine che ogni tanto qualche script kiddie vi fa: è divertente seguire come cercate di rincorrere la qualità di pensiero nel tentativo utopistico di dargli un nome, una storia ed un bavaglio! Ma vedete come è la dinamica? Voi cercate di storicizzare l'uso della tecnologia nell'espressione artistica noi ci stiamo già progettando per farne anche a meno!

2_ Errata Corridge or Push and Job
In uno dei poscritti del mio lavoro I Corpi Artista dal titolo Cromo Veri Somi mettevo in evidenza una strana e per me affascinante forma di analogia tra la Tmesi (una figura retorica classica estremamente in disuso nel linguaggio corrente) e il Push and Job.
La Tmesi consiste nella cesura centrale della parola che rappresenta il soggetto di una preposizione semplice che viene completata della parte di sillabe mancanti subito dopo l'aggettivo della preposizione stessa; proprio come nel caso di Cromosomi Veri che per mezzo della Tmesi diventa Cromo Veri Somi: il titolo del poscritto in questione. E' una figura retorica che può essere applicata anche a preposizioni contenenti predicato verbale e avverbio o cadere sull'aggettivo invece che sul soggetto (nel caso precedesse quest'ultimo), insomma operando una forzatura sull'uso che di questa figura retorica facevano i Latini ho ragionato sulle possibilità estetiche di questa figura oltre che sulle analogie con il Push and Job. Tanto è vero che titolavo il poscritto con Cromo Veri Somi e lo chiudevo con Innanzi Prendo Tutto ovvero la Tmesi di Innanzitutto prendo.
Per chi non ha familiarità con la Logica e i sistemi formali [l'inciso sulla Tmesi invece è dedicato a chi invece possiede basi di Logica ma non ha familiarità con le figure retoriche classiche] e quindi non può scorgere la chiara assonanza tra Tmesi e Push and Job chiarirò brevemente il significato di quest'ultimo.
Sia Push che Job sono due comandi che si usavano nell'ILP un linguaggio di programmazione in voga negli anni '50 tra i ricercatori che sondavano le possibilità di realizzazione su base formale dell'Intelligenza Artificiale. Quando il linguaggio trovava la riga Push significava che doveva interrompere le operazioni che stava eseguendo mettendole in una memoria chiamata Pila e cominciava a svolgere un'altra serie di operazioni fino a che incontrava la Riga Job che indicava che doveva ritornare al punto delle operazioni precedente la riga Push e terminare la loro esecuzione. Per rendere ancora più chiaro il concetto si può semplificare che, memoria storica dell'ILP e del Push and Job in particolare, sono tutte le operazioni che facciamo quotidianamente con il nostro Pc ogni qualvolta salviamo un file poi lo modifichiamo senza che ciò ci piaccia e ritorniamo di nuovo all'ultima versione salvata oppure quando modificata una immagine o un testo con le modalità Undo (cioè annulla) facciamo ritornare indietro l'elaborazione fino alla versione del testo o dell'immagine a cui volevamo risalire: tutte queste operazioni formalmente non sono nient'altro che dei Push and Job.
A questo punto veniamo all'assonanza che mi appassionava e per la quale scrissi il poscritto. Dopo quanto detto dovrebbe essere già chiara eppure proviamo a visualizzarla:
CROMOpushVERIJobSOMI oppure
INNANZIpushPRENDOJobTUTTO
Cioè se cromosomi o innanzitutto o tutte e due insieme invece di essere parole di due preposizioni fossero state stringhe comando dell'ILP si sarebbe potuto produrre la TMESI o le due con i Push and Job. Eppure non mi risulta che i Latini avessero particolare confidenza con i sistemi formali e vieppiù con i linguaggi di programmazione dei calcolatori.
Usavano da quanto si sa questa figura retorica solo in funzione di particolari gradevolezze metriche del verso o della prosa ma chissà seppur inconsapevolmente quanto il loro sistema di simboli presenti nel loro apparato neuronico, che di certo non differiva dal nostro, abbia influito in quella che per loro fu soltanto una scelta estetica di stile delle parole. E' un peccato che i Romani non abbiano sviluppato una società tecnologica ed era questa la strana coincidenza che volevo mettere in evidenza nel poscritto.
Ma non è tutto. In tutto quello che ho finora esposto c'è un errore di sintassi molto evidente. Probabilmente i miei lavori girano poco oppure nessuna persona con una certa confidenza di sistemi formali in voga negli anni '50 ha letto il mio lavoro o ne è giunto alla fine. Eppure in cuor mio avevo fortemente desiderato che ciò avvenisse proprio per avere la possibilità di esporre il fatto che dietro un errore di ortografia apparente può nascondersi un tentativo di rinominazione delle parole e una visualizzazione del nostro linguaggio interno e del sistema dei simboli che lo soggiace. Visto che nessuno mi ha chiesto spiegazione di questo errore di ortografia farò finta che un mio ortonimo mi contesti ora questa infrazione ortografica e me ne chieda conto in modo che io possa spiegare a tutti cosa in effetti è accaduto.
Nell'ILP il Job non veniva nominato così ma con la parola pop. Nella prima stesura di Cromo Veri Somi io lo sostituii con molta evanescenza e distrazione con Job. Rimasi sorpreso quando me ne accorsi durante una delle revisioni di scrittura grazie ad un mio amico matematico al quale stavo facendo rilevare la 'strana assonanza' che mi chiese il motivo di questa sostituzione di parola. Non gli passava neanche per il cervello a lui che la mia potesse essere un incuria o una sconsiderata fede nella mia memoria. Bene guardai perplesso e divertito per la gaffe fatta il monitor dove c'erano tutti i Job che avevo messo al posto dei pop canonici e poi scanzonato diedi al mio amico la seguente spiegazione:
Job
Facciamo fare un giro completo alla J e diventa più o meno una p stilizzata.
Capovolgiamo la b e diventa una p anch'essa.
Quindi Job=pop.
Ah vero disse l'amico sorridendo, carino. Il problema gli risposi io è che mi ero sbagliato veramente, la mia memoria superficiale aveva scritto sul serio Job al posto di pop per una questione di scarsa concentrazione? Dimenticanza? Sconfinata prosopopea nei suoi mezzi? O per tutte le tre cose messe insieme senz'altro.
Ma dopo la spiegazione ne io ne il mio amico matematico fummo meno sorpresi e stupiti della cosa. E' veramente insolito e meraviglioso allo stesso tempo pensare che alla scarsa concentrazione di una memoria superficiale si attivi un livello di memoria sottostante composto di simboli e blocchi che ancora bene non conosciamo del tutto, il quale non solo, del tutto inconsapevolmente da noi, sopperisce ai nostri errori di distrazione ma lo fa inserendo dei simboli che oltre ad essere speculari a quelli che non ricordavamo ce li restituisce perfino stilizzati, morfologicamente esatti ma cambiati esteticamente, rinominati.
E' possibile che quello che si definisce creatività possa risiedere in questo sistema di blocchi a simboli, in questo kernel della memoria che è alimentato da una struttura logica come il nostro sistema neuronico? Chissà…resta il fatto che in virtù di questa possibilità e in onore del mio caro linguaggio interno e del suo sistema di simboli rinominante e ricorsivo ho pubblicato Job al posto di pop con la speranza appunto disattesa che qualcuno si accorgesse della sostituzione e me ne chiedesse il motivo. Altro che scrittura automatica o errata corridge. Passiamo accanto…Teorema di Tesler: 'L'Intelligenza Artificiale è tutto quello che ancora la macchina non sa fare'.

3_ L'odore
Posso capire che uno non possa pretendere di essere felice, la vita è fatta di malintesi, di sovrapposizioni casuali riguardo a questo e di instabilità ovvie perfino alla felicità. Con ciò non significa che uno non si deve alzare la mattina pieno dei buoni propositi che la mente sgombra facilita e tiene in considerazione di sé. Tutto qui, ne ho fatto un principio di questo modo di cominciare la giornata nonostante i problemi, ce la metto tutta per evitare malumori di prima mattina e rodimenti vari fosse solo per non darla vinta al mio senso di autodistruzione. I problemi ci sono lo so e non voglio che questi la facciano da padrone già all'inizio della giornata, voglio ridere, essere allegro e pieno di spirito almeno appena svegliato. Non vanno mica via i guai tanto solo perché ti fai venire il cattivo umore o l'ansia di non risolverli. Ho sempre pensato cosi eh...non è che lo dico per farmi coraggio e bene o male ha sempre funzionato la cosa, cioè è stato raro che un problema per quanto grave mi abbia impedito di alzarmi contento dal letto. Solo che oggi sto per essere sopraffatto. Non è possibile una cosa così. C'è da diventare pazzi. E' qui da quando mi sono svegliato. Intorno a me. Mi deprime. E non c'è spiegazione a questo. L'ho percepito quasi appena alzato, non avevo nemmeno finito di poggiare il primo piede per terra. Ho sentito subito che c'era ma quasi non volessi ammetterlo ho fatto finta di niente e mi sono alzato. Che scemo, credere che fosse una cosa così, passeggera. Non vengono mai per caso cose cosi indefinite. Non si materializzano per nulla. Ho continuato come se niente fosse a vestirmi, a lavarmi, a fare colazione, come se tutto fosse uguale agli altri giorni. Mi sono reso di nuovo conto della sua presenza verso la fine del caffellatte. Una sensazione strana ho provato. Rendersi conto di qualcosa di diverso dal solito, di imbarazzante ma non riuscire a connotarlo. Sono riuscito a superare il momento pensando che fosse il luogo non io la sua dimora. Con questa convinzione ho finito di sistemarmi e sono uscito di casa lasciandomi la sua presenza alle spalle. Ho messo in moto la macchina con la solita non curanza, quasi rasserenato e fiducioso che al mio rientro non lo avrei ritrovato, ho pensato: le case come lasciano entrare, ospitano, così lasciano uscire, danno il benservito, per favorire il quale ho lasciato le finestre aperte. In giro nessuno come sempre, tutto uguale, preciso e identico a tutti i giorni, anche il tempo non ha segni particolari, bella giornata, né caldo né freddo. Le ruote della mia macchina in queste condizioni atmosferiche danno il massimo di rendimento e io mi sento a mio agio dentro di lei, è sempre in ordine pulita, precisa davvero, mi porta ovunque senza tanti giri di parole, posso contare su di lei, è garbata mi sembra di stare a casa dentro di lei, nella mia camera da letto precisamente, sempre areata, spaziosa, confortevole, inodore. Non hai la sensazione dentro la mia macchina di essere all'esterno, ti sembra di vedere tutto da una vetrina in movimento, sei fuori ma tutto ti passa davanti come uno schermo in cinerama, senza suoni, è silenziosa. A volte mi dispiace essere arrivato dove devo essere, è difficile separarsi dalla sua calma in movimento. Scendo come adesso e la mano mi indugia sempre una frazione in più di secondo sulla maniglia della sua portiera di sinistra, mi sembra come di stringerle la mano e non vorrei lasciarla, oggi poi, dopo quella presenza che ho sentito in casa, è ancora più difficile. Mi attardo ancora un po' con la sua mano nella mia, la guardo ancora nell'abitacolo, non ce la faccio a non sospirare, c'è qualcosa che vorrei dirle, respiro più profondamente...o c'è qualcosa che non va! Sento qualcosa di strano che non avevo notato prima, sembra venire dal pannello di comando del climatizzatore o dal cruscotto all'altezza del display del contachilometri. Non è possibile, forse mi sto suggestionando, per tutto il percorso non avevo sentito nulla...come è possibile che ora sento di nuovo quella presenza indistinta? Come ha fatto a seguirmi, a sapere la strada. Eppure è qui ora ne sono sicuro. Mi rimetto seduto al posto di guida, cerco di sforzarmi almeno di capirne l'essenza, il sapore, di immaginare per quanto sia, qualcosa che gli assomigli di a me già noto ma niente è terribile non saprei paragonarla nemmeno a una sillaba di qualcosa di conosciuto questa nuova presenza della mia vita. Mi lascia una sensazione forte di indecidibilità, assoluta, è qui la sento, costante ora, eppure non riesco a darle un nome, a sapere cos'è. Provo in questa posizione una chiara e definitiva sensazione di impotenza, sono sicuro che potrei stare duemila anni seduto dentro la mia macchina con il volante in mano e con la presenza tutta intorno senza riuscire a raccogliere nessuna informazione su di lei: è li ormai ha preso possesso della mia auto ed io non posso farci niente, la sento più che mai ma non so nulla di lei, il suo contatto non mi dice ne mi evoca nulla. Eppure non è cosi che le percezioni cosi forti, che io sappia, sono descritte in letteratura. Come è falsa la letteratura. A quella merda di Proust un pezzetto di Madeleine intinto, un biscottino del cazzo, gli ha fatto risalire alla mente paesi, infanzie, parenti, amici, ogni genere di bestiario e percezione umana, a me qui, questa presenza non riesce nemmeno a dirmi chi è, di cosa è fatta, perché è venuta, che cosa vuole da me, quanto ha intenzione di rimanere oppure soltanto se sono solo io a percepirla. Mi viene da piangere per il nervoso. Non posso stare duemila anni dentro l'abitacolo della mia macchina anche se in fondo non è che abbia molto altro di meglio da fare. Tanto vale uscire all'esterno d'altronde (xyzy_yxx3xx1yk4ky_w41_w'4qkhyzw3) ero arrivato dove dovevo essere, tanto vale esserci, rompere l'isolamento, qualcuno forse può aiutarmi, chiarirmi almeno qualcosa di questa presenza ingombrante o se almeno è possibile condividerla con qualcuno.
x\: ah ciao come stai...come mai cosi in ritardo?
BY\: niente, niente solo un po' di pigrizia in più nelle normali opere di manutenzione della mia persona stamattina...nemmeno tanto traffico c'era..scusatemi..voi tutto ok?
y\: si abbiamo già iniziato..
BY: ah bene..
x\: si, stavamo ripassando i punti del programma...
BY\: funziona no?
z\: si, sembra di si credo che possiamo sviluppare l'applicazione a partire da qui..non ci dovrebbero essere grossi intoppi..o cose che non abbiamo considerato..
y\: possiamo al limite lasciare posto nel kernel alle eventuali ricorsività che potrebbero rendersi necessarie nel corso dell'applicazione...
BY\: certo...semmai la società deciderà mai di portare avanti il lavoro
z\: a noi quello che interessa per ora è consegnare lo studio in una maniera che renda inequivocabile la sua possibilità di realizzazione..siamo pagati per giungere fino a qui
BY\: si certo ma..
x\: apro la finestra
y\: si fai cambiare un po' l'aria..dicevi scusa?
BY\: ehm..niente volevo dire che..si è un peccato fermarsi a questo punto visti i risultati..ma era solo cosi per dire..
y\: si è inutile fare questo discorso..non siamo pagati per questo..
x\: allora pensi tu alla stesura definitiva dello studio?
z\: si ok mi servono solo i dati che avete ancora voi, il database di BY specialmente, per relazionare il tutto..
BY\: te lo invio completo stasera
y\: gliela fai a presentare la relazione per settimana prossima?
z\: si non dovrebbero esserci problemi
y\: allora possiamo aggiornarci?
BY\: quando ci pagano?
y\: come gli consegniamo la relazione ci saldano..quindi se mercoledì è pronta..giovedì abbiamo i soldi..
x\: yuuu...
y\: c'è altro?
x\: chiudo la finestra eh?
z\: si io vado..
BY\: ehm scusate...ma non sentite niente di strano?
z\: eh?
x\: ma dove?
BY\: qui..dico non sentite qualcosa come un odore strano? quasi impercettibile?
x\: no, non mi sembra..ma un odore di cosa?
z\: beh vado..state comodi..
y\: anch'io devo andare..beh quando esci lascia una finestra aperta cosi l'odore di chiuso non rimane..
BY\: allora tu lo senti?
y\: no ma nel caso...ok vi saluto
x\: BY di che odore parli?
BY\: mah un odore come dirti...aiutami dai..come..
x\: ma io non lo sento ahahaha
BY\: ma si dai è evidente un odore di come posso dirti..hai presente quegli odori a metà tra un odore di medicinale ed una cosa ammuffita, tipo un animale morto?
x\: ahahaha ma che stai dicendo io non sento niente..
BY\: sei raffreddata?
x\: no che raffreddata..ahahaha..sei sempre il solito..
BY\: guarda che non sto scherzando lo sento davvero da stamattina e mi ha seguito fino a qui..son sicuro
x\: ahahaha no dai mi fai morire così...
BY\: per colpa sua ho fatto tardi..
x\: dell'odore?
BY\: si!
x\: ahahaha..dai su a parte gli scherzi che fai stasera ci vediamo?
BY\: uhm
x\: uhm che?
BY\: dici di vederci con questo odore che mi perseguita?
x\: chissenefrega dell'odore..si mischierà insieme agli altri..ahahaha
BY\: vabbè..
Phew che giornataccia.

4_Cyrano Project
Non è il solito software. Salvo il Teorema di Tesler Cyrano è quanto di meglio finora sia stato possibile concepire a livello di simulazione del pensiero umano. Anzi ritengo ne sia un viatico per la comprensione profonda di cose che vanno sotto il nome di amore, relazione, comunicazione tra esseri umani e cosi via. Solo come è nata l'idea di realizzarlo rende giustizia a quanto di buono c'è in lui. Insieme alla mia crew stavo lavorando, per conto di una società di cui non posso fare il nome (tanto valeva evitare tutta la preposizione), ad uno studio sul valore della parola e dei linguaggi umani in genere nella rete cioè, per meglio dire, al peso attuale del linguaggio nella comunicazione multimediale tra individui al fine di determinare cambiamenti sociali e per meglio semplificare, a quanto un messaggio qualsiasi oggi è capace di determinare un cambiamento nella struttura sociale ed economica dell'individuo o della comunità che ne recepisce l'informazione. Da ricercatori emarginati che siamo senza farci troppe domande sul perché e sul per come di questa commissione ci siamo messi subito al lavoro, alacremente. La domanda era semplice a messaggio x corrisponde cambiamento di tipo y quanto?
La prima cosa da fare, era chiaro, di dare una serie di classi precise al valore x(messaggio) per stabilire a seconda della classe quale cambiamento fosse possibile determinare nel valore di tipo y.
Quindi (solo per fare un esempio eh) messaggio x = messaggio di tipo personale
messaggio x1= messaggio di tipo sociale o politico
messaggio x2= messaggio di tipo economico senza implicazioni
così fino ad una serie di messaggi xn per quante classi abbiamo infine individuato. A loro volta queste classi sono state divise in sottogruppi quindi il messaggio x = messaggio di tipo personale è stato diviso in messaggio relativo ai rapporti sentimentali, messaggio relativo alla famiglia, alla amicizia e via dicendo anche per le classi di messaggio x1 e x2.
Fatto questo lavoro di classificazione si trattava di cogliere un dato sperimentale relativo ai vari messaggi in modo di poter determinare il valore di tipo y quanto? di ognuno di essi. Per raccogliere più dati eterogenei possibili ma allo stesso tempo meno viziati dai somatismi tipici dei normali sondaggi di opinione che richiedono contatto fisico,si è deciso, visto pure che lo studio richiestoci era finalizzato all'analisi delle dinamiche comunicative di rete e al valore della parola all'interno di queste dinamiche, di utilizzare come bacino cui attingere dati sperimentali il fiume di parole che scorre quotidianamente nei server che ospitano chat e canali interattivi vari in tempo reale. Alcuni componenti della crew, tra cui io, ci siamo fatti veicoli dei vari messaggi x, x1, x2...ed abbiamo cominciato a raccogliere dati, parole, conversazioni di tutti i tipi, di tutte le aree geografiche e mano a mano a individuare una serie precisa di individui su cui valutare l'impatto di questi messaggi. Il database si gonfiava giorno dopo giorno di dati su dati, di conversazioni, di profili cominciavamo ad avere un bell'oceano di caratteri alfanumerici su cui cominciare le nostre valutazioni quando senza che io me lo aspettassi minimamente mi cercò un mio amico di studi che non vedevo da oltre 15 anni. Era cosi cambiato che quando mi si presentò davanti ebbi l'impressione chissà perché che fosse un poliziotto. Mi disse che aveva studiato per 18 anni di seguito, senza divulgare i suoi studi a chicchessia, le caratteristiche della struttura economica nella nostra società e che era arrivato alla dimostrazione matematica (che naturalmente non rivelerò al suo posto) che questa base strutturale della società è composta di uno zoccolo dure (scusate il termine) completamente impermeabile alla parola e che quindi al fine del cambiamento di questa struttura nessun tipo di messaggio è in grado di alterarne i meccanismi di riproduzione. In poche parole la sua dimostrazione stava a dire che attualmente anche libri come la Bibbia o il Capitale non hanno assolutamente alcuna capacità di determinare alcunché in termini di cambiamento della struttura economica e del modo di pensare necessario a cambiarla. Mi disse non divulgo questa dimostrazione perché come è ovvio è perfettamente inutile non può determinare nulla in termini di cambiamento delle coscienze. La parola non è più veicolo di cambiamento economico, politico e sociale o meglio tramite essa non è più possibile veicolare messaggi di profondo cambiamento delle coscienze tra individui è perfettamente inutile, restano lettera morta: questo era il suo teorema.
Lui aveva studiato 18 anni per arrivare a una dimostrazione che era perfettamente inutile pubblicare ed io in questi anni avevo scritto fiumi di parole perfettamente inutili, c'era di che suicidarsi. Datemi del cianuro, liquido se possibile, mi piace di più da bere.
Gli studi del matematico (mi disse te li regalo) fecero prendere una piega diversa anche al nostro studio per conto della società (irrivelabile): tutti i messaggi di classe x1, x2 fino a xn davano in base alla dimostrazione valore di tipo y quanto? = 0. Avevamo fatto una bella fatica per niente ma almeno ci rimanevano tutti i messaggi di classe x = messaggi di tipo personale e le loro sottoclassi. Dovevamo stabilire il valore di tipo y quanto? solo a questi. L'indagine si era ristretta. Quindi anche i profili individuati si erano conseguentemente limitati. C'era solo da capire che valore avesse la parola nei rapporti personali tra individui. Meglio che niente. Qualcosa di non uguale a valore y quanto? diversa da 0 ci sembrava il caso di continuare a cercarla, almeno per far bella figura con la società che ci pagava e per non passare per i soliti estremisti catastrofici.
Il database fu scremato di tutti i dati non assimilabili a x e proseguimmo, avevamo sei mesi di tempo per consegnare il lavoro e ne erano passati solo due.
Secondo voi due o più individui, maschi, femmina o altro che siano nonostante siano agli antipodi per quanto riguarda estrazione culturale, geografica, età possono innamorarsi profondamente delle medesime parole, frasi, dello stesso schema mentale predisposto in maniera cosi profonda da dire: non ho mai amato nessuno come te oppure in maniera tale da non conoscere nemmeno la persona di cui si sono innamorate?
Vi pare possibile?
Ebbene i risultati del nostro studio hanno dato un valore y quanto? di questo tipo per i messaggi di tipo x = messaggi personali. La parola sebbene non capace più nemmeno di scalfire la struttura economica della società in cui operiamo per contralto mai è stata cosi potente nei confronti della sfera affettiva dell'individuo. Le parole nel campione analizzato hanno determinato un tale radicamento nella sfera affettiva del campione stesso che taluni individui di questo campione hanno vissuto un tale coinvolgimento che li portava ad essere innamorati profondamente anche di una persona che fisicamente non aveva nessun tipo d'impatto con loro in situazioni differenti dove il somatismo ha la sua parte nel resistere alla parola.
Abbiamo per dimostrare questo incontrato qualche campione ed abbiamo notato che la parola una volta fatto il suo lavoro a livello neuronico sull'individuo in questione faceva superare al massimo in un paio d'ore l'impatto con il somatismo niente affatto particolare di ognuno di noi e che sicuramente non poteva giustificare il grado di innamoramento cosi profondo dell'individuo campionato.
Così ci siamo ritrovati in mano Cyrano. Il più grande assistente alla comunicazione interpersonale mai conosciuto dalla storia, la dimostrazione che l'amore è solo una serie di parole messe in una determinata maniera in grado di arrivare al circuito neuronico di noi tutti ad un livello di intensità mai provato prima dalla persona, che il famoso 'duende' di Garcia Lorca non era nient'altro che una stringa di caratteri complessa e ricorsiva talmente forte da far pensare alla persona che ci rifletteva o che vi si trovava dentro di avere a che fare con cosa oscura e inesprimibile.
In che maniera potrà essere utile a qualcuno questo lavoro, Cyrano e potrà riscattarci così, almeno in parte, di alcune violazioni della sensibilità subite dalle persone campionate nel corso di questo studio sul valore della parole nella nostra società ipertecnologizzata?
Beh Cyrano potrà essere il coadiuvatore di tutti gli sfigati e sfigate della terra che non riescono a far innamorare nessuno o che non riescono a portarsi a letto nessuna bella persona se non pagandola, riuscirà a ristabilire una redistribuzione delle cose interessanti del mondo tra brutti e belli, tra quelle persone che hanno chi vogliono e quelli che no, una forma insomma di comunismo sessuale in cui anche gli storpi potranno far innamorare una bella fica oppure una sfigata potrà trascinare nell'oblio dell'amore il ragazzo che ha sempre sognato. Non so più come metterla per indorare la pillola ma Cyrano credo andrà a ruba nel mondo come la società che ne possiede il sorgente deciderà di metterlo in commercio. Ci servirà a scegliere le parole giuste e capire cosa l'altro si aspetta di sentire, ci aiuterà a rendere migliore questa vita in cui la parola non ha altro da fare che questo, cercare di far innamorare qualcuno, cercare di dargli l'impressione che sta vivendo la cosa più misteriosa e oscura della vita: l'amore, per qualcuno che nemmeno è bello, che quasi non sappiamo perché ci andiamo a letto.
Davvero più che un videogioco di nuova generazione Cyrano sarà il nostro assistente sociale in release sempre aggiornate nel caso da subito che so? ci fossimo dimenticati di inserire al suo interno le stringhe giuste per far innamorare una cinese di una regione meridionale oppure un indiano di una casta superiore a quella della donna che lo vuole far suo.
Che dire infine...speriamo che tutta questa serie di vantaggi sociali elencati a favore della possibile commercializzazione di Cyrano ben ci faccia convivere con il fatto di aver fatto innamorare persone per cui non potevamo provare niente, mai, dal buco nero della nostra crew...altrimenti se cosi non sarà vorrà dire ancora: cianuro per tutti.
Ogni fatto a persona o a situazione reale è puramente casuale e frutto della fantasia dei coautori. (Questo c'è da dirlo=)

5_ Sulla Conoscenza di Retroguardia ovvero sulla mancata conquista di una conoscenza non parziale

C'è poco da essere entusiasti di questa levata di scudi. C'è il rischio di scambiare un'azione ininfluente e conservatrice in una giusta battaglia di contrapposizione all'establishment tecnologico. Proprio quello che il potere in genere vuole: far muovere i suoi antagonisti su terreni che a loro sembrano destabilizzarlo ma che invece neppure lo scalfiscono. Questa è una sottile dinamica che il potere nelle democrazie tecnologicamente avanzate predilige per mantenere le sue posizioni e conservarsi immutato. Costringere i suoi antagonisti a giocare di retroguardia facendoli credere di stare a combattere per qualcosa invece di effettivo e fortemente auspicabile. Analizziamo un caso concreto di questa dinamica. Da molte persone in Rete ho sentito affermare che bisogna opporsi in tutte le maniere al tentativo di Microsoft di soppiantare Java. Motivazioni del tipo: non imparerò un altro di linguaggio di programmazione solo perché a Bill Gates fa piacere oppure è un tentativo per buttarci fuori dalla Rete e marginalizzare da Internet parte delle istanze di comunicazione tecnologica veramente libera e autogestita che di Java hanno fatto il loro protocollo di comunicazione. Una vera e propria levata di scudi. Bene premesso che tutte queste motivazioni sono abbastanza fondate per quanto riguarda le intenzioni da parte di Microsoft e che effettivamente attraverso questo tentativo di soppiantare Java con altri active server languages si cerca di imporre di fatto il proprio modello di sviluppo nella Rete c'è tuttavia da precisare che effettivamente Java è un linguaggio viziato da una serie di inadeguatezze rispetto alle esigenze di sviluppo della rete che vanno sempre più spingendosi verso una maggiore potenza delle connessioni finalizzata alla massima compenetrazione tra dati audio, video e alla velocità con cui questi dati devono arrivare infine fruibili all'utente. Orbene c'è da precisare che Java a parte il merito della sua portabilità non si può certo dire che sia il massimo per rappresentare adeguatamente in termini di applicazioni le linee di sviluppo tendenziale della Rete che abbiamo appena evidenziato. A questo fine non mi sembra ci siano dubbi circa il fatto che linguaggi tipo il Perl o l'Asp siano più adatti, flessibili e veloci. Il fatto stesso che non abbiano bisogno di Virtual Machine per girare su piattaforma mi pare un dato incontrovertibile circa il loro sempre maggiore utilizzo per realizzare applicazioni sui server. Detto ciò in questa strenua difesa del Java chi è conservatore e non al passo con i tempi noi o Microsoft? Senz'altro noi. E' inutile difendere qualsiasi posizione che si sà superata. Si rischia di fare la fine degli esuli russi che dopo la Rivoluzione d'Ottobre si riunivano nei clubs letterari di mezza europa rivangando il bel tempo che fu (vedere Nabokov 'il Dono'). Proprio quello che vuole il potere. Farci combattere delle battaglie che hanno come tema del conflitto qualcosa di completamente inoffensivo per esso. Scusatemi se mi ripeto quasi ossessivamente. Tra l'altro la questione del Java si Java no, di per sé, non sarebbe neanche da menzionare, tanto è anodina, se non ci desse l'occasione per riflettere sullo stato delle cose e su come si può affrontare con maggiore potere di critica e conoscenza un problema, questo si veramente cruciale, per il futuro della Rete e della libertà di espressione e cioè: invece di combattere guerre di retroguardia come contrapporsi efficacemente allo strapotere esercitato da Microsoft e dal potere tecnologico in generale che giocando sottilmente sull'obsolescenza di una conoscenza parziale fa si che la maggior parte delle istanze di autogestione in rete venga rimarginalizzata ogni qual volta raggiunge un certo grado di coesione e partecipazione attiva nella diffusione e costruzione di conoscenza? Bella domanda eh? Anche perché quello che sta avvenendo con Java si potrebbe ripetere ogni qual volta l'establishment lo riterrebbe funzionale ai suoi scopi e noi lì ogni volta a ricominciare daccapo oppure a levare scudi inutilmente. Sembra che non ci siano vie d'uscita e che i poteri forti specialmente riguardo alla gestione della conoscenza debbano sempre avere la meglio. Abbiano sempre la facoltà di dire l'ultima parola e di farci giocare di retroguardia nonostante i facili entusiasmi che ci prendono come ci pare possibile che non sia così. Cosa sbagliamo da parte nostra per ritrovarci sempre più o meno allo stesso punto di partenza? E' possibile intravedere una possibile via d'uscita da questo circolo vizioso? Dobbiamo rassegnarci? Cosa c'è che non va in tutti gli sforzi che abbiamo fatto per stare al passo con i tempi e l'evoluzione tecnologica?

Mi pare ora il caso di dire qualche parola su cosa c'è alla base di questo fenomeno di riappropriazione e esercizio libero della conoscenza che ci ha visti tutti più o meno partecipi, nella Rete soprattutto, in questi anni. Un movimento spontaneo che ha lasciato sperare a milioni di persone che forse c'era una possibilità di cambiamento vero nell'assegnazione dei ruoli all'interno della società e nella circolazione delle idee. Qualcuno ha parlato di Nuovo Rinascimento tecnologico e di quant'altro. Dunque alla base di tutto questo c'è da una parte il lavoro duro applicativo di persone che faticosamente si sono appropriate di almeno un linguaggio di programmazione al di fuori di ogni accademismo e confidando soltanto sulla loro curiosità e tenacia alimentata dalla voglia di capire, partecipare a quanto di nuovo si capiva stava nascendo: questa è veramente una pietra miliare di questa storia, la parte sicuramente più bella e entusiasmante. Dall'altra il rovescio della medaglia c'è parte delle stesse persone che una volta capito il meccanismo e impossessatesi in qualche maniera di ciò che gli occorreva ha pensato che questa acquisizione di conoscenza fosse, diciamo cosi di carattere assoluto, non una conoscenza di transito ma quasi uno status da difendere, a denti stretti, un po' come in grande scala fa il potere; hanno perso per così dire tutta la bontà della premessa coltivando l'utopia di possedere qualcosa di non parziale, di definitivo qualcosa che, magari soltanto nel loro microcosmo, gli avrebbe garantito il pregio e il rispetto sociale della piccola crew di cui facevano parte. In parole povere hanno interrotto gli studi, per narcisismo hanno creduto che la loro conoscenza fosse rivendicabile comunque, dimenticando che la conoscenza non può mai essere acquisita definitivamente, che va alimentata, lasciata crescere giorno per giorno e che non c'è spazio nella sua lievitazione effettiva per nessun tipo di narcisismo, neppure quello tecnologico. Mi rendo conto di questo ogni qual volta che parlando con un individuo appartenente a questa crew sento una certa supponenza nel suo discorso. magari solo per aver conosciuto un linguaggio o peggio ancora solo per aver trovato la maniera di aggirare un sistema di limitazioni su qualche server o su un canale chat. E' veramente brutto sentirli quando capita, sono le stesse persone che faticosamente hanno appresso quel poco che sanno, sono gli stessi che hanno reso possibile tutto questo: eppure oggi una parte di loro sta li a smanettare o a levare scudi conformistici invece di domandarsi come proseguire in quel duro lavoro che come gli ha permesso di sapere quel poco può ancora alimentare le loro, le nostre speranze di continuare a pensare che sia possibile contrapporsi in maniera autonoma allo strapotere dei potenti e di quanti vogliono fare della rete un mercatino o un mercatone globale di merci e non di democrazia. C'è da deporre gli scudi e continuare a studiare e ad acquisire conoscenza sempre meno parziale per tentare di riuscire a far giocare l'establishment di retroguardia, per riuscire cioè a vanificare in un batter d'occhio ogni tentativo di sussunzione e/o di rimarginalizzazione tecnologica che opera ai danni di chi non vuole smettere di parlare di tecnologia e libertà di espressione. Bisogna raggiungere un grado di conoscenza collettivo capace di vanificare in poco tempo ogni attacco di questo tipo, ogni cambiamento di linguaggio fatto apposta per rimarginalizzare chi non vuole sottostare alle leggi di mercato: se mettono al bando Java noi impareremo in poco tempo il suo sostituto e il sostituto del sostituto e cosi discorrendo. Anzi organizzandoci in network planetari cercheremo di anticiparli...ma non corriamo troppo cerchiamo da buoni e umili scolaretti di capire almeno di che tipo di studio e di basi abbiamo bisogno per operare collettivamente questo salto di qualità capace di non farci più combattere di retroguardia cioè per l'obsolescenza tecnologica. Vediamo se è possibile per il momento almeno mettere in evidenza alcune linee di tendenza su cui basare uno studio che possa farci acquisire in maniera duratura quel tipo di flessibilità mentale che occorre per non essere legati ad un solo linguaggio di programmazione e a un solo modo di concepire applicazioni informatiche. E' ovvio che la strada che passa per l'acquisizione di più linguaggi di programmazione possibili oltre che scontatamente percorribile è importante per farci conoscere diversi ambienti logici e altrettanti modi per eseguire in maniera simbolica diversa una funzione o una applicazione. Ma c'è una strada pure alquanto differente da questa, la quale, se ci porta un po' fuori mano rispetto alla base empirica di imparare linguaggi formali direttamente sul campo applicativo, altresì ci rende possibile quel tipo di conoscenza strettamente legata al fatto di imparare un linguaggio di programmazione in davvero poco tempo. Azz se c'è da studiare ragazzi...ma ne vale la pena, è l'unico passaporto in grado di farci proseguire questo viaggio nel mondo che volevamo costruire, un mondo dove la nostra parola e la nostra proposta vale davvero quanto quella di Bill Gates e dove a tutti quindi è data la possibilità di fare o dire qualcosa di più o meno intelligente.

Ai quanti di noi sono rimasti al sudore della fronte, al duro e isolato lavoro di studio non sarà difficile capire la necessità di operare ancora su questo fronte per andare avanti. A coloro che invece si sono lasciati un po' andare lungo questa strada mi si permetta umilmente di provare a spiegare che ad esempio capire la Diagonale di Cantor (nulla a che vedere con le diagonali del gioco del calcio eh) e il Teorema n.5 di Godel alla lunga da più risultati che riuscire a crearsi una backdoor nella workstation del rivale in amore di turno; che impossessarsi del sistema di notazione della Tipogenetica, (che simula il processo con il quale un filamento di DNA costituito di amminoacidi riesce attraverso gli enzimi a marcare tutti i processi cellulari presenti nel nostro corpo), oltre a farci capire infine il significato del titolo del film GATTACA, riesce molto più decisivo, ai fini di ottenere una certa familiarità con i sistemi formali complessi, ad esempio di una applicazione tesa ad ottenere una navigazione anonima oppure quella sviluppabile per crashare qualcuno come lo si incontra su un canale; oppure, che so, invece di fare a gara a chi è più svelto a sniffare la posta elettronica dello/a spasimante o dell'antipatico/a della situazione (sto menzionando i peccati più venali eh) provate a (o trovate anche il tempo per) conoscere attraverso la AT (aritmetica tipografica) come riuscire a rappresentare tipograficamente (attraverso valori simbolici) qualsiasi teorema, enunciato o funzione della matematica propriamente detta e viceversa: è il migliore esercizio per aprire la propria mente alla scelta del miglior linguaggio di programmazione per una qualsiasi applicazione complessa che vi potrebbe capitare di dover realizzare e soprattutto per imparare in tempi brevissimi a familiarizzare anche con i linguaggi che non conoscete; e ancora non disdegnate a priori lo studio della matematica Zen ovverosia dei Cicli Ulteriori e qualche bella partita a scacchi oppure l'analisi delle sue regole tra una sniffatina e l'altra di conversazioni e posta elettronica, non è un caso che tutti i maggiori studiosi del Mit (quali Marvin Minsky e Douglas Hofstadter per tutti) abbiano affrontato anche da questi punti di vista argomenti come l'autorefenza e la ricorsività necessaria a sviluppare linguaggi informatici finalizzati alla ricerca sull'IA (vedere la struttura e la simbologia di linguaggi come lo SHRDLU o dell'ILP) oppure argomenti come la struttura e il funzionamento della mente umana (date un occhiata alla Società della Mente di Minsky). Insomma c'è da riconfigurare un po' lo spettro dei nostri interessi di ricerca per ottenere un tipo di conoscenza che non sia più talmente parziale da metterci fuori gioco ad ogni salto tecnologico. E' meno difficile di quanto possa ritenersi realizzare questa wannabezzazione del mondo. E' una linea di tendenza che (insieme a quella, da non tradire mai, di GPLellare tutto quanto in nostro sapere) una volta innescata si muove direttamente verso la ricomposizione tra la lavoro intellettuale e lavoro manuale, è l'unica conquista che può dare un senso alla scolarizzazione di massa che ormai non può essere contenuta nel modello di mansioni parcellizzato che questa società ci propone. Il mio sogno, la mia utopia è immaginare almeno un miliardo di persone su questo pianeta che nonostante la licenza media o il diploma abbiano il tipo di conoscenza di cui abbiamo appena parlato. Allora ci sarebbe da divertirsi, vorrei vedere i vari Bill Gates & company chi mettono tutto il giorno a fare i siti web per i commercianti, voglio vedere a chi le affibbiano le vari patenti per i computer, si sarebbe divertente davvero vedere tutto questo. Non so se una conoscenza di questo tipo, non parcellizzata, così diffusa e che non ha bisogno di avalli accademici, possa realizzarsi e in che tempi ma di una cosa sono sicuro, è sulla conquista di questo tipo di conoscenza che si giocherà la partita tra noi e loro, tra chi vuole attraverso la detenzione esclusiva della conoscenza tenere per sé tutto il resto e tra chi attraverso la sua massificazione vuole ridistuibire di concerto anche tutti gli altri tipi di risorse disponibili sul pianeta, tra chi vuole un mondo globalizzato solo per le merci e chi lo vuole globalizzato soprattutto per la pari partecipazione di tutti alla sua evoluzione.
La lotta sarà dura per affermare il nostro diritto alla conoscenza ricomposta, in bocca al lupo a tutti noi...e crepi il lupo ovviamente... tutta Microsoft.. e sistemi affini.