Stan

Sette giorni di un amore
(Incompleto)

1° GIORNO
Quella mattina inizia normalmente, nel più classico dei modi: arriva sua madre a svegliarlo. Lei dopo aver alzato la serranda inizia a scuotere il letto ma visto che non faceva nessun effetto lo scopre, a quel punto Marco si sveglia. Guarda l'orologio: 8:20. E' TARDISSIMO. Deve andare a scuola. In meno di 5 minuti si deve vestire, allora sceglie dall'armadio le prime 4 cose che gli vengono in mano ed esce di corsa senza essersi lavato e senza neanche aver fatto colazione. Prende la vespa che ovviamente non si accende né con l'accensione elettronica né con la pedalina, deve accendere a strappo, prende la rincorsa e vai partito. Sfreccia in mezzo al traffico raggiungendo velocità allucinanti per una vespa, sfiorando macchine moto pedoni. L'arrivo a scuola è sempre "fantastico", il lunedì infatti pur avendo raggiunto velocità da gran premio sono le 8:40 e alla prima ora c'è il Professor Porceddu, tipico professore di Italiano che crede che la sua materia sia la più importante del mondo. Arriva in classe bussa ed entra. Il prof. in un attacco d'orgoglio dice: "Marco non avevo ancora detto avanti, e poi tanto sei arrivato in ritardo per cui dovrai entrare alla seconda ora" "Ma professore ho avuto un incidente..." "Marco zitto non mi interessano i tuoi problemi e le tue scuse, devi andartene" Marco è ormai incazzato , non entrerà alla seconda ora. Decide di raggiungere i suoi amici. Saranno sicuramente al bar. Il bar è dall'altra parte della strada rispetto alla scuola quindi lascia la vespa a scuola e ci si reca a piedi. All'ingresso trova i suoi amici e trova anche la creatura più fantastica e più bella che lui abbia mai visto. "Ciao raga" inizia a salutarli uno per uno "ciao Fra, ciao Gim, ciao Mauri, ciao Richi...ciao piacere Ma-Ma-Marco" e inizia a balbettare quando si trova davanti a lei. "Ciao io mi chiamo Barbara ma perché balbetti?" Lui davvero rossissimo "no era uno scherzo!!". Tutti insieme decidono di andare al mare. Marco aveva lasciato la sua vespa lì a scuola ed ora il cancello era chiuso. Francesca va in motorino con Gim il suo ragazzo, Riccardo con Maurizio. Barbara "Allora Marco tu vieni con me" "Si però guido io" "Va beh, ma solo per questa volta" E' fantastica pensa Marco che non riesce a toglierle gli occhi di dosso soprattutto quando sorride. Si è fatta già l'una e Marco e Barbara hanno parlato di qualunque cosa da subito, infatti Marco aveva fatto in modo di perdere di vista gli altri. Mentre tornano a scuola in modo che Marco possa riprendere la sua vespa Marco dice: "Non è che mi dai il tuo numero di telefono?" "Certo che te lo do ma non ora, non oggi, magari ci rivediamo qui a scuola altre volte e poi vediamo" "Senti se ti va stasera puoi venire alle prove" "Ma allora tu sei il cantante dei Manovra Drastica?" "Si perché?" "No, perché vi ho visto l'altra sera al Fuoritempo e mi siete piaciuti, ma non ti avevo ben presente". Come ogni pomeriggio Marco si reca a casa di Gim dove fanno finta di studiare un po' e poi si attaccano al PC cercando di fare basi elettroniche che mancano ai loro pezzi. "Marco allora, Barbara? Com'è? Cosa avete fatto?" "Niente, lei è diversa dalle altre. Non ci siamo neanche scambiati i numeri di telefono" "Non ti preoccupare io ce l' ho, è un'amica di Fra dall'infanzia" "Eh, si, adesso ci credo... e com'è che l' ho vista solo oggi?" "E' chiaro che l' hai vista solo oggi! Non abitava qui a Cagliari ma in Belgio con i genitori, che poi hanno preferito ritornare qui perché non riuscivano ad integrarsi" "Ah ecco!" "Stasera ha detto a Fra che passerà alle prove" "Si? Mitico!! Dai incominciamo ad andare che, fra parentesi, tanto qua non abbiamo combinato niente". Giunti in saletta trovano come al solito Richi alla batteria, Francesca al basso, Maurizio alla chitarra e Barbara che canta. Marco si avvicina a lei e le da un bacio sulla guancia "Hai una voce fantastica" "Macché, cosa dici...poi mi vergogno e divento tutta rossa" "Oh, ma è vero! Io non faccio mai complimenti gratuiti. Dai ragazzi cominciamo le prove che abbiamo solo un'ora perché dopo ci sono i Freaktown". "L'ora di prove passa sempre molto in fretta quando abbiamo tanti pezzi da provare. Non siamo ancora riusciti a provare quei due pezzi di Gim" dice Richi. "Ragazzi" interrompe Marco "a proposito, ho scritto un pezzo nuovo ma non è il nostro solito pezzo allegro e skazzato. E' un pezzo dolce di musica leggera". E così anche Barbara scopre che Marco scrive pezzi d'amore. Al ritorno dalle prove Marco torna a casa con Gim e prima di salutarsi dice "Hei Gim allora me lo dai quel numero di telefono, quello di Barbara?" "Allora non mi sbaglio! Ti piace?" "Dai Gim non fare lo stupido me lo dai o no?" "Certo che te lo do, ma dimmi una cosa: quel pezzo che hai scritto lo hai scritto per lei?" "Ma...si e no, ma a te cosa te ne frega? Non mi rompere..." Marco torna, sfrecciando velocissimo fra una discesa e una salita, a casa, felicissimo perché ha il numero di quell'incanto di ragazza... Appena arrivato non saluta neanche i genitori e la sorella e si lancia subito al telefono per chiamarla... "Pronto?" "Pronto Barbara come va?" "Si? Ma chi sei?" "Scusa Barbara sono Marco, ti ricordi?" "Certo che mi ricordo, ma sei scemo? Abbiamo passato quasi tutto il giorno insieme..." "Senti cosa fai stasera?" "Devo stare a casa a guardare mio fratellino, i miei genitori vanno a teatro e lui ha solo 3 anni. Quindi...perché?" "No, boh, così...era per sapere se ti andava di uscire con me, conoscerci un po'...e magari..." "Fermo, fermo non correrai un po' troppo?" "scusa ma..." "Hei ti va di passare a casa mia? Magari ci prendiamo una pizza e poi chiacchieriamo un po', però non troppo tempo perché se ci beccano i miei genitori sono guai!" "Oh! E' perfetto, niente di meglio! A che ora passo?" "Ma, verso le 21.00. Va bene?" "Si chiaro. Porto le pizze? Che pizza vuoi?" "Ma, non so, fai un po' tu" Marco alle 20.30 è già sotto casa di Barbara che suona il clacson della vespa per vedere se può salire. "Hei Marco!" si affaccia Barbara al balcone "parcheggia e sali" "Sono già le 23.30: non pensavo che fosse passato così tanto tempo" "Marco, mi sa che ti devo mandare via" "Si. Ok, anche perché se no i miei...avevo detto che sarei tornato presto verso le 22.00..." I due ora sono sul punto di salutarsi, si salutano con due baci sulla guancia ma i due nasi si sfiorano, gli sguardi si incrociano e i due si uniscono in un bacio appassionato e dolce. Il nostro Marco torna a casa volando dalla felicità e saltando di gioia, esaltato da una serata con la ragazza dei suoi sogni.

2° GIORNO
Sono le 8.15 ma oggi Marco non sta dormendo: è già bello che in piedi che si veste perché deve andare a prendere Barbara per andare a scuola. Esce di casa alle 8:20 e alle 8:25 è già li da lei che parlano: "Ciao bellissima come va?" "Bene e tu?" "Ieri è stato bellissimo". Decidono di lasciare la vespa a casa e di andare con un solo motorino. Arrivano a scuola e incontrano Richi e Maurizio che sono appena arrivati e stanno decidendo di non entrare neanche oggi per andare a provare: "Dai Mauri non possiamo entrare, stasera abbiamo il provino" "Ma Richi, io ho il compito di latino...quella stronza poi mi interroga e io non ho mai capito un cavolo di latino!" Interviene Marco:"Dai Mauri è la nostra grande occasione di diventare grandi" Barbara arrabbiata entra nel discorso dicendo: "Ragazzi non dovete forzarlo, deve essere lui a decidere" "Va be!! Mi hai convinto, Barbie" "Ragazzi, dobbiamo recuperare Gim e Fra" Dopo aver riunito tutti i componenti del gruppo, decidono di andare in sala prove per scegliere e provare i pezzi da portare al provino. Sono tutti molto emozionati e euforici però sono anche un po' nervosi per l'importanza di quello che stanno facendo. Marco è il più nervoso di tutti perché pensa che molto dipende da lui dato che è lui che canta e che ha scritto i pezzi. Una volta arrivati in saletta e dopo essersi sistemati Marco dice con tono un po' incazzato: "Dai ragazzi non possiamo perdere tempo in fesserie. Dai Richi sistemati...dobbiamo decidere i pezzi da suonare, io però non voglio decidere" "Ma Marco abbiamo scritto e già provato i pezzi, perché non li possiamo fare tutti?" "Si, Gim ha ragione" "Forse Richi e Gim non avete capito che non stiamo andando nel solito localino e possiamo suonare per ore, stiamo andando ad un provino dal cui esito dipenderà la nostra vita, e non dobbiamo commettere errori" "Scusa Marco, allora decidiamo i pezzi nel più classico dei modi, facciamo ad estrazione" "Si grande Fra, tu si che sei intelligente". Dopo aver scritto i bigliettini fanno fare l'estrazione a Barbara che era anche lei in sala prove. Dopo aver scelto tre pezzi il gruppo dei Manovra Drastica suona tutta la mattina fino a circa l'ora di pranzo. "Dai basta raga abbiamo provato abbastanza. Vediamo stasera di non far cagate" "Grande Marco!" Barbara nel frattempo aveva abbracciato Marco. "Stasera mi raccomando puntuali alle 19:30 da me e poi andiamo direttamente. Li c'è solo la batteria quindi ognuno porta i suoi strumenti...non dimenticatevelo" "Va beh ciao" "Ciao" "Ciao" Marco e Barbara si recano allora a casa di Barbara dove trovano la vespa. Decidono insieme di andare ad un McDonald's. Dopo aver pranzato Marco dice: "Vorrei che tu non venissi al provino" "E perché?" "Perché quando sto con te sono emozionato e contento, invece quando canto devo stare freddo, distaccato e concentrato quindi...ti prego capiscimi!!" "Ok, ma solo per questa volta, non pensare che quando suonerai in qualche locale io non venga" "Si è chiaro, ma questo è importante" Dopo questa breve discussione Marco dice: "Barbie è tardi, dai dobbiamo andare sennò non faccio in tempo a vestirmi" "Ti devi cambiare?" "Si vorrei fare una buona impressione con quel tizio...cazzarola, non mi ricordo neanche il nome" "Si chiama... il nome inizia con la F, e il cognome? Ah, si chiama Francesco Rossini, è qui in Sardegna per la promozione di un nuovo gruppo emergente" Nella strada del ritorno, con i motorini affiancati i due continuano a parlare di come Marco abbia fatto a mettersi in contatto con Francesco Rossini. "Praticamente ero in un locale, si, al Fuoritempo, che cantavo da solo alcuni pezzi alla chitarra e si è avvicinato lui e mi ha detto chi era e se mi sarebbe piaciuto provare davanti a degli esperti che mi avrebbero visto e poi deciso se farmi fare un disco oppure no" "E tu cosa gli hai detto?" "Io gli ho detto che avevo un gruppo, che avevamo dei pezzi nostri e che, se a lui andava bene, saremmo potuti andare tutti" "E lui ha detto ok?" "Si" I due a questo punto sono arrivati a casa di Marco e si sono fatte le 19:35 e tutti sono li sotto casa con tutti gli strumenti che li aspettano. "No, venite quando volete, mi raccomando" dice Richi. "Dai Richi non rompere che già sono agitato" "Ciao Marco, io vado" Barbara abbraccia e bacia Marco. "Ciao ragazzi, fatemi sapere" "Barbie ma perché tu non vieni" chiede Francesca... "E' perché non faccio in tempo, devo guardare mio fratellino, mi dispiace" "Dai ragazzi dobbiamo andare! Dobbiamo essere alle 20 lì nel loro studio" I Manovra Drastica tutti insieme nel furgone del padre di Marco vanno nello studio. "Buonasera, io sono Marco Tardini e questo è il mio gruppo: Riccardo Mascia alla batteria, Gim Barnetti alle tastiere e al computer, Maurizio Fantoni alla chitarra e Francesca Fantoni al basso. Insieme siamo i Manovra Drastica " "Piacere di conoscervi. Io e te Marco ci conosciamo già. Questi sono i miei due collaboratori ed esperti che ascolteranno i vostri pezzi. Dai ragazzi iniziate a sistemarvi, la prima porta a sinistra". Il gruppo entra nella stanza e Richi dice "Fantastica questa batteria" e la prova "o ragazzi, il tizietto stà parlando al telefono noi dobbiamo iniziare quando siamo pronti, e noi siamo già pronti!" Francesco Rossini con un cenno dice al gruppo di incominciare, anche se lui parla al telefono. Il gruppo inizia. Suonano benissimo, la migliore prestazione di tutta la loro vita. Marco non aveva mai cantato così bene. Dopo aver suonato i tre pezzi vengono chiamati in disparte da Francesco Rossini che stà ancora parlando al telefono. "Scusa Lisa ma ora devo chiudere ho un'importante questione da discutere. Ciao. Basta, stò chiudendo" A questo punto chiude il telefono e dice a Marco: "Venite nel mio studio, vi devo parlare di una cosa importante". Tutti insieme si recano nel suo ufficio, e Marco è agitato e nervosissimo. "Allora ragazzi vorrei dirvi "firmate qui, il contratto è pronto". Ma non posso. Mi sembrate bravi, ma anche l'imitazione dei Tiromancino e dei Subsonica. Un incrocio tra Ligabue e Madonna. Dai ragazzi non siete per niente originali! Si, siete bravi. Tu, Marco, canti veramente bene, ma sapete com'è: se non si è originali e un po' uguali agli altri non si vende, e io non voglio produrre un gruppo perdente..." Francesco stà ancora parlando e Marco si è già alzato "Ragazzi andiamo io non voglio aver a che fare con uno stronzo del genere". Escono tutti, Marco per ultimo che sbatte la porta. Prendono gli strumenti e vanno a casa tutti nel furgone, non come all'andata in allegria e cantando, ma in rigoroso silenzio senza neanche dire una parola. Marco li accompagna e poi torna a casa. Si sono fatte le 23:30. Si mette a letto, e fissando il soffitto e ripensando alle parole del produttore riesce ad addormentarsi solo dopo un sacco di tempo.

3° GIORNO
"Marco sono le 8.25 devi andare a scuola è tardi" "Mamma dimmi che è tutto un sogno" "Cosa?" "Tutto" "Marco non rompere e svegliati, ieri notte a proposito ti ha chiamato Barbara" "Oh no, mi sono dimenticato!" "Di fare cosa?" "Mamma non rompere". Il rientro a scuola è sempre traumatico e drammatico, soprattutto dopo 2 giorni di "vacanza". Si, vacanza fantasma. Marco, come ogni santo giorno, arriva a scuola in ritardo e chiaramente senza la giustificazione, sia per il ritardo, sia per le ultime due assenze. "Marco siediti, tanto ormai con te... scommetto che non hai portato la giustificazione" "No professore, l'ho dimenticata. Si, era proprio li, sul mobile, ma sa com'è, ero già in ritardo..." "Piantala Marco, ora mi devi pure prendere per i fondelli" "No prof., non oserei mai". Nel silenzio dell'aula, quando i ragazzi in religioso silenzio aspettando i nomi dei fortunati che verranno interrogati, si sentono solo due persone bisbigliare: sono Marco e Richi che dall'ultimo banco discutono sulla possibilità di superare la velocità della luce. "Allora Richi, se noi costruiamo un motore-orologio che fa uno scatto al secondo e ci colleghiamo un'asta talmente lunga che possa percorrere un arco più lungo di 300000 km è fatta!" "Si, però dove lo trovi un orologio così potente?" I due ragazzi discutono molto animatamente e il professore incomincia a indispettirsi. "Allora ragazzi, i due volontari sono Riccardo e Marco, visto che stanno parlando avranno qualcosa da dirci" "No professore, non vengo, non sono pronto" esordisce Riccardo e Marco prosegue "Neanche io lo sono, preferisco venire un'altra volta" "Ragazzi non fatemi alterare sapevate che oggi avrei interrogato lo sapevate da almeno una settimana, e sapete anche che non sopporto un rifiuto, quindi venite qui, mi dite quello che sapete quando io ve lo chiederò e basta". Allora Riccardo si alza e va vicino alla cattedra. Era infatti il termosifone accanto alla cattedra e alla finestra il luogo deputato alle interrogazioni. Marco però, che è molto testardo e vuole sempre fare a modo suo, non ha nessuna intenzione di alzarsi "No prof, io non vengo mi metta il 2" "Marco, forse non hai capito -dice il prof molto arrabbiato- non hai scelta, se io dico che devi venire qui all'interrogazione, così tu dovrai fare, se no ti avrei chiesto "hai voglia di venire all'interrogazione?"" "Si professore, ho capito benissimo" e nel frattempo si alza e fa come per recarsi lì al termosifone. All'ultimo gira e va verso la porta "Si prof ho capito, ho capito che lei si crede un dittatore, mentre invece è un povero sfigato, che non essendosi realizzato è un represso...mi fa pena!" Marco dopo aver detto ciò apre la porta e fugge in bagno. Vi rimarrà fino a quando la bidella lo andrà a chiamare, dopo circa un'ora, perché gli vogliono parlare in presidenza. In presidenza Marco incontra, oltre al preside, il professore di italiano che lo ha informato dell'accaduto e pretende una sospensione. "Allora Marco...ti sembrava opportuno fare quello che hai fatto?" "Si signor preside, non mi andava e non mi va di sottomettermi" "Marco, sai che dovrò sospenderti per almeno un giorno. Tu sai che io non sospendo mai nessuno, se tu chiedessi scusa non lo farei. E' un peccato per te rischiare l'anno così. Hai una media voti invidiabile, sei bravo, ma perché ti comporti così?" "Lo so io, signor preside: Marco è uno sbruffone maleducato, che non ha il senso della misura e pretende sempre di avere ragione". Dopo questa ramanzina dei due Marco non accetta di scusarsi perciò viene sospeso. Passa la mattina a pensare a quello che ha fatto, se veramente in ogni situazione avrebbe reagito così e se realmente si sarebbe comportato così. Alla ricreazione tutti i compagni di classe e di sezione gli fanno i complimenti per quello che ha fatto. "Marco sei stato grande" "non avrei fatto di meglio" "lo hai umiliato". Queste sono le frasi che gli dicono e che gli ronzano in testa. Barbara si avvicina e dice "Marco cos' hai fatto, cosa sono queste voci che circolano?" "Si Barbie, ho risposto male al prof. e mi ha fatto sospendere. L' ho umiliato. Del resto ieri uno stronzo ci ha fatto la stessa cosa per cui se possono farlo a me, perché io non posso farlo agli altri?" Finisce la ricreazione e i due si allontanano molto freddamente come se nei giorni precedenti non fosse successo niente. Il pranzo è deprimente tutti che gli chiedono "ma come stai, stai bene, hai qualcosa, ti vedo triste" e lui sempre più nervoso e alterato che risponde "Non ho niente sono solo un po' stanco" Marco non ha il coraggio di raccontare quello che è accaduto a scuola, anche perché il padre se lo avesse saputo si sarebbe arrabbiato. Per giustificare il fatto di non andare a scuola il giorno dopo, inventa che c'è un assemblea d'istituto. Nel pomeriggio non va neanche da Gim, rimane tutta la sera sdraiato sul tappeto in camera a fissare il soffitto, fino a quando verso le 18:30 chiama Barbara a casa sua e parlano per circa 1 ora e 30 al telefono. Una telefonata in cui lei rimprovera lui di quello che ha fatto, lo rimprovera di aver messo un anno così facile a rischio di bocciatura. Lui dal canto suo si giustifica dicendo che non poteva fare altrimenti.


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