Stan

Cosa ne so
(Incompleto)

1. Appartamento festa. Interno. Notte.

15/10/2002
(musica ad alto volume)
Scorrono sullo schermo facce di gente che chiacchiera, mangia, beve, ride. Nell'appartamento, piuttosto grande, è in corso una festa di compleanno con numerosi invitati, per lo più intorno alla ventina. La musica copre le chiacchiere della gente, un gruppo suona dal vivo. Tra gli invitati, la camera primo piano isola una ragazza, Laura, che si guarda intorno, cercando qualcuno. Laura cammina piano e raggiunge un ragazzo, Marco, che seduto in disparte, con l'aria piuttosto attenta ascolta il gruppo da lui invitato.
Laura
Come va?

Marco
A parte questo gruppo la festa è una palla.

Laura
E' vero, ma non fare quella faccia, tra un po' il tuo compleanno è passato. Ma dimmi, come si sta a 18 anni??

Marco
Sinceramente, tutto come prima. In più potrò votare, ma sai che palle, poi se faccio qualche cazzata vado al gabbio, ma il bello e che finalmente potrò guidare la macchina.

Laura
Ma se la guidi da quando ci siamo conosciuti.

Marco
Si vabbè ma avrò una patente.


Breve risata.Marco si allontana, raggiunge un tavolo, prende due bicchiere, poi si avvia verso Laura, che nel frattempo è stata raggiunta da un terzo ragazzo, Stefano, con cui sta conversando.

Stefano
Senti lo vuoi capire che io ti amo.

Laura
Basta cazzo, a me non importa niente di te. Lasciami stare.
(Stefano la prende per un braccio)
Lasciami in pace.

Stefano
Dai vieni con me, per l'ultima volta.

Ora marco li raggiunge.

Marco (in tono arrabbiato)
Senti se ti dice di lasciarla in pace vuol dire che la devi lasciare in pace.

Stefano si sta allontanando.


Stefano
Si ma non finisce qui.

Ora Stefano è uscito dalla scena e Laura e marco sono faccia a faccia soli anche se con tanta gente intorno le due facce si avvicinano stanno per baciarsi.

Laura
E' meglio di no.


Laura si allontana di corsa verso la sala da pranzo.

1 A. - Appartamento festa - bagno

Ora Marco è davanti alla porta del bagno. La apre.
Controcampo. La porta si apre. La luce è accesa. Marco entra, alza lo sguardo, e di colpo sul suo volto si disegna una smorfia di stupore e di orrore. Un urlo disperato gli esce dalla gola.

Marco
Noooo!

Controcampo. Immersa nella vasca piena d'acqua, c'è Laura, gli occhi chiusi come se dormisse. Sulla gola un taglio sottile, dal quale fuoriesce un rivoletto di sangue che comincia ad arrossare l'acqua. La camera avanza lentamente, mentre in colonna si sentono le voci e i passi di gente che accorre e inizia una musica.


2. Pizzeria. Int. Notte.
10/04/2002
Le mani, abili e velocissime, del cuoco che preparano la pizza, mentre in colonna continua la musica. Poi due piatti, con sopra due pizze, vengono depositati su un tavolo. Nel seguirli, la camera scopre Laura, che è seduta al banco con Stefano.
Cameriere
Allora buon appetito.
Laura e Stefano (all'unisono)
Grazie, Mario.

Il cameriere si limita ad abbozzare un sorriso e a fare un leggero inchino con la testa.

Laura (iniziando a tagliare la pizza)
Questo di stasera non era un invito per una cena romantica, ma dobbiamo discutere.

Stefano
E di cosa, vedo che tra noi tre va tutto bene.

Laura
Risparmiami l'ironia.

Stefano
Davvero, intendo dire che con quel Mirco, Marco o come stracazzo si chiama mi sembri abbastanza in sintonia .

Laura gli lancia uno sguardo irritato, mentre comincia a mangiare alcune fatte di pizza.

Laura
Non farò più finta di niente.

Stefano la guarda sorpreso.

Laura
So di quella tua avventura con Barbara, Marco mi ha solo aperto gli occhi.

Stefano
Certo, e non solo quello, visto come ti tocca. E in ogni caso quello è acqua passata, se tu vorrai e non vedrai più quel Marco io vorrei riprovare, con te.

Laura
Lascia perdere Marco che, non c'entra niente.

Stefano sorseggia un po' di birra.

Laura
Tra noi è finita, io non ho più niente da dire.

Stefano
Ma di me non ti importa io non posso stare senza te.

Laura
Me ne frego. Mi hai trattata talmente male che oramai non ti sopporto più; non mi ricordo neanche il perché io mi sia innamorata di te.

Prima che Stefano abbia il tempo di rispondere, Laura tira fuori dalla borsetta 5 euro si alza e li mette sul tavolo.

Laura
Questo è più o meno quello che dovrei pagare io. Ciao mi sa che non ci vedremo più, e cerca di accettare che non siamo più insieme.



3. Toilette discoteca. Int. Notte.
26/02/2002
La porta della toilette si apre con violenza. Entra Laura, che ha l'aria piuttosto sconvolta.

Marco (guardando Laura con fare preoccupato)
Problemi ??

Lei lo guarda con noncuranza e non gli risponde.

Marco
Almeno stai bene

Lei lo guarda con noncuranza e non gli risponde.

Marco
Sai qua sei nel mio ufficio e se sei e entrata qui vuol dire che hai bisogno di qualcosa.E' tutta la sera che ti sbatti. Ti ho notata da prima.

Laura
Senti sto bene. Ma il mio ragazzo è andato via. Doveva accompagnare una sua amica e io non so come tornare.

Marco
Se mi prometti che non è un modo per abbordarmi ti posso dare un passaggio.

Laura fa un sorriso ammiccante e lo guarda dritto negli occhi.

Laura
Perché se anche ti volessi abbordare tu non mi daresti un passaggio.

I due ragazzi si fissano

Marco
Io sono Marco.

Laura
Laura piacere.

Una breve stretta di mano.


4. Strada e ingresso discoteca. Est. Notte.

Laura e Marco si allontanano dall'insegna al neon della discoteca. Ora sembrano aver superato la fase del silenzio imbarazzante.

Marco
Questa è la mia macchina sali.

Le apre la portiera.


Interno macchina
Laura
Quanti anni hai?

Marco
Se telo dico no ci credi.

Laura
Dai. Allora provo ad indovinare.
Vediamo vediamo (e lo scruta dalla testa ai piedi)

Marco
Beh ...allora?!?


Laura
22

Marco
No di meno.

Laura
20

Marco
Meno

Laura
18 di meno non è possibile.

Marco
Si che è possibile ne ho 17

Laura
Dai non dire cavolate.

Marco
Senti guarda.


Tira fuori la carta di identità.

Laura
Cavolo... hai davvero 17 anni. Ma come, non puoi guidarla, ma di chi è, l' hai rubata.

Marco
Piano piano una domanda alla volta, la macchina e dei miei genitori, loro non stanno mai a casa lavorano fuori tutti e due, perciò io posso prenderla in prestito.

Laura
E loro lo sanno??

Marco
Non credo proprio, se lo sapessero mi ucciderebbero.


5. Strada periferia - auto - Notte
varie inquadrature all' auto e al paesaggio.


6. Fronte spiaggia. Est. Alba.

L'automobile è ferma davanti alla spiaggia. La camera si accosta velocemente. Dietro i finestrini leggermente appannati, le figure di Laura e Marco ci appaiono come vaghe ombre, ma le voci si sentono benissimo.

Laura
Mi è sempre piaciuto vedere l'alba al mare.

Marco
Si ma comunque stai divagando. Non mi hai ancora risposto. Quanti anni hai??

L'inquadratura passa all'interno della macchina.

Laura
Scemo! Io ti parlo di cose romantiche e tu vuoi sapere quanti anni ho!

Marco
Dai, non ti arrabbiare non capisco perché non me lo voglia dire. Non sei poi così vecchia.

Laura
Vabbé ho 15 anni

Marco
Ma non dire!!! Davvero ???

Laura
Macchè ci sei cascato ho 23 anni

Marco
Ci devo credere??

Laura
Si è la verità
Attimi di silenzio i due si guardano con dolcezza si avvicinano e si baciano in un breve bacio dolcissimo, dopo poco Laura si allontana.

Laura
E' ora di andare.

Marco
Si hai ragione.

6 A. Lungomare. Est. mattina.

L'automobile viaggia veloce lungo uno stradone di periferia.

Laura
Sono arrivata

Marco
E si... allora me lo dai il tuo cell

Laura
Ok

Lei scende dalla macchina.

Marco
Allora ci sentiamo magari passo all'uscita o andiamo a farci un giro.......che ne so...

Laura
Ok ma senza nessuno sbattimento

Marco
ok

Laura si allontana dall' auto ed entra in un palazzo.


7. Appartamento Laura. Int. Notte.
05/03/2002

La porta si chiude pesantemente alle spalle di Laura. La mano che cerca l'interruttore, ma non lo trova perché Laura, lentamente, si accascia sul pavimento, contro la porta, e piega la testa come per dormire. La camera si allontana lentamente, percorre il corridoio, entra in bagno, si solleva a inquadrare lo specchio del lavabo, che è illuminato. Laura entra in campo. Ora indossa mutandine e reggiseno. Il volto, riflesso nello specchio, è pallido stanco e shokato. Lei ne sfiora i tratti con la punta delle dita come se avvertisse il bisogno di riconoscerlo come il suo.
La mente ripercorre quegli attimi in cui lei in quel vicolo si era trovata a contatto con quel maniaco.
Ora Laura è sotto la doccia ripensa a quel gesto istintivo con cui si è liberata dall'uomo che la stringeva contro il muro. Un gesto istintivo quello di sferrargli un calcio tra le gambe, poi via in fuga una corsa contro se stessa contro la paura contro gli uomini.
Poi lo squillo di un cellulare, proveniente dall'ingresso. La camera arretra, di nuovo riguadagna il corridoio e va a stringere sulla borsa poggiata sul divanetto.


8. Appartamento Marco. Int. Notte.

Marco è seduta sul letto e impugna il cellulare in attesa di una risposta.

Marco
Dove cazzo sta?

Ancora un momento di attesa, poi Marco spegne il cellulare, lo getta di lato e si alza.

L'appartamento è piccolo, tre semplici stanze, comunicanti tra loro, con le pareti dipinte a colori vivaci. Marco va alla cucina e si china a osservare qualcosa che è dentro il forno. Quindi lo apre, ne tira fuori una teglia, che contiene una torta fumante e dorata, la osserva compiaciuta.

Marco
Uhm... dev'essere buonissima.

Con un coltello ne taglia una fetta e la mette in un piatto.

Marco torna nell'altra camera, poggia il piatto sul comodino, va ai piedi del letto, con evidente piacere mangia un paio di bocconi della fetta di torta, poi mette da parte il piatto, si allunga per prendere una sigaretta, l'accende.

Marco
Cazzo proprio buona questa torta, mia madre le sa fare proprio bene.

Si allunga, prende il piatto con la torta, ne mangia un boccone.


Una breve pausa. Angelica sospira. Poi afferra il cordless, digita un numero, resta in attesa. Nessuna risposta. Contrariato, schiaccia un pulsante, compone un altro numero, di nuovo si pone in attesa. Si allunga per spegnere la sigaretta. Ancora nessuna risposta.

Marco
Uffa, che palle! Non c'è mai nessuno.

Con un gesto brusco lo butta di lato. Poi lentamente si stende e si rannicchia in posizione fetale, affondando la testa nel cuscino.

9. Androne palazzo Laura. Int. Giorno.
07/04/2002
Il portone si apre. Laura entra e va alle cassette delle lettere, apre la sua, raccoglie la posta e si dirige verso l'ascensore.


10. Appartamento Laura. Int. Giorno.

Laura si chiude la porta alle spalle e accende la luce.
L'appartamento consta, oltre che di un bagno, di una sola grande stanza: un letto matrimoniale, un grande tavolo con un computer e relativi accessori, un angolo cucina, due o tre sedie e poi, in allegro disordine, tanti libri e riviste, prodotti di bellezza, vestiti. Vive infatti da sola nello stesso palazzo in cui è praticamente nata. Lei cresciuta solo dalla madre che mai le ha detto chi fosse suo padre. Si butta supina sul letto, allungando le braccia e sospirando.

Laura
Che serata!

La ragazza si stiracchia con una certa voluttà, poi si alza, va al tavolo, sfoglia la posta. Insieme a una comunicazione della banca e a un paio di bollette c'è una lettera, con l'indirizzo scritto a mano, che attira la sua attenzione. Laura comincia ad aprire la busta. Lo squillo del cellulare la fa voltare.
Laura si alza, poggia la lettera sul tavolo, raggiunge la borsa, la apre, ne tira fuori il cellulare e schiaccia un pulsante.

Laura
Sì, pronto.



11. Strada e ingresso bar. Est. Giorno.

Marta è sulla porta del bar e sta parlando al cellulare. Ai suoi piedi un borsone.


Ciao, sono Marta, ti ricordi di me?... Scusa ti ho disturbato? Mi trovo qui, dalle tue parti, e ho pensato di chiamarti, Sì , sono appena arrivata... Sì, se non ti scoccia faccio un salto... Okay, ti faccio uno squillo quando sono al portone... Ciao, a fra poco.

Spegne il cellulare, afferra il borsone e si avvia.


12. Appartamento Laura. Int. Giorno.

Laura chiude la porta d'ingresso. Marta avanza di qualche passo. Marta è una ragazza carina che ha conosciuto Laura in vacanza in un villaggio turistico al mare.

Laura
Vieni, accomodati, la casa è tutta qui.


Marta
E' carina.

Laura
Siediti dove vuoi.

Marta depone il borsone sul pavimento e va a sedersi su una sedia.

Laura
Ma figurati, sono appena rientrata. Vuoi qualcosa da bere?

Marta
No, ti ringrazio. Posso fumarmi una sigaretta, se non ti secca? Mi ricordo che tu non fumi.

Laura
Ma certo. Ti prendo un posacenere.

Laura va al tavolo, prende un posacenere e lo porge a Marta, che nel frattempo si è seduta su una sedia e ha estratto dalla borsa le sigarette.

Marta
Grazie.

Laura va a sedersi sul letto.

Laura
Sei sparita... non ti vedo da almeno un annetto.

Marta
Sono stata fuori a studiare, in America. Ero a Los Angeles

Laura
Conosci, quindi, l'inglese benissimo?

Marta
Lo conoscevo già. Ho vissuto parecchi anni a Londra con i miei.

IRMA
Come è stato?

Marta
Fantastico. Non avevo mai visto niente del genere. Abbiamo fatto di tutto. Feste nelle case dei più ricchi per giorni.

Laura
Cazzo!



Marta
Abbiamo rischiato che ci arrestassero parecchie volte a causa dell'alcool, ma alla fine è andato tutto bene.

Le due ragazze continuano a parlare per molto tempo. Si fa l'ora di pranzo.

Laura
E allora resti qui a pranzo? Ci facciamo una bella spaghettata e poi vediamo.

Marta
Grazie.

Laura
Vieni, il bagno è qui. Se ti vuoi rinfrescare.

Marta
Sì, prendo le mie cose.

Marta apre il borsone.

Il bagno. Laura prende degli asciugamani da un mobiletto e li porge a Marta.

Laura
Tieni, gli asciugamani.

Marta
Grazie.

Laura
Fai con calma.


Laura, sorridendo, esce e si chiude la porta dietro.

La porta del bagno si apre, esce Marta.
Laura è seduta sul letto con una lettera in mano. Si capisce, dagli occhi arrossati e dal viso bagnato, che ha pianto.

Marta
Che c'è? Cattive notizie?

Laura non risponde, sembra voglia di nuovo scoppiare a piangere.

Marta
Mi dispiace... posso fare qualcosa per te??

Laura le porge la lettera.

Laura
(la voce quasi rotta dal pianto)
Leggi. E' una lettera di mia madre.

Marta
Ma...

Laura
Ti prego leggila... ad alta voce, per favore, forse ho capito male. Spero di aver capito male.

Marta esita ancora.

Laura
Per favore...

Marta prende la lettera e, quasi controvoglia, comincia a leggere.

Marta
"Cara Laura, forse ti stupirai a leggere questa mia lettera, ma dopo aver a lungo riflettuto e a lungo sofferto, ora e solo ora sento il dovere di raccontarti la verità a proposito di tuo padre. È vivo e ha un nome vive a Cagliari ed è il proprietario di quel ristorante che c'è in una traversa di via Roma."


Laura
Capisci... quella stronza mi dice ora chi mio padre e pretende che io vada a parlare con lei di questa situazione. Ma cosa cazzo ho fatto di male.

Marta
Cioè?... tu stai scoprendo adesso chi è tuo padre?

Laura
Infatti...
(Fa una faccia un po' disperata)
Che me ne faccio di un padre adesso?

Molte ore dopo.
Marta e Laura sono a letto. Quest'ultima è girata su un fianco e volge le spalle all'amica.

Marta
Se ti va di parlare ancora, io non ho sonno.

Allunga una mano e le carezza i capelli.

Laura
No, è meglio che dormiamo.

Laura insiste ancora un attimo con la carezza, poi ritira la mano.

13. Strada abitazione Laura. Est. Giorno.
Qualche giorno dopo.

Marco, a bordo di un motorino, va a fermarsi davanti a un portone. Dopo aver sistemato la catena, raggiunge i citofoni, schiaccia un pulsante. Dopo una breve attesa, la voce di Laura.

Laura (off)
Chi è?



Marco
Sono Marco. Ma che fine hai fatto? Sono due giorni che ti chiamo.

Laura (off)
Che vuoi?

Marco
Niente, salgo.

Laura (off)
Ti apro.

Lo scatto della serratura che apre il portone. Marco entra.


14. Appartamento Laura. Int. Giorno.

Laura, che indossa il pigiama, è seduta in mezzo al letto.

Marco
Si vede lontano un miglio che sei depressa.

Laura
Non rompere.

Marco
E dai?!? Che c'è? Avanti, tira fuori il rospo.

Laura inizia a piangere. Marco si avvicina a lei l'abbraccia. Lei inizia a parlare e gli racconta tutto.



15. Appartamento Laura. Int. Notte.

Nella cucina dell'appartamento di Laura sta per avere inizio il party.
Laura è ai fornelli, sta facendo bollire in una pentola dell'acqua per cuocere la pasta. Marco è seduta al tavolo, già apparecchiato, e confeziona uno spinello. Marta e Carlo stanno ammirando i vassoi colmi di dolci allineati su una credenza.

Marta
Che meraviglia!

Carlo
Mi viene l'acquolina in bocca.

Marta
La nostra fortuna è che il pasticcere è innamorato pazzo di Laura. Ha portato tutto lui, comprese le due torte e tutto gratis .

Marco
In verità avremmo dovuto comprarli tutti questi dolci, ma quando io e Laura siamo passati in pasticceria lui c'è li ha offerti.

Carlo
Cosa fai te ne privi??

Laura porta a tavola un vassoio con la pasta e si siede. Anche Marta e Carlo prendono posto.

Laura
Buon appetito

Gli altri la imitano.

Tutti
Buon appetito

Laura beve d'un sorso il contenuto diun bicchiere.

Marco
Propongo un brindisi per dare il benvenuto a Marta nel nostro gruppo.

Marta
Grazie.

Carlo
A Marta.


Bevono.

Marco
(rivolto verso Marta)
Bene. Quando hai iniziato a cantare?

Marta
Fin da bambina, mi piaceva cantare le canzoni dei cartoni animati poi cantavo nel coro della mia chiesa e così via...

Marco
Cavolo un bel passaggio dalle canzoni di chiesa alle canzoni anarchiche. Niente male!!!

Ora la cena volge al termine. Sul tavolo ci sono pochi pezzi residui di

Laura
Ora dobbiamo andare. Sono già le 22:00 abbiamo la sala prenotata per le 22:30

Con una certa velocità si alzano, si preparano.

16. Strada. Est. Notte.

Sulla macchina di Marco i quattro ragazzi percorrono la strada, ridono e scherzano, sembra che nulla possa interferire sulla loro spensieratezza e gioia del momento.

17. Sala prove. Int. Notte.

I quattro tolgono gli strumenti fuori dalle custodie mentre Carlo si sistema alla batteria e Marta sistema l'asta del microfono alla sua altezza. Laura tira fuori il suo basso Clash che sembra aver fatto mille battaglie. Marco invece tira fuori la sua telecaster nera ,che per comprarsela ha sudato le classiche sette camicie.


Marco
(rivolto a Marta)
Hai preparato le tre nostre canzoni??

Marta
Si certo, poi ho anche imparato quella due dei Chixdiggit. Poi Laura non mi ha detto altro.


Continuano a parlare poi Carlo con le bacchette in mano sta già per dare il tempo

Marco
Dai proviamo la prima.

Carlo
(battendo sulle bacchette)
Uno due tre e quattro

Cominciano a suonare.




16. Strada. Est. Mattina.

Marta ed Laura fanno jogging lungo i vialetti di monte Upinu. Il ritmo è blando e gli è consentito fare conversazione.

Marta
Con tua madre come va?

Laura
Va... Mi aveva chiesto di stare tranquilla, ma io non ci riesco. Da quando ho saputo di avere un padre sono insopportabile.

Marta
Ma perché te lo ha detto solo adesso??

Laura
Non lo so, ma adesso vedremo. Questa è la mia vita, non voglio interferenze.

Marta sorride.

Marta
Ben detto!... Senti, facciamo uno sprint finale, ti va?

Laura
Okay.

Le ragazze accelerano il ritmo. La mdp le segue mentre si allontanano.

Ora le ragazze hanno raggiunto il margine del parco. Hanno entrambe il fiatone.

Laura
Allora ti aspetto stasera.

Marta
Verso le otto.

Laura
Ma non tardare. Puntuale...

Si allontanano di corsa per direzioni opposte.

17. Strada ingresso ristorante. Est. Notte.

Da dietro un'automobile parcheggiata, accanto ai rispettivi motorini, Marta ed Laura controllano l'ingresso del ristorante.

Marta
Sei contenta, quindi.

Laura
Certo che sono contenta. Non è che capita tutti i giorni... Marco mi ha detto che sono molto importante per lui.

Marta
Secondo me tu sei innamorata di lui, si vede da come lo guardi.

Laura
Capirai, ma se sto con Stefano.

Marta
Non hai mai sentito di due che si lasciano perché lei o lui si sono innamorati di un altro?

Laura
Si, ma non credo che possa essere questo il caso.
Lui è più piccolo di me.

Marta
E allora che vuol dire. Non è la prima volta che succede.

18. Appartamento Laura. Int. Notte.

Laura, ancora vestita, è distesa sul letto nella posizione fetale, sembra in letargo.
Marta è seduta ai piedi del letto e sta fumando. Per un po' restano in silenzio.

Marta
Tu non sei ancora innamorata di Stefano, questo è il punto, però non ce la fai proprio a mollarlo... voglio dire. Pensi di amarlo. E' più forte di te. Ti vuoi convincere che è così. Se prendi atto che non sei più innamorata di lui, è già un passo avanti. Piano piano, un pezzo per volta, te ne liberi. Lui non merita il tuo amore, devi partire da questo. Una mattina ti sveglierai, e scoprirai che è tutto finito, come quando uno esce da una febbre o da un raffreddore.

Laura si scuote appena. Il tono di voce è basso, appena percettibile.

Laura
Perché ci innamoriamo di quelli che non ci amano?

Marta
Io non sono innamorata.



19. Appartamento Marco. Int. Notte.

Nella sua stanza, Marco è davanti al computer e sta navigando in Internet.
Sullo schermo scorrono pagine di diversi siti, con immagini e testi.

Il soggiorno. Il padre Mario, seduto in poltrona, guarda la TV, ma non sembra interessato al programma. Ha l'aria distratta, inquieta.
Si alza, raggiunge il carrello dei liquori, si versa una dose di whisky, ne beve un sorso, torna a sedersi, si accende una sigaretta.
Per qualche momento rivolge nuovamente l'attenzione al televisore, poi beve un altro sorso di liquore, depone il bicchiere sul tavolino, si alza ed esce dalla stanza.

Mario avanza nel corridoio, si ferma davanti alla porta della camera di Marco, alza la mano come per bussare, ha un attimo di esitazione, poi afferra la maniglia e apre la porta.

Mario
Scusami.

Marco si è voltato.

Marco
Che c'è?

Mario
No, niente... Navighi in Internet?

Marco
Sì.

Mario
Stai sempre attaccato a quel coso, ti stai rincoglionendo.

Per qualche momento tacciono.

Mario
Stamani ho parlato di nuovo col mister Piras. E' molto deluso delle tue prestazioni.

Marco
Non credo che avrà difficoltà a sostituirmi. È un ruolo non importante.

Mario
Infatti non è quello il problema. Ma sai come sono gli allenatori. Se si sentono messi in discussione da un loro giocatore poi è un casino.

Marco
Lo so, ma tu stesso avevi detto che non era un grande allenatore e poi vuole farmi giocare da prima punta e a me non piace.

Mario
E' vero, ma è un bel ruolo per te.

Tacciono per qualche attimo.

Mario
Sei sicuro che non c'è spazio per un ripensamento? Naturalmente sei tu che decidi, ma io sento il dovere di insistere. Sei ancora in tempo.

Marco
Senti, ne abbiamo discusso a lungo... non mi pare il caso di ricominciare.

Mario
Come vuoi. Però secondo me sprechi una grande occasione.

Marco rivolge di nuovo l'attenzione al computer.


Mario raggiunge la porta ed esce.
Francesca si volta per verificare che sia uscito, poi apre ICQ e clicca su "Black fly", il nickname di Laura. Appena compare la finestra del messaggio, digita le seguenti parole: "Ci sei?", quindi clicca su "send". Una breve pausa d'attesa, poi il segnale sonoro. Francesca apre la finestra del messaggio:"Ci sono. Sto chattando con un po' di gente." Marco digita la risposta: "Allora ti lascio, scusami."
Invia il messaggio.
Di nuovo il segnale sonoro e un nuovo messaggio: "Li metto un po' in quarantena, come va?" Francesca digita velocemente la risposta: "C'è una che mi ronza intorno, vorrei che fossi qui."
Marco si volta in direzione della porta, che Mario ha lasciato semiaperta. Si alza e la chiude. "I mosconi vanno schiacciati, zac! Basta una paletta o anche uno straccio. Forza! J"
Francesca sorride.

Il soggiorno. Mario è in piedi, vicino alla finestra, lo sguardo rivolto all'esterno. E' pensieroso, cupo.

La camera di Marco. Quando ritorna al tavolo, si sente il segnale del nuovo messaggio: "Se domani sei libero, mi accompagneresti a Oristano?" Marco digita la risposta: "dovrei andare a scuola ma ti accompagno molto volentieri."

Il soggiorno. Mario spegne la TV col telecomando ed esce dalla stanza.

Il corridoio. Mario raggiunge di nuovo la porta della stanza di Marco e la apre.
Marco si volta di scatto.

Mario
Scusami ancora. Ho dimenticato di dirti che ha chiamato tua sorella. Voleva chiederti di andarla a prendere alla stazione, domani.


Marco
A che ora arriva il treno?

Mario
Alle dodici e un quarto.

Marco
Veramente... ho promesso a un'amica che l'avrei accompagnata a Oristano. Mi dispiace.

Mario
Non importa. Magari ci vado io. Alla peggio prenderà un taxi.


20. Oristano. Piazza. Est. Giorno.

In campo lungo, Laura e Marco camminano sul marciapiede.
Ora sono davanti al portone di un palazzo.

Laura
Sei sicuro che non vuoi salire?

Marco
No, davvero. Mi imbarazzerei.

Laura
Non voglio coinvolgerti, naturalmente...

Marco
Ti aspetto qui, non c'è problema. E' un bel posto, passeggio un po', mi faccio un giro.

Laura
Faccio prima possibile.

Marco
Prenditi tutto il tempo che ti serve, non ti preoccupare.

Laura
Okay, a fra poco.

Marco
A fra poco.

Laura entra nel palazzo e Marco si avvia lentamente verso un bar all'alro lato della strada.


21. Appartamento Daniela. Int. Giorno.

L'appartamento ha un arredo piccolo-borghese, anonimo.
La madre di Laura, Daniela, una donna di circa 40-45 anni, di evidente estrazione popolare, è seduta sul divano, di fronte alla figlia, e sta piangendo. Laura ha l'aria piuttosto seccata.

Laura
Ma scusa, prima mi fai l'annuncio fatale con una lettera, poi ti rifiuti di parlarne al telefono, e appena mi presento qui non sai fare altro che piangere.

Daniela
Non ci posso far niente, è più forte di me.

Laura
Ma mi spieghi come cavolo ti è venuto in mente di tirare fuori questa storia, adesso?

Daniela
Io voglio che tu sia felice.

Laura
Che c'entra la mia felicità?

Daniela
E' un uomo ricco, di buona famiglia, e non si è mai sposato. Può aiutarti molto.

Laura
Ma scusa, poteva aiutarmi di più prima.

Daniela
Io non ti ho fatto mancare mai nulla.

Laura
Per favore. Ho vissuto quindici anni con la nonna e da dopo il liceo vivo da sola. Perché ti racconti e mi racconti bugie?

Daniela
Pensi che sono stata una cattiva madre?


Laura
No, non penso questo. Ce l'abbiamo fatta per conto nostro finora, adesso che c'entra questo tizio?

Daniela
Ma è tuo padre. Lo devi fare per me, devi incontrarlo.

Laura
Tra l'altro mi ha mandato una lettera con un tono molto burocratico, che è praticamente una diffida...

Daniela
Mette le mani avanti. Ma io ho parlato con l'avvocato. Lo possiamo incastrare.

Laura si alza, irritata.

Laura
Incastrare! Ma capisci che cazzo di mentalità di merda che ti ritrovi?

Daniela
Non usare quel tono con me.

Laura
Comunque, per me il discorso è chiuso.

Daniela si alza, la raggiunge. Poi l'abbraccia e scoppia di nuovo in lacrime.

Daniela
Perdonami, perdonami!

Laura
Dai, smettila di piangere. E lascia perdere l'avvocato. Io sto bene come sto, non ho bisogno di nessuno.


22. Piazza di Oristano. Est. Sera.

Laura esce dal portone e si guarda intorno alla ricerca di Marco. Poi la scorge, in fondo alla strada, davanti ad un negozio di musica le fa un cenno con la mano, si avvia a raggiungerlo.

Ora i due ragazzi sono seduti su una panchina, nella luce dorata del pomeriggio avanzato.

Laura
E' pazzesca, mia madre. Capisci che ha già messo di mezzo un avvocato? E posso immaginarmi il seguito: una lunga causa, l'analisi del DNA e tutte queste stronzate. Ma io non ci sto. Mi tiro fuori.

Marco
Ti capisco... però... non sei curiosa di conoscerlo?

Laura
Credo di no.


Tacciono per un momento. Poi Marco, con un gesto del tutto spontaneo, le prende una mano, la stringe tra le sue e comincia a carezzarla.

Marco
Mi piacciono le tue mani.

Laura la guarda, perplessa ma anche intenerita.

Laura
Sono così confusa.

Marco continua a carezzarle la mano, ma senza guardarla in faccia.

Marco
Credo che mi sono innamorato di te.

Lo dice a bassa voce e senza nessuna enfasi. Laura tace, poi, piano piano, ritira la mano.

Laura
Così mi complichi le cose.

Marco
Mi dispiace.

Di nuovo tacciono.

Laura
Sai, non è che questa cosa mi dispiaccia, anzi...

Sorride, autoironica.

Laura
Sono molto narcisa... E poi tu mi piaci... Però...

Marco
Sei confusa.

Laura
Infatti.

Marco
Ma io non ti chiedo niente, non voglio niente... Però volevo che lo sapessi... Mi sembrava più onesto.

Laura
Hai fatto bene. Ma non so

Marco
Ne riparleremo quando andrà meglio.

Laura
Ok grazie! Sei davvero gentile.

Si alzano e si avviano lungo il pontile, mentre il mare si accende del bagliore infuocato dell'imminente tramonto.




22. Discoteca. Int. Notte.

Sulla pista, al ritmo di una musica tecno, Marta balla in mezzo a numerosi altri ragazzi. Lo fa con grande energia, ma senza minimamente comunicare con gli altri, come fosse del tutto estranea a quello che la circonda, a parte la musica.
Dopo un po', dal margine della pista, compare Carlo. La osserva per un momento, sorride, poi la raggiunge, la prende per un braccio.

Carlo
Ciao, piccola peste.

Come uscendo da un sogno, Marta si volta e sgrana su Carlo i suoi occhi lucidi e distanti.

Marta
Ciao.

Lui la prende per mano.

Carlo
Vieni, andiamo a bere qualcosa.

Se la trascina via.

Ora Carlo ed Marta sono seduti in un angolo appartato della discoteca. Lei ha la testa appoggiata sulla spalla di lui.

Marta
Beh, che si fa?

Carlo
Perché non andiamo da qualche parte al mare?

Marta
Dove?

Carlo
Non so.Io prima devo passare in piazza Salento.

Marta
A fare che?

Carlo
Un piccolo business.


23. Strada piazza Salento. Est. Notte.

L'automobile con Marta e Carlo a bordo accosta al marciapiede..
Carlo scende e si avvia verso la piazza.
Dopo qualche minuto Carlo ritorna.
Interno dell'auto di Carlo.

Marta
Com'è questo posto?

Carlo
Un cesso.

Marta
E che ci sei andato a fare?

Carlo
C'è uno che mi passa la roba da vendere.

Marta
Ma perché non ce ne andiamo a casa mia?

Carlo
Ma non c'è tua madre?

Marta
È andata a una gita di quelle tutto organizzato e torna domattina.

Carlo
Per me va bene.


Marta lo guarda con un'aria un po' provocatoria.


24. Appartamento Marta. Int. Notte.

Marta entra in soggiorno, raggiunge l'impianto stereo, mette su un CD, poi va a sedersi su una poltrona davanti a un tavolinetto e comincia a preparare uno spinello. Carlo è seduto sul divano di fronte a lei e sta tirando coca.

Carlo
(si rivolge a lei)
Vuoi un tiro?

Marta
No, preferisco una canna.

Carloa
Hai una birra?

Marta
Sì, sono in frigo.

Carlo si alza. E fa per andare a prendersela

Marta
Una anche per me.

Carlo esce.

Marta
Com'è questa roba?
Carlo tornando nel soggiorno, con due birre.

Carlo
Piuttosto buona. Davvero non vuoi provare?

Marta
No, adesso non mi va.

Carlo
E il fumo, com'è?

Marta
Marocchino, mi hanno detto. Non c'è male.

I due ragazzi bevono.
Marta accende lo spinello. Guido le fa un cenno, sorridendo.

Carlo
Vieni qui, bambina...

Con la mano indica il posto accanto a se.Marta non risponde. Fa un lungo tiro, poi si alza e con aria vagamente languida raggiunge il divano, porge lo spinello ad Carlo.

Marta
Spegni la sigaretta.

Carlo prende lo spinello e spegne la sigaretta. Marta si stiracchia. Carlo, che continua a guardarla e a sorridere, allunga una mano sulla coscia di lei e comincia a carezzarla.
Marta si volta e comincia a baciarlo.
Il rumore della porta d'ingresso che si apre immobilizza i due. Marta si scuote.

Marta
Cazzo, mia madre!

Si alza e va verso la porta. Con calma, Carlo raccoglie la bustina con la coca e se la mette in tasca.

L'ingresso. Sulla porta, ancora semiaperta, c'è la madre insieme a un uomo sui 50, ben vestito.

Madre
Pensavo fossi in discoteca.

Marta
Ci sono stata in discoteca. E sono anche tornata


SOFIA
E' che la gente, era un po' snob, allora con Giulio abbiamo deciso di rientrare a casa e naturalmente si è fatto un po' tardi.

Giulio
Beh, io comunque scappo.

Madre
Sì, hai ragione, è tardi.

Si scambiano un bacio sulle guance.

Madre
Ciao, grazie di tutto e buona notte.

Giulio
E di che? Buona notte, ti chiamo domani.

Poi si rivolge ad Marta.

Giulio
Buona notte.

Marta risponde col suo abituale tono brusco.

Marta
Salve.

Giulio esce. La madre chiude la porta e quando si volta si accorge che Marta continua a fissarla.

Madre
Beh? Che c'è??

Marta
Vuoi farti una canna con noi?

La madre si aggrappa alla provocazione per darsi un contegno.

Madre
Eva, ti prego!

Carlo
Io vado.

Carlo si alza.

Carlo
Ciao ci sentiamo.

Carlo dà un bacio ad Eva sulla guancia.

Marta
Ciao, ci vediamo.


Si avviano alla porta.

Madre
Beh... allora buona notte.

Carlo
Buona notte.

I due ragazzi sono sul pianerottolo.


S'infila nell'ascensore, Marta chiude la porta.

Il soggiorno. La madre è seduta sul divano. Marta ha riguadagnato la poltrona e rolla un'altra canna.

Madre
E' lui il tuo ragazzo?

Martr si interrompe e la fissa un attimo, prima di riprendere a maneggiare il tabacco.

Marta
Questo Giulio, è per lui che sei scappata da papà?

Madre s'indurisce subito.

Madre
Cosa dici? E poi io non sono scappata.

Marta
Allora è quello che ti scopi adesso.

Madre
(spazientita)
Marta, per favore, smettila con questo tono, e con questo vocabolario.

Marta
(sarcastica)
Mi sto solo informando sull'andamento della famiglia.

Madre
Giulio è un amico. Tuo padre lo conosce benissimo... E anche se non posso negare che ha un certo interesse per me, è un gentiluomo. Non si permetterebbe mai.

Marta
Ho capito. Sta sbocciando un amore.

Madre
Non fare la stupida.

Si alza, prende una sigaretta dal tavolino, l'accende.

25. Strada quartiere residenziale e cortile. Est. Notte.

La strada e poi il cortile: deserti. Il silenzio della notte è appena disturbato dallo stormire delle foglie e dal rumore di fondo della città, che arriva molto attutito.



26. Appartamento Marco. Int. Sera.

Nella sua stanza, Marco sta sistemando le ultime cose nella borsa. Sul pavimento, già pronte, una valigia con le ruote e un'altra borsa.
Dalla porta semiaperta giunge la voce di Mario.

Mario (off)
Marco, siamo a tavola.

Marco
Arrivo.

Al tavolo, apparecchiato per tre, sono seduti Mario e Tina, una donna sui 45 anni. Marco entra e va alla sedia vicina al posto vuoto, ma rimane in piedi.

Marco
Scusate, ma io vado, gli amici mi hanno invitato da loro prima di partire.

Il tono, come l'atteggiamento, di Marco è al tempo stesso timido e deciso.

Marco
Mi dispiace, ve l'avrei detto prima, ma poi mi sono distratta a fare la valigia.

Mario
Potresti almeno fermarti a cena, considerato che non hai avuto la buona grazia di avvertirci di questa fuga.

Marco
Davvero, mi dispiace, ma devo andare. Sono invitata a cena fuori.

Vorrebbe scappare, ma non sa come concludere.Si volta e si allontana, con passo deciso ma senza fretta.Mario, immobile, lo guarda andare via con un'espressione che è un misto di rabbia e di impotenza.Sul volto di Marco c'è invece un piccolo sorriso di trionfo, mentre rettolosamente raggiunge la stanza e vi entra.
C'è una leggera apprensione nel suo sguardo.
Sulla porta compare Mario, che si ferma, un'espressione rabbiosa sul volto.
Marco sostiene lo sguardo dell'uomo con fermezza.
Sul volto di Mario la rabbia si scioglie in un'espressione di tenerezza e quasi di malinconia.

Mario
Tornerai?

Marco
No.

Per un momento tacciono entrambi.

Mario
Ho sempre cercato di immaginarmi questo momento, sapevo che prima o poi sarebbe arrivato...

Marco distoglie lo sguardo. Mario continua a fissarlo con un'espressione di dolorosa tenerezza.

Mario
Per favore, telefona qualche volta.

Marco
Sì.


26. Strada abitazione Laura. Est. Sera.

Un'auto accosta al marciapiede e si ferma. Ne scende Marco, che apre il bagagliaio e tira fuori la valigia e la borsa. Poi chiude la macchina e si avvia sul marciapiede trascinandosi dietro la valigia.


27. Appartamento Laura. Int. Sera./Notte.

Laura sta lavorando al computer. Il suono del campanello la fa voltare. Si alza va alla porta.

Laura
Chi è?

Marco (off)
Sono Marco.

Laura è appena un po' sorpresa mentre apre la porta e scopre Marco con valigia e borse.

Laura
Ciao.

Marco
Ciao. Ho appena fatto la grande fuga dal casa.

Laura
Cioè?

Marco
Me ne sono andato, semplicemente, come dicevi tu.

Laura
Ho capito.

Marco
Mi ospiteresti per qualche notte?

Laura
Beh, scusa, entra... Certo.

Si fa da parte per consentire a Marco di entrare.

Laura
Ti do una mano.


Marco
No, grazie, ce la faccio benissimo.

Marco entra. Leggiamo un'espressione di perplessità sul volto di Laura mentre chiude la porta.

Notte. I due ragazzi sono a letto, di fianco, un po' discosti l'uno dall'altra. Laura, che sembra dormire, dà le spalle a Marco, che è sveglia.
Il miagolio di un gatto, leggero ma molto presente, come se fosse dietro la finestra.

Marco
C'è un gatto.

Una breve pausa.

Laura
Si chiama Rambo.

Marco
Che nome!!?

Ancora una pausa.

Laura
E' un gatto che circola nel palazzo. Gli diamo da mangiare a turno.

Di nuovo il miagolio, questa volta più forte e insistente.

Marco
Forse è in amore.

Una pausa.

Laura
Ha soltanto fame.

Marco non risponde subito, poi dice in un sussurro:

Marco
Fame d'amore.

E intanto uno spicchio di luce fa brillare la sua mano che si allunga verso il corpo di Laura. Laura si volta. I due corpi si avvicinano.



28. Strada abitazione Marta. Est. Giorno.

Marta chiude la portiera della macchina, fa scattare l'antifurto col telecomando e si avvia lungo il marciapiede.


29. Appartamento Marta. Int. Giorno./Notte

L'ingresso. La porta si apre. Marta entra, la richiude, depone la borsa sul divanetto e si avvia.

Il corridoio. Marta fa due passi, poi si ferma e si mette in ascolto. Da dietro la porta della camera della madre giungono un mugolio ritmico e dei rumori inequivocabili.
Marta sorride, poi avanza in punta di piedi verso la porta per ascoltare meglio. Ora il mugolio di piacere è molto più chiaro e la voce femminile sembra proprio quella di sua madre.

Poi, ridacchiando e muovendosi pagliaccescamente, con esagerata lentezza, raggiunge la porta della sua camera, la apre piano piano e si chiude dentro.

La camera di Marta. La ragazza finisce di spogliarsi e si infila un accappatoio. Poi torna verso la porta, la apre con cautela, sporge la testa per verificare se il campo è libero. Tutto tace. Marta sta quasi per uscire quando un ticchettio di tacchi femminili la blocca. Rapidamente chiude un po' di più la porta, continuando a spiare.
La porta della camera della madre si apre all'improvviso.
Marta sbarra gli occhi per la sorpresa.
Sulla soglia, seminudo, c'è Giulio. Indossa soltanto un paio di scarpe femminili coi tacchi alti. Ancheggia un po', sorridendo. Fa una giravolta.
Dall'interno della camera arriva la voce, gioiosa, della madre.


Madre
E dài, smettila, buffone.

Un leggero rumore. Giulio si volta.

Giulio
Oh cristo!

Marta è sulla porta della sua camera. C'è quasi un mezzo sorriso sulle sue labbra. In ogni caso è più esterrefatta che incazzata.
Come un fulmine, Giulio si infila nella camera e chiude la porta.
Marta viene avanti, è sulla porta, la apre.
La madre è seduta al centro del letto, i capelli scarmigliati, il lenzuolo tirato su verso il collo. Giulio è seduto da un lato, di spalle, e furiosamente si sfila le scarpe.
La faccia della madre si arriccia in una smorfia di pianto.

Madre
(con la voce rotta)
Marta, tesoro.

Notte. Il soggiorno. Le luci sono spente. Marta è seduta sul divano, lo sguardo rivolto alla finestra (da dove arriva un po' di luce), la mano che tormenta un fazzoletto, gli occhi lucidi e il trucco sfatto per il pianto. Il rumore della porta che si apre e dopo un po' si richiude.
Marta si volta, accavalla le gambe, poi di nuovo volge lo sguardo verso la finestra.
Sulla porta compare Marta. L'espressione è un po' torva, l'apparente calma dopo la tempesta. La mano va con sicurezza all'interruttore e accende la luce.
La madre arriccia gli occhi per la luce improvvisa.

Madre
Dove sei stata? Ero preoccupata.

Il tono è sofferto e umile. Marta non risponde.

Madre
Hai fame?

Marta si volta e va via. La madre la segue con lo sguardo, poi sospira, scuote la testa e socchiude gli occhi.
Un rumore violento, come di qualcosa che cade, e poi uno sbattere di porte, cassetti aperti con violenza.
Madre si scuote, si alza, si precipita a uscire.

La camera . Il borsone della madre è sul letto. Marta ha aperto l'armadio e tirato in mezzo alla stanza i cassetti e ora sta ficcando con furia, alla rinfusa, la biancheria dentro la borsa.
La madre compare sulla porta.

Madre
Che fai?

Marta
(furiosa)
Ti faccio la valigia, se non l'hai capito!

Madre la fissa per un attimo, poi è come presa da un attacco isterico. Urla.

Madre
E smettila! La faccio io!

Marta si interrompe, la guarda con aria truce, con un gesto violento butta all'aria la borsa.

Marta
E allora spicciati, così ti togli dai coglioni!

Esce dalla stanza e dopo un po' si sente il rumore di una porta che si apre e si chiude con violenza.

L'ingresso. Madre, con in mano il borsone, apre la porta, esce e se la chiude alle spalle.


30. Scale e androne palazzo Marta. Int. Notte.

Madre - l'aria desolata, lo sguardo vago - è seduta sugli ultimi scalini accanto all'ascensore. Ha in mano un cellulare. Un rumore di passi la fa voltare.
E' Marta che viene giù e la raggiunge. La rabbia fredda di poco prima sembra sia in parte sfumata.

Marta
Le chiavi.

Madre
Cosa?

Marta
Hai dimenticato di darmi le chiavi.

Madre
Ah, sì, scusami.

Si affretta a riaprire la borsetta, cerca le chiavi, le trova, le porge ad Marta, che le prende e le ficca in tasca.

Marta
Dove vai a quest'ora?

Madre
Ho chiamato papà col cellulare. Tra un quarto d'ora è qui.

Marta si siede un gradino più su di lei.

Madre
Vado a casa, dove vado?

Abbassa la testa e si copre il volto con una mano.
Lo scoppio di pianto arriva improvviso e inevitabile.

Madre
Dio, che vergogna! Che vergogna!

Marta le poggia una mano sulla spalla.


Marta
Dài, smettila, non fare così.



30. Appartamento Laura. Int. Giorno.

Il bagno. Laura, in maglietta e mutande, si sta lavando i denti. Si sciacqua la bocca, poi d'impulso, ancora con lo spazzolino in mano, esce dal bagno ed entra nella stanza. Marco è seduto in mezzo al letto.

Laura
Senti, io penso che è meglio se non resti qui. E' un casino... Lo spazio è quello che è... Mi dispiace.

Marco
(tranquilla)
Sei pentita?

Laura
Ma no, che c'entra?... Davvero... Ieri mi ha telefonato Marta. La madre se n'è andata. La camera è libera. Lei te l'affitta volentieri.

Marco
Hai ragione. Farò così.

Marco va a sedersi sul letto.

Marco
Mi dispiace.
Una pausa.

Laura
E' che sono combattuta...

Marco
No, hai ragione, è meglio così.


Laura
Sono confusa.

Marco spegne il cellulare.

Marco
Te ne vai a roma allora??

Laura
Forse sì.

Marco
Quando incontri tuo padre?

Laura
In settimana.

Marco
Sei emozionata?

Laura
No... Forse solo un po' tesa.


31 A. Ingresso cinema. Est. Notte.

Un gruppo di spettatori esce alla spicciolata dall'ultimo spettacolo. Tra essi c'è Stefano, che si ferma, saluta un amico e poi guarda verso l'interno del cinema.
Tra gli ultimi spettatori che si affrettano a uscire notiamo Laura.
Stefano si muove per raggiungerla.

Stefano
Angelica...

Lei si volta. E' appena un po' sorpresa.

Stefano
Oh, ciao.

Lui la raggiunge. Insieme si allontanano di qualche passo.

Stefano
Come va?

Laura
Così...

Stefano
Ho saputo di tua madre, mi dispiace.

Laura ha un impercettibile moto di fastidio ma non replica.

Stefano
Ho provato a chiamarti, ma non rispondi mai...

Laura
Sono un po' presa... E tu? Te la spassi sempre, spero...

ROBERTO
Se alludi alla storia con Barbara, è morta e finita.

Laura
A te non manca mai la selvaggina.

Stefano
E invece mi sono preso una vacanza sentimentale, devo riflettere... Senti, perché non andiamo a bere qualcosa da qualche parte?

Laura
No, mi dispiace. E' tardi e sono stanca... e domani ho un mucchio di cose da fare.

Stefano
Ma vediamoci uno di questi giorni.

Laura
Ti chiamo io appena sono più libera.

E intanto, bruscamente, si muove per andarsene, come se volesse sottrarsi a un qualsiasi contatto con Stefano.

Stefano
Okay, ciao.

Laura
Ciao.

Lo dice appena voltandosi, mentre si allontana a passi svelti.



32. Piazza centro storico. Est. Giorno.

Lauraa è seduta sulle gradinate di un imponente edificio del centro storico e legge un libro. Dopo un po', dà un'occhiata all'orologio da polso, si guarda intorno, poi si reimmerge nella lettura.
Un uomo di circa 60 anni, magro, distinto, elegante, viene avanti nella sua direzione. Quando è a pochi passi dalla ragazza, la osserva meglio e abbozza un leggero sorriso.

Francesco
Ciao, Laura.

La ragazza si volta, lo scruta per qualche momento, poi sorride anche lei.

Laura
Ciao, Paolo.

Mette il libro nella borsa e si alza.

Laura
Beh, diamoci un bacio.

Con disinvoltura, gli si accosta e lo bacia sulle guance. Lui è un po' rigido ma ostenta un sorriso disinvolto.

Francesco
Vogliamo fare due passi?

Laura
Volentieri.

Si avviano.


33. Ristorante . Est. Giorno.

Laura e Francesco sono seduti a un tavolo, in attesa di essere serviti.

Francesco
No, non mi sono mai sposato, e neanche ci ho mai pensato.

Laura
Quindi vivi da solo?

Francesco
Da quando è morta mia madre.

Laura lo prende un po' in giro.

Laura
Vuoi dire che fino a due anni fa vivevi con tua madre?

Francesco
Sai, lei era una vecchia signora un po' snob e la casa è talmente grande, che ci si incontrava non più di due volte a settimana, in genere per un tè.

Laura
E adesso continui a vivere in questa grande casa?

Francesco
Oh, sarebbe piuttosto complicato spostarmi. Lì c'è la biblioteca di mio padre, e ci sono i libri che ho accumulato in questi anni. Sono migliaia di volumi...

Laura
Insomma, una specie di museo.

Francesco
Più o meno. E' una biblioteca importante, di cui non potrei fare a meno.

Un cameriere porta in tavola una bottiglia di vino.

Cameriere
Ecco il vino... Ancora un attimino di pazienza, eh.

Si allontana. Francesco versa il vino mentre Laura riprende subito il suo interrogatorio.

Laura
E mamma, come l'hai conosciuta?

Francesco
Immagino tu sappia già tutto.

Laura
Al contrario. Lei si rifiuta di parlarne.

Francesco
Ti confesserò che quando ho ricevuto la sua prima lettera, ho fatto fatica a ricostruire gli eventi di quel periodo. Anche la sua figura, i suoi lineamenti, non li ricordo più, non riesco a metterli a fuoco. (Sorride) Spero che ti somigli.

Laura
Oh, per niente.

Francesco
Nei primi anni settanta sono stato a Roma per qualche tempo. Ero giovane, non avevo ancora il ristorante. Ci siamo frequentati per due o tre mesi, se non ricordo male. Poi l'ho persa di vista. Del resto l'anno dopo sono rientrato a
Cagliari. Credo fosse una studentessa.

Laura
Mamma ha fatto sì e no la terza media.


Francesco
Certamente mi sbaglio io. Ho dei ricordi molto vaghi.

Laura
E lo sapevi che era rimasta incinta?

Francesco
No... Anche se forse, una delle ultime volte che ci siamo visti, lei aveva fatto qualche allusione. Ma poi sono partito, ci siamo persi di vista e io neanche ci ho pensato più.

Tacciono per un momento entrambi.

Laura
Non dev'essere stato un grande amore.

Francesco
No, non credo.

Francesco sorseggia un po' di vino. Di nuovo tra i due cala il silenzio.

Francesco
Ma parliamo di te.

Laura
Ormai sai già tutto.

Sorride.

Laura
A proposito, come l'hai scoperto il mio sito? Mica me l'hai detto.

Francesco
E' stato il mio avvocato.

Laura
L'avvocato?

Francesco
Ha fatto un po' di ricerche su di te. Era ovvio, dopo... il clamoroso annuncio di tua madre.

Laura
Beh, posso immaginare.

Sorride. Il tono è leggermente provocatorio.

Laura
Comunque sono contenta che ti è piaciuto...

Francesco tira fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette. Lo offre a Laura.

Francesco
Posso offrirti...

Laura
No, grazie, non fumo.

Francesco
Ti disturbo se lo faccio io?

Laura
Per niente.

Francesco si accende una sigaretta. Laura sorride, sempre più provocatoria.

Laura
Ma ti è piaciuto proprio?

Francesco
Alludi alle foto di nudo?

Laura
Anche.

Francesco
Beh, mi sembra naturale avere una reazione da maschio davanti a una sconosciuta bella ragazza.

Malgrado la disinvoltura, si capisce che Francesco è un po' imbarazzato. Laura se ne rende conto, ma evidentemente ha deciso di continuare a provocarlo. Abbassa la voce e in tono più intimo dice:

Laura
Sai, a volte qualcuno mi scrive e mi racconta che si è masturbato guardando le mie foto. Succede abbastanza spesso, anche se le mie non sono foto porno.

Francesco
E qual è la tua reazione in questo caso?

Laura
All'inizio mi dava un po' fastidio. Ma adesso no, anzi mi piace. Qualche volta perfino mi eccito. Sai, in Internet c'è gente strana, a volte piena di fantasia. Mi raccontano tutti i dettagli, anche quelli più intimi... Mi scrivono anche delle donne, per raccontarmi tutto quello che mi farebbero... In genere sono le più esplicite... Mi piace, lo ammetto, sono molto narcisa.

Francesco abbozza un mezzo sorriso e scuote la testa, come per nascondere l'imbarazzo.

Francesco
E ti è mai successo di incontrare... nella realtà... uno dei tuoi ammiratori virtuali?

Laura
Assolutamente mai. Tu sei il primo.



34. Appartamento Marta. Int. Sera.

Marta, in maglietta e mutande, è seduta in mezzo al letto, abbracciata a un cuscino. Marco è in piedi, appoggiato a un mobile, e sgranocchia una mela. Sono in piena conversazione.

Marco
E lei che ha fatto dopo?

Marta, che è piuttosto allegra, racconta mimando e imitando caricaturalmente le voci.

Marta
Si è messa a piangere. Piangeva come un vitello. E ripeteva: che vergogna, che vergogna. Una scena folle.

Marco ride mentre Marta continua a fare smorfie, imitando i due che piangono.

Marta
A questo punto me ne sono uscita e vaffanculo.

Ora il tono è un po' più serio.

Marta
Credimi, non l'ho cacciata per una reazione di gelosia, ma perché lei mi aveva rotto le palle. Doveva stare qui qualche giorno, e si è piazzata per due mesi, o quasi...

Di nuovo sorride.

Marta
Ma la cosa più folle è successa il giorno dopo.

Dopo una breve pausa.

Marta
Il giorno dopo, suona il telefono, alzo la cornetta. E' mio padre. Non lo sentivo da almeno un anno. In genere con lui comunico a vaffanculi. E mi fa, testuale: Grazie per aver contribuito al riconsolidamento della famiglia. Ha detto proprio così, "riconsolidamento"... del resto fa il geometra. Non ti sembra un mondo di pazzi?

Marco
Da quanto tempo vivi da sola?

Marta
Sono quattro anni... Quando è scoccato il mio diciottesimo compleanno, quel giorno stesso, ho preso la valigia e sono andata a stare da un'amica più grande. Mio padre è venuto e mi ha riportato a casa a furia di schiaffi. E io me ne sono andata di nuovo... Tre mesi dopo ero a Londra.

Marco
Scusa, butto il torsolo.

Marco esce dalla stanza. Dopo un momento, Marta scende dal letto e, scalza, la segue.

Marta
Questa casa l'ho presa con Laura. Poi lei si è comprata il suo buco...

Marco (off)
Sì, lo sapevo.

Nella sua stanza Marco sta cercando in una borsa. Marta entra e nota una valigia ai piedi del letto.

Marta
Ma come, sei qui da meno di dieci giorni e già te ne vai?

Marco
Scusami, te l'avrei detto... No, vado a Londra per due o tre settimane, ma la stanza la tengo, se a te sta bene, anzi lascio qui un po' delle mie cose.

Marta
A me fa piacere, figurati.

Marco
Lascio anche il motorino, è parcheggiato qui sotto. Se ti serve, la puoi usare. Ti do le chiavi.

Marta
Okay... Perché non vieni con me stasera? Andiamo a prendere Laura e ci facciamo un giro... La pazza si è barricata in casa della madre da tre giorni e non risponde al cellulare.

Marco
Mi dispiace, ma domani devo alzarmi molto presto. Me la saluti tu.

Marta
Certo.

Marco
Laura era piuttosto sul depresso, quando l'ho incrociata qui qualche giorno fa.

Marta
Beh!

Ridono entrambe.


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