Mario Sabbatini from E. by T.A.

Song for a Tarma Pianissimo

(Estratto da I Corpi Artista)

I Tarma sono una specie sub-cellulare. Non sono associabili ad una persona fisica fino a che non l'hanno riplasmata tutta. Non per questo sono assenti in tutte le altre, in forma di microrganismi, compreso me. Facciamo sempre in tempo a diventare dei Tarma e se non lo diveniamo, c'è sempre un Tarma vicino ad ognuno di noi come un angelo custode, a rammentarcene l'esistenza. Non ho ancora conosciuto una persona socialmente attiva che non abbia mai avuto a che fare con un Tarma. Si può dire che ha accompagnato la storia dell'uomo dalla sua comparsa ad oggi, dalla scoperta del fuoco all'era post-atomica. Forse ci preesiste e ancora non lo sappiamo. Non conosciamo ancora del tutto la sua anamnesi. E' stato riconosciuto come microrganismo da poco. Siamo vissuti per ere senza conoscerne l'esistenza. Lui non ha bisogno di mettersi in mostra. Lavorava meglio quando nessuno parlava di lui. Nella storia non se ne fa menzione mai, neanche lontanamente il sospetto. Eppure in ogni atto più o meno importante della nostra storia lui ha avuto sempre la sua parte. La parte più importante. In ogni rivoluzione fallita, in ogni bega familiare legata all'attribuzione di ruoli di potere e al loro esercizio, in ogni luogo di lavoro ogniqualvolta vi si tentava una ridefinizione dei rapporti umani all'interno, per finire in ogni tipo di rapporto interpersonale dove si debba in qualche modo stabilire una scala gerarchica di affetti, affinità, simpatie, reciprocità, finanche nei rapporti di coppia. Voi penserete che io stia dicendo una cazzata ma ha avuto più importanza il Tarma, nel fallimento della Rivoluzione Culturale in Cina, che Deng Hsiao Ping. Lui più di Stalin nell'involuzione della Rivoluzione d'Ottobre. Non è il capitalismo che ci sussume come dice Toni Negri è il Tarma. Che poi lo dovreste vedere. Ha quasi sempre l'aspetto della persona più innocua di questo mondo, quello che non dice mai di no, ma nemmeno si, quello che fa sempre buona parte della nostra strada vicino a noi, che non si mette in mostra, che se c'è da dire qualcosa ci pensa sempre due volte e alla fine nemmeno la dice, quello che ci lascia sempre le donne migliori per poi recuperarle quando ci hanno abbandonato, che ci resta amico, che non dice mai una parola contro di noi, apertamente, che non mette zizzania, che cerca sempre di fare la pace, che a volte ci fa sentire addirittura meschini, invadenti, che ha buonsenso più di noi, che nessuno lo farebbe così deleterio per il genere umano e i suoi generosi tentativi d'emancipazione, che quasi ci verrebbe voglia di parlarne bene. Ed invece a fatto più danni lui di Hitler senza che nessuno se ne sia mai accorto. Ha fatto morire una generazione all'ergastolo, ha ripianato ogni ingiustizia commessa sulla faccia della terra, ha fatto passare le spie per brave persone, ha deliberato la definitiva sconfitta di ogni passione di libertà tacciandola per illusione, ne ha combinate più di Carlo in Francia e noi zitti lì a parlare o meglio a pensare che senza il cambiamento della struttura economica non era possibile nessun altro tipo di cambiamento. Coglioni e il Tarma lì a ridere. A tutt'oggi c'è chi ancora s'interroga sulla struttura economica e individua nell'esodo in corso verso i paesi più avanzati da parte degli uomini dell'altro mondo (non mi riferisco all'aldilà) una contraddizione in grado di mettere in crisi a livello rivoluzionario il potere costituito, mentre il Tarma imperversa e senza parallelamente fare i conti con esso. Volete mandare a morte un'altra generazione di uomini arrabbiati? Questa volta non ci riuscirete, dalle vostre cattedre superpagate. Vogliamo prima fare i conti col Tarma, almeno. Tony dicci che differenza c'è tra il tuo Operaio Sociale e il Der Arbaiter di Junger? Il microrganismo del Tarma sta a me come il malato di epatite sta al portatore di epatosi. L'involucro del microbo. Sono un portatore sano del microrganismo e ne conosco tanti come me. Può darsi che abbiamo sconfitto il microbo senza accorgercene (come avviene per la toxoplasmosi) oppure in noi non ha trovato il terreno migliore per svilupparsi e alla fine si è calcificato. Fatto sta che io da che mi ricordi non ho nessun tipo particolare di feeling con nessuna qualsiasi di quelle manifestazioni di vita che vanno sotto il nome di esercizio del potere, plauso del più forte, elitarismo, emarginazione di chi non è d'accordo con noi e non ci fa il coro etc, etc. Da ragazzino ho sempre spaccato la faccia al tarmino di turno che tagliava fuori dal gioco quello che vestiva male, che non usava le sue espressioni o che non aveva fatto un cazzo ma andava tagliato fuori e basta. Era più forte di me. E ho seguitato così per tutta la vita (a parte qualche piccolo momento di confusione in cui evidentemente il mio corpo stava combattendo la malattia). Non ho un rapporto di potere con il prossimo, con i miei figli che tante volte, per questo mio modo di essere, sono sbalorditi (scusatemi ma non posso farci niente), non ho mai imposto una sola cosa a mia moglie (che invece per questo è una donna felice di stare con me), sto sempre nelle cose in prima persona, pronto a farmi male se necessario e nessuno potrà togliermi questo essere nel mondo, nessuna struttura economica che per quanto coercitiva (ed io ne so qualcosa) potrà togliermi questo patrimonio spirituale del mio corpo, nessuna delusione, nessuna povertà, non importa. Io non eserciterò mai alcun potere nei confronti di nessuno. Ma nel destino di ognuno abbiamo detto c'è un Tarma ed io ho deciso di donargli la pubblicità che merita. Due parole sulla Cambogia. Tarda rivoluzione in un paese sottosviluppato. I poveri Khmer avevano un quadro storico davanti a loro non proprio incoraggiante. Non c'era riuscito Lenin, Mao-Tse Tung, la Comune di Parigi, Ho Chi Min, ci potevano riuscire loro così piccoli, limitati, con un paese pieno di malaria, fame, devastato dalla guerra e da secoli di colonialismo? Dov'era il problema che aveva fatto fallire tutti? Pol Pot pensò che il problema avesse una base sovrastrutturale, nei legami che ci portiamo dietro e che ricreano anche all'interno di una struttura economica socializzata i rapporti di produzione dei quali sono il riflesso. Penso bene di separare i fratelli dalle sorelle, i cugini dalle madri, sto facendo confusione, ma insomma dopo quindici anni in Cambogia se si rincontravano due parenti la maggior parte delle volte non si riconoscevano. Oltre a questo il contributo originale di Pol Pot alla rivoluzione fu quello di capovolgere i normali rapporti che di solito in qualsiasi tipo di società si instaurano tra giovani e vecchi. Vecchi saggi, giovani poco esperienti. Capovolse tutto vecchi contaminati dai meccanismi mentali del precedente rapporto di produzione, giovani incontaminati. In ogni decisione come un adulto che aveva vissuto nella società pre-rivoluzionaria contraddiceva un giovane quadro di partito incontaminato beccava una pallottola in testa. I giovani al potere. Non c'è che dire troppo spesso si liquida l'esperienza dei khmer rossi in maniera facile e scandalizzata, il più delle volte per falso buonismo. Ma c'era contenuto, peccato si sia rivelato soltanto una strage. Pol Pot il khmer-tarma è un microrganismo germinale che colpisce il singolo individuo in tutto il mondo, indipendentemente dal legame familiare e dalle reminiscenze sovrastrutturali dei rapporti di produzione in cui l'individuo è cresciuto. La rivoluzione è nella mia camera da letto, vestita da notte e non le si deve dire di no. In E. by T.A. abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa che sta già dando i suoi frutti. Una campagna pubblicitaria a favore del Tarma per rendergli giustizia, per chiarire a tutta l'umanità l'importanza che egli ha avuto nella storia e la star che è. Come testimonial della campagna abbiamo scelto l'immagine del mio Tarma personale, uno dei miei migliori amici d'infanzia. Ha sempre campato come se dovesse vivere duecent'anni, è sempre stato al lato di ogni casino pur rimanendo nei paraggi (non si sa mai da che parte tira il vento) e ha collezionato, per non sciuparsi o dover pensare più di tanto a qualcuno, meno storie d'amore di mio padre che ha amato solo mia madre. Un Tarma perfetto nel mezzo del cammin di sua vita. Ci siamo svenati per la campagna, noi poveri, ma volevamo rendergli l'onore che merita. Abbiamo affisso il suo manifesto su tutti i muri della città, su qualche stadio a pagamento, (sigh noi poveri), ne abbiamo fatto parlare le radio, i mass-media, la rete. Abbiamo aperto un sito dedicato a lui da dove riceve richieste di consiglio da tutto il mondo, ne abbiamo riparlato in occasione della canzone che gli abbiamo dedicato e che (ma siamo ancora indecisi) probabilmente titolerà tutto l'album. Ci siamo dati un sacco da fare. Il mio Tarma personale è diventato una delle persone più note della città, ha timore di venir riconosciuto per strada, la madre gli dice di stare attento, si è rifiutato di ascoltare la canzone che gli abbiamo dedicato (musiche di Marco principalmente) e non vuole saperne di rispondere alle domande che gli arrivano da tutta la rete, in tutte le lingue. Dovremo rispondere noi al suo posto e in effetti già abbiamo cominciato a farlo. Certo che gli arrivano richieste di consiglio su tutti i tipi di problemi: dall'insicurezza, al lavoro, alla filosofia, alla musica, all'amicizia , all'amore neanche a parlarne. Ci vorrà un mucchio di tempo ma alla fine risponderemo a tutti. Song for a Tarma Pianissimo.