Mario Sabbatini from E. by T.A.

Sguardo frattale

(Estratto da I Corpi Artista)

Sono tre giorni che non ricevo un e-mail. Non posso stare senza rispondere a qualcuno. E' più forte di me. Mi piace spiegare agli altri le cose che mi chiedono. E' un'altra forma di gesto consolatorio? Riuscirò mai a dire a nessuno di me qualcosa? Se si, se no.
Che cosa capita al mio sguardo quando incrocia? Sento sempre una frase o un numero dentro di me. Una lingua morta, fragole. Nevica imprecisamente, a dosi minime. Provo una fascia muscolare di numeri. Nel mio quartiere hanno rotto tutti i vetri stanotte. Guardo fuori, solo numeri. Controllo la posta. Niente, niente e-mail.

Ci rimasi male quando anni fa mi spiegarono che ogni immagine io creavo e vedevo era un numero. Non puoi capire. Sempre affranto da una voglia estrema di realismo avrei preferito essere un numero autoreferente. Stetti mesi a chiedermi a cosa serviva pensare immagini che sono sempre qualcos'altro, una serie di figure non-euclidee. Invidiai gli arabi che da sempre per questo motivo avevano tolto ogni immagine umana dalla loro arte. Algoritmi.

Vengo a trovarti in ospedale. Sei a letto ed hai uno sguardo pieno di numeri, rosa. Ti alzi e vieni vicino a me. Sei di buon umore e scherzando mi chiedi come mai tutte le cose migliori del mondo girano tutte solo intorno a questa stanza. Non trovo le parole ma vorrei dirti che tu sei qua intorno, sei un numero, una delle cose migliori di questo mondo e che devi cercare di non andartene. Sto zitto. Non sento voci. Vedo mio padre e un altro numero nel letto di fronte al tuo ma non sa di essere ricoverato. Mi dici che non vuoi più scrivere o non puoi scusa non ho capito. Mi chiedi se a me le cose vanno tutte bene. Per alleggerire dico lo sai che tutto ciò che scriviamo è una figura non-euclidea. E perché se no avrei scritto finora mi fai tu. Siamo arrivati alla stessa conclusione e questo te lo dico. Tu mi guardi, sorridi, pensosa come quando ti facevo leggere i miei numeri e dici che tu hai concluso io non ancora.

Fa freddo ora, né d'altronde... sono ossessionato dai d'altronde... mia figlia mi ha appena chiesto di che natura sono i numeri. Più o meno così. E' imbarazzante parlare con te dei problemi che mi arrovellano e quindi dopo un'esitazione ti spiego che i numeri sono sguardi, emozioni diverse, possibilità infinite d'essere, giochi, acrobazie, immagini di fiocchi di neve, persone tra loro semplici, espressioni. Papà la mia compagna di classe dice che sono una noia. Si sono anche la noia e tante altre cose, è intelligente l'amica tua. Papà andiamo a scrivere una favola con i numeri. Andiamo.

Si muove qualcosa finalmente. E' un frattale. Fermo ti ho visto, sei tu. Ehi io non ho fatto niente, che vuoi? Fermo ti dico, non ti muovere. Piantala sei tu che mi sei venuto addosso con il tuo sguardo. Io non ho fatto niente. Ti ho cercato e ti ho trovato, beh? Beh, beh ché ora posso andare? Neanche per sogno ora ti ho trovato e tu non ti muovi da qui. Solo un momento poi ritorno. Sicuro che non mi dai buca? Certo, che me ne viene in tasca.
Va bè mi fido, ma solo per un minuto d'accordo e cerca di non andartene, più.

C'era una volta un numero che parlava di se stesso con gli altri...