Mario Sabbatini from E. by T.A.

Sistema Adabatico

(Estratto da I Corpi Artista)

Nella guerra in corso tra i difensori del I° Teorema di Godel e i sostenitori del V° l'uso della tecnologia nell'espressione artistica non è una linea di demarcazione degli schieramenti in campo.
C'è chi dice che non c'è oggi contrapposizione tra generi e forme artistiche e questo per fortuna è vero. L'ibridazione è ormai una costante ovvia di ogni processo d'escrementificazione del pensiero. Gli informali non sono in contrapposizione con i figurativi, la pittura tradizionale non è più antagonista della web-art, la poesia scritta non lo è con le forme più sperimentali di musica e poesia visiva e via discorrendo. Potrei continuare per un anno intero. La contrapposizione però è molto più sostanziale di quello che comunemente si crede ma è rilevabile in maniera sottile, si pone quasi ante-litteram e post-litteram, rispetto alla forma (se vogliamo ancora continuare ad usare questo termine) che di volta in volta assume l'espressione artistica del corpo. E' in effetti soltanto una manovra di chi gestisce attualmente la circolazione delle idee, i difensori della logica di Frege, a far passare l'ibridazione imperante come assenza di contrapposizione, antagonismo dei soggetti. Ma non è così la guerra c'è e si vede se soltanto vogliamo usare gli occhi per farlo. Bisogna stare attenti, non farci sussumere dalla sua opera di mistificazione tipo che bella pace ragazzi, tutto e il contrario di tutto va bene così. Bisogna capire l'avversario, studiare le vere differenziazioni che ci antepongono a lui, sperimentare, smascherarlo e andare avanti per la nostra.
Ricordatevi per prima cosa che gli apologeti del I° Teorema usano la tecnologia almeno quanto noi. Non credete che dietro le loro fila si nascondino solamente le parti più retrive e obsolete della comunità. Magari fosse solo così avremmo già avuto partita vinta, posto fine all'assedio. Qual è allora la differenza, la linea di confine tra noi e loro, tra noi e l'altra parte di noi, come si manifesta?
Ogni espressione riferibile al V° Teorema di Godel è innanzitutto un capolavoro di partecipazione umana, nell'intenzione, nel risultato, nei contorni spaziali che assume, riceve e dà, non ha porte chiuse, non è contemplabile è fattiva, ansima d'aggiunta, è la veglia di Joyce, non ha curriculum, rischia la vita, si pone ingombrante al rifiuto dell'umanità o alla sua epifania, si fa sempre comunità sia che sia l'espressione di un corpo o di milioni, anela a questo è anagogica. Diffusa nel tempo. Mai ferma anche nell'immobilità. Rigetta e digerisce. La tecnologia che impiega è un mezzo come un altro per arrivare a questo. Saprebbe pervenire a questo anche in caso di assenza di tecnologia a disposizione.
L'espressione contenibile all'interno del I° Teorema è invece sempre un sistema adabatico. Qualsiasi forma assuma. Chiunque ne sia l'autore, anche quando si maschera dietro un Multiple-Name. Rimane essenzialmente un sistema isolato, conchiuso, non riceve e non dà energia, è contemplabile. E' ignifuga all'umanità. E' diritto d'autore. Non si regala mai. Non può fare a meno della tecnologia, il suo vestito nuovo, è al passo coi tempi incredibilmente ma non ha bisogno di nessuno al suo interno, è autarchica come risultato finale, è immobile anche nel movimento, fa a gara con se stessa. Lavora sull'incredulità della gente, sulla loro insicurezza e la perpetua. Vuole potere non partecipazione. Si trincea spesso dentro un presunto carattere divinatorio dell'arte e dell'immortalità, è mistificatrice e soprattutto non è alla portata di tutti. E' simulacra, iconica, bella, una cappella sistina animata, è un inno allo stile, all'individualità del genio, è fredda, sola. Quasi mi fa pena...

Vuoi farmi compagnia oggi in questa prigione?
Raccontami di un uomo.
Io?
Si tu.
Di chi?
Di me.
Perché mai dovrei raccontare di te, io, oggi...
Non lo so... è che non so se sono sempre stato buono con tua madre... ultimamente ci penso spesso...
Neanch'io sono sempre stato buono con lei...
E che pensi...
Che non posso farci nulla...
A me dispiace... mi fa morire...
Dispiace anche a me, ma che posso fare, adesso.
Bisogna vivere così? Con i rimorsi?
Si.
Io non so se ce la faccio.
Neanch'io.
Come stai tu adesso?
Qui o con i rimorsi?
Qui.
Ascolto il tempo, mi mangio la fatica di essere, respiro abbondante e dormo.
Come me. Non ti manca la libertà?
No.
Sei sicuro che stai bene?
Non sono mai stato bene, papà.
Non mi dire così.
Cosa vuoi che ti dico?
Non mi dire così.
Vuoi che ti racconto di un uomo?
Si.

M'illumino d'immenso. Sistema adabatico tradizionale.
Dimmi se ti piace questa poesia? Endecasillabo sciolto riferibile al V° Teorema di Godel.