Mario Sabbatini from E. by T.A.

E/Scrementificazione del pensiero

(Estratto da I Corpi Artista)

Sono più di dieci anni che accumulo materiale su questa roba. Credo di aver tralasciato poco o niente. E' il mio corpo a parlare da che s'è deciso di venire a capo di queste cose, mai del tutto affiorate eppure mai del tutto regresse dentro di me. Sospese. In attesa di risoluzione ed ora editate. Per quello che valgono, per quello che sono. Cosa sono? Linguaggio interno? Certo, di sicuro. Atto creativo? Certo ma è una tautologia. Sono esternazioni? Ma a quale bisogno del mio corpo fanno riferimento? C'è un bisogno specifico del corpo in questo senso od esso è un optional? Bisogno di fare una precisazione. Quando io dormo sogno anche se non lo ricordo, se io mangio poi digerisco ed il mio corpo in seguito espelle le scorie di quello che ho mangiato, se no sto male! D'accordo? Anche nella respirazione io inspiro e poi tiro fuori dai polmoni anidride carbonica. Chomsky ci ha spiegato che per apprendere almeno la prima lingua siamo formattati. Abbiamo già i drive incorporati. Dopo ciò è così difficile ammettere che per quanto riguarda l'attività cerebrale del corpo noi siamo programmati ad espellere quanto immagazziniamo in termini d'informazione, esperienza e quant'altro? In tutti dico proprio in tutti questa conclusione aleggia, si legge tra le righe, da Frye, a Vigotsky, da Proust (anche quando vuole dimostrare tutto il contrario) per arrivare ad Alfred Jarry quando afferma che l'arte è masturbazione. In tutti però allo stesso tempo (forse solo Vigotsky meriterebbe un discorso a sé stante) rimane così soffusa, implicita, a mezz'aria o come nel caso di Jarry una provocazione. Cos'è che impedisce loro di trarre le logiche conseguenze da questa verità che sembra perseguitarli, che si intrufola nei loro discorsi, che si intromette? Non certo l'intelligenza di questi personaggi. Dobbiamo proseguire ma cos'è che fa paura? o solo ci disturba?
Ora questa espulsione di quanto immagazziniamo avviene nel nostro corpo in modo simile al mangiare, al respirare oppure ha un suo tratto peculiare? Diciamo che è simile in quanto bisogno riconducibile al corpo e che è peculiare in quanto ogni bisogno corporeo ha le sue peculiarità e differenze rispetto agli altri bisogni all'interno di ogni equilibrio corporeo. Noi non abbiamo un corpo, siamo un corpo. Merleau-Ponty e ne possediamo solo una parte limitata ancora, aggiungo io. Noi siamo quello che mangiamo. Non ricordo chi lo ha detto. Spinoza? Correggetemi se sbaglio. Se non produco escrementi dopo aver mangiato o bevuto, superato un certo periodo di tolleranza del mio corpo, non posso vivere. Se sto in apnea più di quanto possono sopportare i miei polmoni (tolleranza più breve) soffoco intossicato di anidride carbonica. Se accumulo informazioni ed esperienze senza ritirarne fuori mai una (periodo di tolleranza maggiore) rischio uno shock da informazione. Tutto qui anche se questo tipo di conseguenze potrebbero essere descritte a partire da una soglia di carenza meno estrema. Vediamo da questo lato. Se non produco escrementi regolarmente il mio corpo andrà incontro a problemi di tipo renale e/o intestinale. Se la mia respirazione non è perfetta né avranno a risentire i polmoni ed il cuore, soprattutto. Se non c'è equilibrio e riconoscimento tra informazioni possedute, assunte e informazioni espulse sarò con molta probabilità una persona psichicamente disturbata e sicuramente una persona che non partecipa al prodotto creativo della comunità, come dire parla per fatti tuoi, come dire riempi di versi le mura di questa cella, come dire affolla di disegni gli anfratti di questa grotta, comunque almeno non si muore. Stabilito questo addentriamoci un po' di più. La qualità di questa espulsione d'informazioni ed esperienze. Sappiamo nel caso dell'alimentazione ciò viene chiamato sterco, urina, escremento in genere. Nel caso della respirazione la qualità dell'espulsione è abbiamo detto anidride carbonica. In quello che ci interessa la qualità dell'espulsione che viene prodotta da ogni corpo che assume informazioni non può che essere definita, sia immateriale che materiale, arte, meglio ancora arte del corpo. Body art. Tutto il ragionamento fa sconfinare all'interno di questa denominazione, body art, arte del corpo, qualsiasi manifestazione di espressione artistica, dai disegni rupestri fatti con la pietra dai preistorici, a Goya, alla Orlan. Non si sfugge, arte del corpo, archeologia del corpo, escrementificazione del pensiero umano, oggettuale, non oggettuale, a togliere come la scultura (l'unica che mantiene la caratteristica dell'espulsione originaria dal corpo), a mettere come la pittura, sempre e solo arte del corpo. Ad estendere il concetto machiavellico del tutto è politica al tutto è arte, arte del corpo, fuori dal corpo non c'è arte, così come non c'è politica. L'arte è un escremento del pensiero umano, una testimonianza del corpo, del corpo da sempre. Possibile che nessuno abbia mai pensato che Piero Manzoni con le sue scatolette di merda voleva dirci solo questo e niente del pop? Strano!
Jonh Cage. Non ho nulla da dire e lo dico. Classica affermazione di un bisogno da espellere.