Alien.A

Luogo: Comune

Questa è la storia dell'uomo più alto del Mondo, che trascorse la sua grande esistenza terrena nel grande agglomerato urbano di Comune.
Era un uomo molto famoso essendo il più alto di tutti, e ogni giorno, o quasi, qualcuno cercava il modo per poter parlare con lui, visto che, essendo il più alto di tutti, ed essendo più alto di tante cose, era impossibile riuscire a farsi sentire da lui rimanendo con i piedi per terra.
Una volta durante il giorno, un ragazzo-deltaplano volò fino al suo grande padiglione auricolare e, convinto di doverlo intrattenere per non vederlo distratto dai suoi stesi sbadigli, cominciò a pronunciare parole per formare discorsi, raccontando di coloro che lo avevano generato e vivevano ancora con lui, e in particolare, del figlio delle stese persone che lo avevano generato, un nullafacente, un artista destinato al fallimento totale, insomma... "Braccia sottratte all'agricoltura", a suo parere.
"Ecco un luogo comune", disse l'uomo più alto del Mondo, poi serrò le labbra.
Un altro uguale giorno una donna-elicottero gli si avvicinò e sparò dalla bocca pallottole acute dalla forza interrogativa, curiosa di sapere quali cose preferisse e se il suo cuore fosse grande quanto la sua mole.
Poi gli parlò delle creature che aveva generato, di tutti i cuccioli umani che conosceva, dicendogli quanto fossero teneri, graziosi, innocenti, spontanei... "ecco alcuni luoghi comuni" disse lui, e nient'altro.
Un altro uguale giorno un giovane-paracadute cadde tra il suo collo ed il suo braccio e approfittando di quell'occasione, stette un po' con lui e gli parlò della sua fidanzata, di quanto l'amasse, e di come vivesse solo con lei, per udire la sua voce da usignolo... "Ecco... un luogo comune!"
Intanto gli uccelli sbattevano le loro ali vicino ed intorno all'uomo più alto del Mondo. Egli odiava quegli esseri pennuti, così fastidiosi ed inutili, essi volano così in alto nel cielo, ma quando cerchi la loro compagnia, sanno solo annoiarti con il loro ripetitivo cinguettio.
Un altro uguale giorno poi, un signore-montagna dall'aspetto atletico, trovandosi in cima, riuscendo così a farsi sentire, si vantò in un primo momento della sua grande carriera e di come vivesse nel lusso e non gli mancasse niente, infine, deciso a sfogare le sue frustrazioni, si lagnò per quanto in realtà si sentisse solo ed infelice, aggiungendo con tono sermoneggiante, che i soldi non fanno la felicità... "Ecco un altro ipocrita luogo comune" aggiunse ancora l'uomo più alto del Mondo prima di ruotare il suo corpo di 180°.
Egli possedeva molto denaro e trovava sempre molti modi per servirsene, anche e del tutto diversi da quelli dei comuni, e di certo, senza, non avrebbe saputo come fare.
Prima di lasciare questo Mondo quale mortale, sentì a lungo la voce di un individuo, e parlò con lui, perché pur non essendo un individuo molto alto, la sua era una voce tanto profonda e forte che riusciva comunque ad arrivare fino al cielo.
Non conobbe mai il suo aspetto fisico, poiché quando la sua vista si rivolgeva a ciò che era sotto di lui, tutto ciò che scorgeva erano quei puntini insignificanti dei comuni, ed anche l'individuo era un puntino. Non pensò mai di flettere le sue ginocchia e posarlo sul palmo della sua mano per porlo vicino a se.
Durante una notte il tale corse verso l'uomo e cadde ai suoi piedi, affannava, e con la poca voce che gli rimaneva in gola, urlò, ma le sue urla si dissolvevano prima di raggiungere il cielo, e l'uomo non sentì che un bisbiglio.
Qualcuno alitava parole a cui egli pensò non dover pensare, certo che si trattasse solo di luoghi comuni.
Intanto un grande meteorite, attratto dalla Terra, si dirigeva verso di essa, ma tra il cielo e la terra si estendeva l'uomo più alto del Mondo, la cui vista non era solita rivolgersi verso ciò che stava al di sopra, e fu così che il suo corpo scivolò verticalmente sul terreno, colpì le sue carni ed infine le sue ossa giacquero da quella notte nei caldi intestini terrestri.