Alien.A

Storia provvisoria

Una metà di uomo si sveglia e si alza dalla sua metà di letto, l'altra metà rimane nel letto, mangia metà cornetto, beve una tazza di latte piena per metà, poi mette sotto il rubinetto una tazza di latte vuota per metà.
Esce di casa con gli occhiali da sole, è per caso una giornata di sole, e mostra ai passanti i suoi 32 denti tutti al posto giusto, dimostrando così di aver trovato forse il suo posto giusto.
Si presenta nel posto del colloquio, si presenta: "Buon" dice, "Buon" risponde uno, "Buon giorno" dice un altro e suscita subito la sua ammirazione.
Il lavoro è suo, si crede per raccomandazione, ma lui non è per quel lavoro e così, si sa, lo lascerà presto.
E presto lo lascerà la sua compagna, che vuole più attenzione e sopratutto vorrebbe che facesse più attenzione nel tenersi un lavoro.
Così avrà due metà di appartamento tutte per lui: sono troppe. Prende con se un cane bastardo, una nuova ragazza un po' puttana e un nuovo tecnologico telefonino, che fa un po' uomo d'affari.
Di loro non si stancherà mai, ma dice sempre così, e ogni volta dice la verità e si sa che le novità prendono sempre il sopravvento.
Una metà del suo cervello lo fa essere un uomo comune, sempre una metà del suo cervello lo fa essere fuori dalla norma, ed è la stesa che lo fa arrivare sempre in ritardo, anche se questa è una cosa nella norma. Lui è l'unico però ad essere stato messo alla luce con sei anni di ritardo, come è l'unico ad aver vissuto metà della sua vita cieco, sordo e muto, e l'altra metà no; l'unico capace di arrivare in ritardo anche al suo funerale e capace di presentarsi con un "Buon" ai tanti presenti; togliendo ogni illusione, ai pochi capaci di sentirlo, che anche la sua morte non fosse una delle sue innumerevoli cose a metà.