Massimiliano Caboni

Liberi!

La gente, composta in corteo, urla: "LIBERI!".
E liberi siam.
Dal nostro corpo stesso... LIBERI.
Un suono di clacson, di festa, c’ingabbia,
Ma un urlo riecheggia, dirada la nebbia:
LIBERI!
E liberi siam.
Dai vostri sguardi inquisitori.
LIBERI!
Come dalla brace, già arsa e spenta,
S’alza in volo fenice stupenda, dorata, infuocata,
Così noi rinasciamo, urlando: "LIBERI!".
E liberi siam.
Dal vostro fuoco che brucia, LIBERI!
Così come il tuono zittisce ogni cosa,
Noi tuoniamo: "LIBERI!"
E liberi siam.
Dalle vostre urla sragionate, LIBERI!
E prima che il gran silenzio ci prenda,
Un ultimo rantolo: "LIBERI!".
E liberi siam.
Nel nostro marmo avrem scritto: "LIBERI!".

Tratto da: "Percezioni aspettando che sia l'alba" di Massimiliano Caboni
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